Solo una proroga allo sgombero per gli sfollati della valle di Kathmandu
Il governo ha concesso una settimana in più dopo le proteste dei residenti, ma ha confermato aiuti limitati a tre mesi. Le famiglie, trasferite dopo che le loro abitazioni ritenute abusive erano state demolite ad aprile, hanno denunciano l'assenza di un piano di reinsediamento stabile, a cui si aggiungono le critiche delle organizzazioni per i diritti umani.
Kathmandu (AsiaNews) - Il governo nepalese ha prorogato al 3 luglio il termine entro cui gli sfollati delle demolizioni avvenute lo scorso aprile nella valle di Kathmandu dovranno lasciare i centri di accoglienza. L’ultimatum, inizialmente fissato per il 26 giugno, è stato rinviato di una settimana dopo le proteste degli sfollati e le critiche rivolte all’esecutivo per i tempi ritenuti troppo ristretti. Restano invece invariati gli aiuti economici annunciati: un’indennità una tantum di 25mila rupie (circa 145 euro) e un contributo all’affitto di 15mila rupie (87 euro) al mese per tre mesi.
Molti sfollati continuano però a esprimere forte preoccupazione e accusano il governo di aver predisposto misure temporanee senza affrontare il problema con un piano di reinsediamento stabile. Secondo i residenti, il contributo previsto per l’affitto è insufficiente per trovare un’abitazione nella valle di Kathmandu e non copre nemmeno le spese essenziali. Nonostante la proroga, resta quindi l’incertezza sul destino delle famiglie una volta terminato il periodo di sostegno economico.
Ad aprile il governo nepalese aveva avviato una vasta operazione di sgombero e demolizione degli insediamenti abusivi costruiti su terreni pubblici e lungo gli argini dei fiumi nella valle di Kathmandu. Secondo i dati ufficiali, gli sfratti hanno provocato lo sfollamento di quasi 2.600 persone, delle quali circa 1.500 sono tuttora ospitate nei centri di accoglienza. Le demolizioni hanno interessato gli insediamenti lungo il fiume Bagmati, nell’area di Thapathali, e quelli di Bhaktapur, sulle rive del fiume Manohara.
I residenti erano stati avvisati appena 24 ore prima dell’inizio delle operazioni e costretti a raccogliere i propri beni e lasciare le abitazioni. Per far fronte all’emergenza sono stati allestiti sette centri di accoglienza tra Kathmandu, Bhaktapur e Kavrepalanchok. Il Dasharath Stadium, nel quartiere di Tripureshwor a Kathmandu, è stato utilizzato come centro di prima accoglienza, dove gli sfollati erano stati registrati prima del trasferimento nelle altre strutture.
L’operazione ha suscitato le critiche delle Nazioni unite e di diverse organizzazioni umanitarie, che hanno espresso preoccupazione per le condizioni degli sfollati e accusato il Nepal di violare i diritti garantiti dalla Costituzione. In un comunicato, le Nazioni unite hanno inoltre richiamato due casi di suicidio avvenuti dopo le demolizioni e gli sgomberi forzati. Anche Amnesty International ha condannato l’operazione, affermando che riflette “una pericolosa erosione dello Stato di diritto” e segnala “un approccio sempre più autoritario”.
Nel mirino delle critiche è finito il governo guidato da Balendra Shah, in carica dal marzo 2026. Nato nel 1990 ed ex rapper, prima di assumere la guida del governo aveva ricoperto l’incarico di sindaco di Kathmandu dal 2022 al 2026. La sua ascesa politica è stata sostenuta soprattutto dalle nuove generazioni nepalesi, in particolare dalla generazione Z, protagonista delle proteste che nel settembre 2025 portarono alla caduta del governo dell’allora primo ministro Khadga Prasad Sharma Oli.
Il primo ministro Shah ha difeso le demolizioni sostenendo che fosse necessario allontanare la popolazione da aree “disorganizzate e soggette ad allagamenti”. “Questo governo fornirà una soluzione definitiva a un problema che si trascina da anni”, ha dichiarato, aggiungendo che agli occupanti abusivi ritenuti aventi diritto saranno assegnati nuovi terreni. Secondo Shah, l’intervento contribuirà inoltre a migliorare il sistema di drenaggio della valle di Kathmandu, favorendo la pulizia dei fiumi, oggi ostruiti dai rifiuti e gravemente inquinati.
03/01/2020 09:14





