Si infiamma anche la parte pakistana del Kashmir: 4 poliziotti uccisi in scontri
La morte di un commerciante colpito da un proiettile della polizia ha innescato disordini a Rawalakot. Alla base delle tensioni la scelta del governo di Islamabad di mettere fuori legge il Joint Awami Action Committee, una formazione che chiede miglioramento dei servizi e riforme politiche a livello locale. Nonostante la repressione indetta una marcia di protesta che dovrebbe partire domani.
Rawalakot (AsiaNews) - Almeno quattro agenti di polizia sono stati uccisi e decine di persone sono rimaste ferite dopo che, domenica, sono scoppiati violenti scontri tra le forze dell’ordine e i sostenitori del Joint Awami Action Committee (JAAC) a Rawalakot, in quello che rappresenta uno degli episodi di disordini più gravi avvenuti negli ultimi anni nell’Azad Jammu e Kashmir, la parte controllata da Islamabad della regione storicamente contesa con l’India.
Secondo le autorità, lo scontro è avvenuto nei pressi del Combined Military Hospital di Rawalakot, dove i sostenitori del JAAC, formazione autonomista locale recentemente dichiarata illegale dal governo pakistano, si erano radunati in seguito alla morte di un commerciante locale che sarebbe stato colpito da un proiettile durante un confronto con la polizia nella notte di venerdì.
In una dichiarazione rilasciata dall’ufficio dell’Ispettore generale della Polizia Liaqat Ali Malik, le autorità hanno confermato che quattro agenti sono morti durante gli scontri. La polizia ha definito l’incidente un atto di terrorismo e ha promesso di assicurare alla giustizia i responsabili.
Le violenze hanno causato vittime anche tra i manifestanti. Le autorità riferiscono che almeno due dimostranti sono stati uccisi, mentre decine di altri hanno riportato ferite durante i disordini. Residenti locali e attivisti sostengono che il numero delle vittime potrebbe essere più elevato, ma verifiche indipendenti sono difficili a causa delle interruzioni dei servizi internet mobili segnalate in diverse aree dell’Azad Jammu e Kashmir.
Le ultime violenze sono state innescate dalle crescenti tensioni legate alla morte del commerciante locale. Sostenitori e parenti del defunto hanno organizzato un sit-in davanti all’ospedale, chiedendo giustizia e protestando contro la decisione del governo di vietare il JAAC in base alla legislazione antiterrorismo. Hanno dichiarato che le esequie non si sarebbero svolte finché le autorità non avessero ritirato il provvedimento. Testimoni oculari riferiscono che la tensione è aumentata quando la polizia ha tentato di disperdere i manifestanti radunati attorno all’ospedale.
I funzionari governativi hanno difeso il proprio operato, sostenendo che il sit-in prolungato stesse ostacolando il funzionamento dell’ospedale e creando difficoltà a pazienti, accompagnatori e pendolari.
Le autorità accusano il JAAC di fomentare disordini, creare instabilità e minacciare la pace pubblica. La polizia ha confermato che almeno 72 suoi membri sono stati arrestati durante operazioni condotte sabato. I leader del JAAC hanno respinto con forza tali accuse. In un messaggio audio diffuso sui social media, il leader del movimento, Shaukat Nawaz Mir, ha negato qualsiasi coinvolgimento in attività terroristiche o violente, descrivendo il movimento come una campagna pacifica per ottenere riforme democratiche ed economiche.
Nonostante la repressione, il JAAC ha annunciato che proseguirà la propria mobilitazione, inclusa una marcia di protesta da Rawalakot a Muzaffarabad che dovrebbe partire il 9 giugno. Negli ultimi due anni, il Joint Awami Action Committee è emerso come uno dei principali movimenti di protesta locali, chiedendo tariffe elettriche più basse, un miglioramento dei servizi sanitari e riforme del sistema di rappresentanza politica della regione.
Mentre le forze di sicurezza rafforzano la loro presenza in tutto l’Azad Jammu e Kashmir e aumentano i timori di ulteriori disordini, osservatori politici e difensori dei diritti umani hanno invitato tutte le parti a esercitare moderazione e a perseguire il dialogo per evitare ulteriori perdite di vite umane e instabilità nella regione.
Foto: account twitter del Joint Awami Action Committee
23/06/2021 12:12





