06/12/2004, 00.00
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Scontri fra sunniti e sciiti: 2004 l'anno più violento

di Qaiser Felix

Islamabad (AsiaNews) - Le 160 persone uccise dal gennaio scorso hanno reso il 2004 l'anno più sanguinoso negli scontri fra le diverse comunità musulmane in Pakistan. Tra il 2001 e il 2003 le vittime delle violenze erano state 155 (651 i feriti). Lo ha reso noto nei giorni scorsi il ministro dell'Interno Aftab Ahmed Khan Sherpao, durante un suo intervento al Senato.

In particolare, nel 2003 si sono avuti 89 casi di scontri intra-musulmani che hanno fatto 34 morti e 152 feriti, mentre nel 2002 c'erano stati 102 persone uccise e 312 ferite in 56 episodi di violenza.

La zona dove si sono registrati più incidenti è il Sindh (83 casi), seguita dal Balochistan (69), Punjab (42), North West Frontier Province – NWFP, con  32 episodi. Due casi si sono verificati a Islamabad e nella regione settentrionale e uno in Azad Kashmir. Il maggior numero di vittime si è avuto in Punjab, dove dal 2001 ci sono stati 72 morti e 298 feriti; nel Sindh le vittime sono state 56 e i feriti 200, nelle NWPF 11 morti e 57 feriti. Nella capitale Islamabad i 2 attentanti hanno causato 10 morti e 41 feriti.

Le violenze fra sunniti (80% dei musulmani pakistani) e sciiti (20%) risalgono alla fine degli anni '70, in seguito alla rivoluzione islamica in Iran del 1979 e dell'invasione sovietica in Afghanistan dello stesso anno. Il sostegno americano e saudita alla lotta anti-sovietica in Afghanistan ha causato una notevole diffusione dell'estremismo sunnita in Pakistan; la rivoluzione iraniana, da parte sua, ha portato un'ondata di islam sciita nel paese. Inoltre il tentativo di repressione dell'ex presidente Zia ul-Haq ha determinato una recrudescenza dell'estremismo religioso.

Dall'inizio delle violenze fra sciiti e sunniti in Pakistan sono morte più di 4 mila persone.

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