Resilienza e speranza: il messaggio della visita ad Limina dei vescovi del Myanmar
A Roma la Conferenza episcopale ha incontrato nei giorni scorsi il papa i responsabili dei dicasteri della Curia romana per l'appuntamento che coinvolge ogni cinque anni le diocesi di tutto il mondo. La presentazione delle nuove traduzioni di testi liturgici in lingue locali e il bilancio degli interventi di Caritas per il terremoto tra i momenti più importanti. L'incoraggiamento di Leone XIV: "Il Myanmar non è dimenticato".
Città del Vaticano (AsiaNews) - La Conferenza episcopale del Myanmar (CBCM) ha vissuto in questi giorni la sua visita ad Limina Apostolorum a Roma, incontrando papa Leone XIV e i responsabili dei dicasteri della Curia romana, portando un messaggio di sofferenza, resilienza e un urgente appello al mondo affinché non abbandoni un Paese giunto ormai al suo quinto anno di conflitto armato.
I vescovi sono arrivati a Roma il 1° giugno, aprendo la loro visita con una Messa mattutina nella storica basilica di San Giovanni in Laterano. Prima dell’inizio del programma ufficiale la delegazione ha visitato anche il museo storico dell’ordine dei Barnabiti — la congregazione missionaria che per prima evangelizzò la regione di Mandalay in Myanmar — e si è riunita con i cattolici originari del Myanmar residenti a Roma per un pomeriggio condiviso di preghiera e fraternità.
Liturgia e carità oltre ogni ferita
Tra i momenti più discreti ma significativi della visita vi è stata la tappa della delegazione presso il dicastero per il Culto Divino e la Disciplina dei Sacramenti. La diocesi di Hakha ha riferito che le parole della consacrazione utilizzate durante la Messa sono state formalmente tradotte in cinque lingue locali — Hakha, Falam, Mindat, Nharein e Zotung — e presentate al dicastero insieme a registrazioni audio e testi scritti dopo l’approvazione del vescovo diocesano. Queste traduzioni sono ora ufficialmente riconosciute dal Vaticano, un traguardo importante per la vita liturgica delle comunità cattoliche appartenenti alle minoranze etniche del Myanmar.
Tra gli incontri più toccanti della settimana vi è stato poi quello presso Caritas Internationalis, dove i responsabili hanno accolto calorosamente i vescovi e ascoltato il racconto dell’entità delle sofferenze in Myanmar. Caritas Myanmar durante il terremoto dello scorso anno ha sostenuto oltre 399.600 persone in 631 comunità distribuite in 29 municipalità colpite, fornendo cibo, alloggi, acqua sicura, mezzi di sussistenza e assistenza psicosociale attraverso una rete che si estende a tutte le 17 diocesi.
I responsabili di Caritas hanno affermato di essere stati profondamente colpiti nel sentire parlare della solidarietà interreligiosa emersa dalle macerie, con comunità cattoliche, buddhiste, musulmane e indù che si sono accolte e sostenute reciprocamente nel mezzo della devastazione. Il vescovo Raymond Sumlut Gam, che ricopre anche il ruolo di presidente di Caritas Myanmar, ha rivolto al mondo un appello semplice ma urgente: “Non dimenticateci. Non dimenticate la nostra crisi. La nostra voce è molto piccola. Abbiamo bisogno di altri che ci aiutino a farla sentire”.
Leone XIV: “Il Myanmar non è dimenticato”
Il momento culminante della visita è stato il 6 giugno l’incontro con papa Leone XIV. L’udienza è durata quasi due ore e ha affrontato i temi della formazione dei seminaristi, la formazione permanente dei sacerdoti e la risposta della Chiesa alla crisi umanitaria e politica del Myanmar.
Secondo quanto riferito dal card. Charles Bo, arcivescovo di Yangon, Leone XIV ha assicurato alla delegazione che il Myanmar “non è dimenticato, ma è sempre nelle sue preghiere”, e si è impegnato a continuare a esortare il mondo a non abbandonare il Paese - riecheggiando i ripetuti appelli del suo predecessore Papa Francesco, che spesso diceva: “Non si dimentichi il Myanmar”.
“Siamo stati molto felici di incontrare il Papa e saremo rinnovati e rafforzati quando torneremo a casa – ha commentato il card. Bo a Vatican News -. Nonostante la difficile situazione, la Chiesa in Myanmar sta crescendo e si sta rafforzando moltissimo”.
La delegazione ha inoltre incontrato il cardinale Pietro Parolin, Segretario di Stato vaticano, donandogli una tradizionale borsa da spalla kachin come regalo del Myanmar.
Il Myanmar è sconvolto dal conflitto armato sin dal colpo di Stato militare del febbraio 2021, che ha causato migliaia di morti e oltre 3,6 milioni di sfollati. Nel marzo 2025 un devastante terremoto ha colpito il Paese, aggravando un’emergenza umanitaria già molto grave e aumentando le sofferenze di comunità già spinte oltre i propri limiti.
Attraverso gli incontri della settimana a Roma, i vescovi hanno presentato questa realtà in modo diretto e senza calcoli politici, chiedendo soltanto che il mondo ascolti e ricordi.
08/05/2018 16:06
12/06/2019 16:07




