20/08/2021, 08.55
SIRIA-ISRAELE
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Nuovi raid israeliani in Siria. Beirut contro la violazione dello spazio aereo

Nella notte caccia e missili hanno preso di mira obiettivi sensibili alla periferia di Damasco e Homs. Attivata la difesa ant-aerea siriana. Non vi sono conferme di vittime o danni materiali, nessun commento da parte di Israele. Ministro libanese contro l’uso dello spazio aereo per attaccare la Siria, in violazione alle risoluzioni Onu.

Damasco (AsiaNews/Agenzie) - Nella tarda serata di ieri la difesa anti-aerea siriana si è attivata per respingere un nuovo attacco di “elementi ostili” nei cieli di Damasco, sferrato come già avvenuto a più riprese nel recente passato da caccia dell’aviazione israeliana. “Verso le 23.03 ora locale - recita una nota dell’agenzia ufficiale Sana, che rilancia una fonte militare - il nemico israeliano ha condotto un’aggressione aerea con missili, proveniente da sud-est di Beirut (Libano), prendendo di mira postazioni vicine a Damasco e intorno a Homs”. “La nostra difesa anti-aerea - conclude la dichiarazione - ha replicato ai missili e ne ha abbattuti la maggioranza”. 

Nella comunicazione ufficiale delle autorità siriane non vi sono riferimenti a vittime o danni materiali. Il sorvolo dei caccia con la stella di David è stato avvertito in modo chiaro nella capitale libanese e in diverse zone del Paese dei cedri, dove mezzi militari e missili hanno sollevato panico e preoccupazione fra la popolazione civile. 

Il ministro libanese ad interim della Difesa Zeina Akar ha condannato l’attacco, sottolineando che operazioni di questa natura “violano in modo palese lo spazio aereo del Libano” con sorvolo “a bassa quota” che causa “paura fra i cittadini”. Esso, aggiunge, è contrario anche la risoluzione 1701 del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite che ha regolato la fine della guerra in Libano del 2006; da qui l’appello, seguito da una lettera di denuncia, all’Onu perché dissuada Israele da compiere attacchi in Siria utilizzando lo spazio aereo del Paese dei cedri.

In passato Israele ha compiuto numerose operaizoni in territorio siriano e libanese, grazie al disco verde ricevuto dall’allora presidente Usa Donald Trump, che durante i quattro anni di mandato ha stretto una forte alleanza con il premier Benjamin Netanyahu. Solo in Siria, nel 2020 si sono registrate 50 operazioni contro obiettivi strategici secondo fonti militari israeliane. La situazione non sembra essere cambiata sotto la nuova amministrazione guidata dal democratico Joe Biden che sinora ha tollerato - se non autorizzato - le operazioni militari israeliane oltre-confine che in molti casi coinvolgono anche il territorio libanese. 

Secondo quanto riferisce l’Osservatorio siriano per i diritti umani (Sohr) “missili israeliani hanno preso di mira depositi di armi e postazioni militari libanesi di Hezbollah nella regione di Qara, fra la periferia di Damasco e la periferia sud-occidentale di Homs”. Anche per l’ong, con sede nel Regno Unito e una fitta rete di informatori sul territorio siriano, non si sarebbero registrati morti. Media libanesi aggiungono che due missili sono caduti nella regione di Qalamoun, in una zona di confine.

Di contro non si registrano commenti ufficiali sull’operazione da parte dell’esercito israeliano. 

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