Privati della terra, i tribali sono emarginati
Le popolazioni tribali dell'est del Bangladesh si sono ribellate al governo bengalese. In questo contributo, Padre Anol Terence D'Costa, del Seminario maggiore di Dacca, illustra i motivi di questa ribellione. L'articolo di p. D'Costa è pubblicato in versione integrale nel numero di giugno/luglio 2004 di AsiaNews su carta.
Dacca (AsiaNews) La regione orientale del Bangladesh è teatro di scontri fra tribali e i soldati di Dacca. I coloni bengalesi hanno occupato la terra di quest'area nel corso degli ultimi decenni. I tribali sono stati privati della loro unica fonte di sostentamento, la terra, e per questo si sono ribellati alle autorità bengalesi.
La regione del Chittagong e le popolazioni tribaliIl Chittagong Hill Tracts (CHT), la regione montuosa di Chittagong, copre il 10% dell'area del Bangladesh ed è la dimora di 13 diverse popolazioni, delle quali Chakmas, Marmas e Tripuras rappresentano all'incirca il 90% del totale. I nomi delle altre tribù sono: Kheyang, Lushai, Chak, Khumi, Mrung (Mru), Riang, Uchoi, Tanchagya, Bawm e Pangkhu. Vi sono inoltre altre comunità etniche minori come i Rakhain, Santal, Assamese, Manipuri e Garo, ma queste non sono considerate parte del CHT perché giungi di recente nella regione.
La zona di Chittagong si trova nel sudest del Bangladesh e comprende una regione interamente montuosa; possiede stupendi paesaggi, unici per la loro bellezza, che attraggono molti visitatori. I panorami della natura, la diversità delle lingue e dei costumi, i momenti di festa della gente sono un'occasione di piacevole meraviglia per i turisti.
Prima il colonialismo inglese, poi quello pachistano e bengaleseDopo la divisione dell'India nel 1947, il governo pachistano ha creato delle condizioni sfavorevoli per le minoranze etniche. Il decreto del 1900 è stato conservato dal Pakistan fino al 1960, ma nel 1964 il governo pachistano ha abolito status speciale del CHT. I leader tribali hanno perso il loro potere sulla terra, che è stato assunto dal governo e dai coloni bengalesi. Il governo pachistano ha chiuso la regione agli stranieri e l'ha riaperta solo dopo un trattato di pace firmato nel dicembre 1997. Durante questo periodo nel CHT sono avvenute molte sofferenze e ingiustizie, rimaste sconosciute all'esterno.
Negli anni Sessanta fu iniziato il progetto idroelettrico del Kaptai e nel 1962 la diga fu completata: il nuovo lago artificiale copriva una superficie di 153 miglia di terreno coltivabile. La città di Rangmati venne coperta dall'acqua e oltre 10 mila famiglie furono trasferite, per il 90% di etnia Chakmas: le compensazioni economiche elargite dal governo pachistano furono molto inferiori a quelle promesse. L'insediamento di contadini bengalesi nel CHT è iniziato nel periodo pachistano: dopo l'apertura della diga Kaptai, il governo pachistano permise per la prima volta ai bengalesi immigrati l'acquisto della terra, sebbene una norma precedente lo vietasse in modo esplicito. Il governo del Bangladesh nella costituzione del 1972 non menzionava in modo distinto della nazionalità Jumma, come i tribali chiedevano da molto tempo. La costituzione aveva invece stabilito che tutti coloro i quali vivevano in Bangladesh dovevano essere qualificati come bengalesi.
Il CHT venne trattato come parte periferica del paese, senza nessun riconoscimento speciale; i tribali furono marginalizzati e alienati dalla maggioranza della popolazione, e quindi oppressi e maltrattati.
Tra il 1976 e il 1981, per esempio, durante la presidenza di Ziaur Rahman, si insediò nel CHT la maggior parte dei nuovi immigrati bengalesi. Nel 1979 Rahman ordinò segretamente a 30 mila famiglie bengalesi di emigrare nel CHT e offrì loro 650 mila taka per il loro stanziamento. Nel 1980, a Kaukhali, 3019 famiglie bengalesi beneficiarono di appezzamenti dove poter costruire la propria casa e fu loro assegnata ogni settimana 10 seers di grano. Con l'aiuto dell'esercito i bengalesi attaccarono i tribali e molti ne uccisero; bruciarono le loro case, assaltarono le donne, distrussero templi e fecero a pezzi le statue di Buddha. Secondo il censimento del 1991, i bengalesi erano quasi la metà della popolazione del CHT e presto sarebbero diventati la maggioranza.
Prima della ripartizione del 1947, i bengalesi residenti nel CHT erano il 2.5% della popolazione; nel 1991, il 48,57%. I tribali sono stati marginalizzati e, oltre a ciò, tutta la città e i centri d'affari più importanti sono oggi controllati dai bengalesi.
Il problema della terra
Il CHT è la seconda area forestale del Bangladesh e la regione sempreverde del paese: il bambù e il banano rivestono una notevole importanza economica per la regione. I coloni bengalesi continuano a tagliare alberi: usano il bambù nelle loro fabbriche e vendono al mercato gli alberi ad alto fusto. Il governo bengalese ha sempre considerato distruttiva per l'agricoltura la coltivazione tradizionale dell'etnia jumma, condotta in modo mobile. I tribali denunciano che il governo ha destinato in modo arbitrario le terre jhum per la coltivazione di frutteti, di ortofrutta, di alberi da giardino strappandole alle culture tradizionali delle etnie tribali. Gli appaltatori delle coltivazioni degli alberi da gomma sono per la maggior parte immigrati bengalesi, che tagliano gli alberi e si impossessano della terra. Il risultato? I tribali hanno perso la propria terra. Questa grande ingiustizia ha spinto i tribali a ribellarsi contro il governo del Bangladesh.
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