09/06/2021, 08.52
SIRIA - ISRAELE
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Raid aerei israeliani in Siria, almeno otto miliziani filo-Assad uccisi

Le vittime sarebbero almeno cinque soldati governativi e tre combattenti alleati del governo siriano. L’attacco è partito dal territorio libanese e ha coinvolto la capitale, Homs e la zona costiera di Latakia e Quneitra. Fonti governative parlano di “aggressioni contro postazioni multiple”, registrate “forti esplosioni” a Damasco. 

Damasco (AsiaNews/Agenzie) - È di almeno otto miliziani filo-Assad uccisi il bilancio di una serie di raid aerei lanciati nella notte dai caccia israeliani dal territorio libanese in Siria: hanno colpito la provincia di Homs, Damasco e la zona costiera di Latakia e Quneitra. Secondo quanto riferisce Rami Abdul Rahman, direttore dell’Osservatorio siriano per i diritti umani (ong con base nel Regno Unito e una rete di informatori in territorio siriano fin dagli inizi della guerra), fra le vittime vi sono “almeno cinque soldati dell’esercito e tre combattenti alleati”. 

Gli attacchi sono iniziati poco prima della mezzanotte e sono proseguiti per alcune ore. Una fonte vicina al governo di Damasco parla di “aggressione contro postazioni multiple” in territorio siriano, compresa la capitale dove “gli abitanti hanno registrato forti esplosioni e tremori” causati dalle bombe. “In una grave violazioni del diritto internazionale - prosegue la nota - i caccia israeliani hanno aperto il fuoco dai cieli del Libano”. 

Testimoni oculari nel Paese dei cedri confermano l’attacco a colpi di missili, alcuni dei quali “sono stati intercettati in territorio libanese prima di entrare nello spazio aereo siriano”. Quella che viene definita a Damasco “aggressione” israeliana non è un evento inatteso, perché nei giorni scorsi “aerei spia e droni israeliani hanno sorvolato e pattugliato la zona costiera e le acque territoriali della Siria e del Libano”. 

Analisti ed esperti affermano che l’obiettivo degli attacchi erano, con tutta probabilità, depositi di armi e mezzi forniti dall’Iran alle milizie sciite combattenti alleate del presidente siriano Bashar al-Assad. Colpite le regioni centrali e meridionali del Paese arabo; il sistema di difesa anti-aereo siriano ha risposto all’offensiva, ma solo alcuni missili sono stati intercettati mentre una parte consistente è riuscita a centrare i target prefissati infliggendo danni materiali e causando vittime.

L’attacco della notte secondo alcuni sarebbe una risposta al lancio a inizio mese di un missile SA-5 di fabbricazione russa dalla Siria in territorio israeliano; il missile avrebbe però mancato l’obietttivo, esplodendo in una zona disabitata nel sud del Paese. 

In passato Israele ha potuto compiere numerosi attacchi in territorio siriano e libanese, grazie al disco verde ricevuto dall’allora presidente Usa Donald Trump, che durante i quattro anni di mandato ha stretto una forte alleanza con il premier Benjamin Netanyahu. Solo in Siria, nel 2020 si sono registrate 50 operazioni contro obiettivi strategici secondo fonti militari israeliane. La situazione non sembra essere cambiata sotto la nuova amministrazione guidata dal democratico Joe Biden che sinora ha tollerato - se non autorizzato - le operazioni militari israeliane oltre-confine. 

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