23/08/2006, 00.00
SRI LANKA
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Scomparso un sacerdote cattolico in Sri Lanka

di Danielle Vella

La Chiesa di Jaffna lancia un appello urgente: il governo intervenga per scoprire dove si trova p. Jim Brown. Del giovane sacerdote non si sa più niente dal 20 agosto;  si stava recando nella sua nuova parrocchia ad Allaipiddy quando è stato fermato ad un checkpoint.

Colombo (AsiaNews) – La Chiesa di Jaffna – Sri Lanka del nord – lancia un urgente appello affinché si faccia luce sulla sorte di un sacerdote cattolico, scomparso lo scorso 20 agosto. La comunità di Jaffna è scioccata e seriamente preoccupata per p. Jim Brown, 34 anni, visto per l'ultima volta da un confratello al checkpoint militare di Allaipiddy. Accompagnato da Vimalathas, un padre di famiglia, Jim si stava recando presso la sua nuova parrocchia. Entrambi non sono mai arrivati e ogni tentativo di rintracciarli è risultato vano.

P. Jim è sparito appena una settimana dopo la morte di oltre 20 persone ad Allaipiddy sotto il fuoco incrociato di esercito e Tigri tamil. Gli scontri rientrano nei pesanti combattimenti sulla penisola di Jaffna, che stanno iniziando a spegnersi.

Ieri il Centro per la pace e la riconciliazione a Jaffna, guidato dalla Chiesa, ha lanciato un appello per un'azione immediata: "Gridiamo alla comunità internazionale di fare pressione sul governo, affinché si occupi subito di una questione così scottante. Agite in tempo e salvate queste vittime innocenti".

Il problema delle sparizioni suscita gravi preoccupazioni in Sri Lanka, dove si registra uno dei tassi più alti al mondo di scomparse irrisolte. Finora le richieste di informazioni alle autorità sono cadute nel vuoto. Il vescovo di Jaffna e la Commissione per i diritti umani hanno contattato i comandanti della Marina militare del nord. Ma questi "se ne sono lavati le mani – raccontano testimoni – dicendo di non sapere nulla dell'incidente". La Caritas nazionale (Sedec) ha informato il presidente dello Sri Lanka, Mahinda Rajapakse sulla sparizione di due uomini ed è ancora in attesa di risposta.

Ordinato nel 2003, p. Jim Brown è stato nominato parroco di Allaipiddy solo poche settimane fa. Il 12 agosto la sua chiesa, intitolata a San Filippo Neri, è stata colpita dal fuoco dei combattimenti che infuriavano tra Marina e Ltte (Liberation Tigers of Tamil Eelam). Negli scontri sono morti molti civili che si erano rifugiati nell'edificio religioso. A quel punto il parroco ha preso con sé circa 800 fedeli e si è diretto in cerca di riparo alla chiesa di santa Maria, nella vicina Kayts. Per avere il permesso di passare ha dovuto letteralmente pregare in ginocchio le truppe. Subito dopo, convocato dai vertici della Marina di Allaipiddy, p. Jim è stato duramente rimproverato. Il direttore del Centro di pace e riconciliazione racconta che "un ufficiale ha urlato in faccia al sacerdote accusandolo di aiutare le Ltte a scavare trincee". "Jim – continua – mi ha detto invece di aver scavato buche solo per potersi riparare dai bombardamenti". Lo stesso sacerdote è riuscito a salvarsi dall'attacco saltando in una fossa.

Il 20 agosto dopo mezzogiorno, p. Jim è partito da Kayts sulla sua motocicletta con Vimalathas per dire messa a Mandaithevu, dove alcuni sfollati si erano rifugiati in un tempio indù. Ma a Mandaithevu le truppe della Marina non gli hanno permesso di celebrare e così è ripartito per Allaipiddy. Sulla strada ha incontrato p. Peter Thurairatnam, l'ultimo ad averlo visto. Dato che p. Jim e Vimalathas non tornavano un sacerdote è andato al checkpoint per aver informazione sui due e l'unica cosa che gli hanno saputo dire è che avevano già lasciato Allaipiddy.

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