05/05/2005, 00.00
SRI LANKA
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Sri Lanka, legge anticonversione "preoccupa" anche Benedetto XVI

di Marta Allevato
Vescovo di Kandy: "Il pontefice prega per la libertà religiosa nel nostro paese". Domani il parlamento discute un disegno di legge che discrimina minoranze e viola libertà di coscienza.

Roma (AsiaNews) – Anche il papa ha espresso preoccupazione per la legge anticonversione, che si prevede sarà discussa domani dal parlamento dello Sri Lanka. A raccontarlo ad AsiaNews è mons. Joseph Vianney Fernando, vescovo di Kandy e presidente della Conferenza episcopale dello Sri Lanka. Il prelato è impegnato in prima linea nella campagna per bloccare l'iter di una legge che, se approvata, giustificherebbe discriminazioni non solo contro le minoranze religiose, ma anche contro la maggioranza buddista. Il 2 maggio mons. Vianney con altri 6 vescovi dello Sri Lanka ha incontrato Benedetto XVI in una visita ad limina. "Ognuno di noi ha parlato con il pontefice di questa terribile legge e lui ci ha assicurato le sue preghiere e invitati a continuare la nostra campagna in difesa della libertà religiosa".

Domani il parlamento dello Sri Lanka discuterà la "Legge contro la conversione forzata", proposta a luglio dal partito buddista Jathika Hela Urumaya (JHU). Ad agosto la Corte Suprema aveva stabilito l'incostituzionalità di 2 articoli della legge. La norma obbliga ogni individuo che si converte a informare le autorità locali entro un periodo preciso e vieta la conversione "con mezzi fraudolenti". Per chi infrange la legge la pena è la detenzione fino a 5 anni o una multa fino a 150.000 rupie (1.508 dollari).

Mons. Fernando avverte che "questa legge è un pericolo non solo per i cristiani, ma anche per la maggioranza buddista". "Essa lede il fondamentale diritto di ogni cittadino alla libertà di coscienza e di religione, garantita dalla costituzione nazionale". "Bollando come proselitismo le opere sociali della Chiesa, come orfanotrofi o assistenza ai poveri - aggiunge il prelato - il provvedimento colpisce anche le fasce della popolazione più indifese".

Il vescovo spiega che si è arrivati a questo perché "da 20 anni nel paese penetrano gruppi cristiani fondamentalisti, che portano avanti un'aggressiva campagna di conversioni sfruttando le condizioni di povertà e i bisogni della popolazione". "Questo disturba molto la maggioranza buddista ed è fonte di preoccupazione per la Chiesa stessa in quanto i cattolici sono i più colpiti".

La Conferenza dei vescovi dello Sri Lanka si è mossa in questi mesi in modo deciso e chiaro per combattere la legge ma anche per arginare le frange cristiane fondamentaliste. "Abbiamo condannato le conversioni che avvengono con mezzi immorali – spiega il vescovo – siamo convinti che un'autentica conversione non possa emergere al di fuori di un atto di fede e di una sana ricerca della verità".

Per rendere i parlamentari, in maggioranza buddisti, consapevoli dei "terribili pericoli" che comporta l'approvazione di questa  legge, la settimana scorsa i vescovi hanno inviato ad ognuno una lettera in cui si analizza la norma nel dettaglio. "Nella missiva – dichiara mons. Fernando – ricordiamo anche il primo pronunciamento della Corte Suprema sull'incostituzionalità della proposta del JHU, che viola la libertà religiosa garantita dalla nostra Costituzione". 

Nella campagna contro la legge anticonversione i cattolici lavorano insieme ad altri leader cristiani, ma anche musulmani e indù: "Siamo in contatto anche con esponenti religiosi buddisti".La proposta della Conferenza episcopale, del National Christian Council e della National Christian Evangelical Alliance of Sri Lanka è "istituire un forum nazionale interreligioso con la facoltà di studiare i casi di conversioni forzate e portare i responsabili davanti alla legge".

Secondo mons. Fernando ci sono buone probabilità che la proposta di legge venga respinta: "L'attenzione della comunità internazionale sulla questione è forte e il governo non può permettersi di irritare alcuni paesi stranieri, in maggioranza cristiani, da cui dipende per l'economia e per gli aiuti umanitari".
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