01/09/2007, 00.00
CINA
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Sindacato statale: uno strumento in mano al Partito e alle imprese

I dirigenti sindacali sono in gran parte funzionari del Pc o pubblici e molti ricoprono cariche o hanno interessi nelle stesse imprese datrici di lavoro, sia pubbliche che di proprietà privata. Nelle controversie spesso tutelano gli interessi della ditta e non dei lavoratori.
Pechino (AsiaNews/Agenzie) – L’All China Federation of Trade Unions (Acftu), sindacato statale cinese, sostiene di frequente le ragioni delle imprese contro i lavoratori. In un intervento sul China Labour Bullettin - pubblicazione dedicata alla tutela dei lavoratori – lo spiega Cai Chongguoo, che ha cercato di fondare un sindacato libero ed è fuggito dalla Cina dopo il massacro di piazza Tiananmen del 1989.
Lo statuto dell’Actfu – dice Cai – prevede che sia guidato dal Partito comunista. Ma anche molte aziende cinesi sono di proprietà del Pc o di suoi funzionari e molti dirigenti di imprese ricoprono anche cariche nel Pc locale. E’, poi, del tutto normale per il Pc dare indicazioni ai funzionari sindacali e chi disobbedisce rischia una sanzione disciplinare.
E’ un fatto che il sindacato abbia più volte sostenuto le ragioni del datore di lavoro. Nel giugno 2007 Lu Guorong ha perso un dito lavorando con un macchinario in una piccola fabbrica rurale dell’Hebei. Il proprietario non le ha dato alcun risarcimento e dopo due giorni l’ha licenziata dicendo che senza il dito non poteva lavorare. Lu si è rivolta al locale ufficio del lavoro, senza ottenere tutela.
Nel 2005 la ditta Dajianshan Forest Farm, nello Shanxi, ha ordinato al dipendente Ma Ruixing di dimettersi e, dopo il suo rifiuto, gli ha dimezzato il salario. Ma Ruixing ha fatto ricorso al locale Comitato arbitrale per le dispute di lavoro ma nella controversia la ditta è stata rappresentata da Ren Fuchang, presidente del sindacato locale.
Il 14 dicembre 2006 Chen Weiguang, vicedirettore dell’Assemblea nazionale del popolo di Guanghzou e presidente dell’Acftu locale, ha detto che il 65,9% dei dirigenti sindacali della zona ricoprono anche posti direttivi nelle imprese statali, mentre nelle aziende non statali si arriva al 98,7%. Dati ufficiali del sindacato dello Shenyang rivelano che nel 2005 dirigenti del Pc e funzionari pubblici occupavano il 98% dei posti direttivi nelle aziende locali e il 100% nei sindacati.
Queste connessioni sono talmente diffuse e ramificate che – conclude Cai – “nelle cause civili e nei giudizi arbitrali, i dirigenti sindacali rappresentano gli interessi dei datori di lavoro, piuttosto che quelli dei lavoratori”, mentre questa organizzazione burocratica è talmente vasta e ramificata da impedire effettivi cambiamenti che pure molti singoli dirigenti cercano di attuare con un maggior collegamento con gli stessi lavoratori.
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