12/04/2021, 13.00
CINA-VATICANO
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Sheshan: il santuario rimane chiuso; il parco dei divertimenti è aperto, come altri luoghi turistici

di Lu Haitao

La diocesi di Shanghai, per ubbidire alle indicazioni del governo locale sulla pandemia, ha cancellato tutti i pellegrinaggi in maggio. Nel seminario mons. Taddeo Ma Daqin rimane agli arresti domiciliari. A Sheshan, sempre aperti il parco “Valle della felicità” e il Golf club. Per le chiese vi sono ancora stringenti misure anti-Covid, ma per Qingming, i luoghi turistici in Cina hanno accolto senza problemi decine di migliaia di visitatori.

Shanghai (AsiaNews) – La diocesi cattolica di Shanghai ha annunciato che in maggio i pellegrinaggi al santuario della Madonna di Sheshan saranno cancellati a causa della pandemia da Covid-19. In compenso, il parco dei divertimenti sulla collina di Sheshan è aperto da tempo, come pure tanti luoghi turistici di massa nel Paese.

Il santuario di Sheshan è un santuario mariano nazionale e nel mese di maggio vi è la tradizione dalle diverse diocesi cinesi di andare in pellegrinaggio percorrendo a piedi la collina su cui sorge la basilica, fermandosi nelle cappelle intermedie e sostando alle stazioni della Via Crucis, fino alla sommità dove sorge la chiesa, al culmine della quale si staglia la statua di Maria che presenta al mondo il suo Figlio.

Secondo l’annuncio diocesano, “siccome la pandemia in patria e all’estero non è ancora sotto controllo, e le misure per la prevenzione della pandemia sono ancora in atto nella nazione, per assecondare le richieste e i regolamenti del governo municipale [di Shanghai] … l’annuale pellegrinaggio di Maggio a Sheshan è stato cancellato”.

L’annuncio spiega che la basilica di Sheshan, le cappelle intermedie e altre aree sono chiuse e non vi saranno pellegrinaggi e attività religiose. Non sono accettate le presenze di gruppi di pellegrini e individui. Ai cattolici si consiglia di stare a casa a pregare chiedendo la fine della pandemia, così da poter ritornare alla normalità della vita.

In tutta la Cina, da marzo, a poco a poco in molte province sono state riaperti i luoghi di culto ed è ripresa la pratica religiosa comunitaria. Pur fra strette misure sanitarie, anche molte chiese cattoliche hanno riaperto e si è tornati a celebrare la messa dal vivo. A Pechino, Shanghai e in altre province, la riapertura è stata annunciata con entusiasmo, anche se in alcune parti del Paese continua la chiusura.

In molte diocesi – ad esempio nel Zhejiang, nel Jiangxi e nella Mongolia Interna - la riapertura è coincisa con le celebrazioni della Settimana Santa: la messa in Coena Domini con la cerimonia della lavanda dei piedi; la Via Crucis; i battesimi dei catecumeni a Pasqua; la distribuzione di uova pasquali.

L’annuncio della chiusura del santuario nazionale di Sheshan non piace a molti cattolici. In maggio, soprattutto in occasione della festa di Maria, aiuto dei cristiani (24 maggio), il luogo sacro attrae decine di migliaia di fedeli e turisti. Nel 2008, il papa Benedetto XVI ha composto una preghiera speciale a Nostra Signora di Sheshan per chiedere protezione per la Chiesa in Cina. Per volere dello stesso papa, dal 24 maggio 2008 in poi, si celebra la Giornata mondiale di preghiera per la Chiesa in Cina.

Dal 2012, nel seminario di Sheshan, che si trova alla base della collina, è rinchiuso anche il vescovo di Shanghai, mons. Taddeo Ma Daqin. Egli è agli arresti domiciliari per aver osato dimettersi dall’Associazione patriottica subito dopo l’ordinazione episcopale. Sebbene in seguito egli sia ritornato all’Associazione, il governo non lo riconosce come vescovo della diocesi e i fedeli non hanno possibilità di incontrarlo. Il suo blog non è aggiornato dal 2018 e il suo profilo su Weibo (il Twitter cinese) è bloccato.

A motivo della pandemia, dal 2020, le autorità di Shanghai hanno chiuso tutta l’area della basilica di Sheshan, insieme all’osservatorio astronomico che si trova sulla collina. Altri angoli di paesaggio sono rimasti aperti al pubblico.

A molti fa impressione che a Sheshan siano permessi solo turisti che possano portare un profitto. Quella che i fedeli chiamavano “la valle di lacrime” è stata trasformata in un parco di divertimenti che si chiama “Valle della felicità”. Esso è provvisto di un parcheggio per almeno 5mila veicoli e in maggio sarà aperto. Anche lo Sheshan Golf Club sarà aperto per i turisti ricchi. Il santuario no.

La discriminazione verso i cattolici e i fedeli di altre religioni è stata evidente durante la Settimana Santa, che è coincisa con la festa cinese del Qingming (4 aprile, la visita alle tombe dei defunti). Mentre molte chiese e templi devono sopportare le regole anti-Covid in modo strettissimo, molti luoghi turistici in Cina hanno accolto decine di migliaia di turisti senza alcuna regola (v. foto 2-4, da Caixin).

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