Sri Lanka: crisi fertilizzanti (e guerra nel Golfo) affossano il settore agricolo
A lanciare l’allarme è il presidente dell’Unione Nazionale degli Agricoltori. A rischio i raccolti nelle prossime stagioni di Yala e Maha, col rischio di una grave carenza alimentare. Per il riso servono circa 130mila tonnellate di fertilizzanti, ma le scorte si fermano a 60mila. Per gli operatori il problema riflette una vulnerabilità strutturale più profonda.
Colombo (AsiaNews) - La crisi dei fertilizzanti sta mettendo in ginocchio il settore agricolo dello Sri Lanka. A lanciare l’allarme è Anuradha Tennakoon, presidente dell’Unione Nazionale degli Agricoltori, che prospetta ripercussioni negative sui raccolti, compresa la coltivazione del riso nelle stagioni di Yala e Maha, col rischio di una grave carenza alimentare. La stagione Maha va da settembre a marzo ed è guidata dal monsone nord-orientale, mentre la stagione di Yala va da maggio ad agosto e fa affidamento sul monsone che spira da sud-ovest. Un quadro, avvertono gli esperti, reso ancor più difficoltoso dalla guerra nel Golfo che sta paralizzando i trasporti.
Per la coltivazione del riso in questa stagione sono necessarie circa 130mila tonnellate di fertilizzanti, ma attualmente nel Paese ne sono disponibili solo 60mila. Sebbene l'acqua sia già stata rilasciata per la stagione Yala, i fertilizzanti sono essenziali per un buon raccolto. Come sottolineato dall'Unione in una recente conferenza stampa, questo problema farebbe aumentare i prezzi dei fertilizzanti, facendo così lievitare anche i costi di produzione e le derrate al pubblico.
“Il governo ha importato fertilizzanti a un prezzo superiore a quello di mercato, pari a circa 400 dollari, sebbene qualche tempo fa fosse possibile procurarseli dalla Russia a 200 dollari. A causa delle frodi e delle attività mafiose nel settore, il contadino medio ha spiegato Anuradha - si vedrebbe costretto ad acquistare un sacco di fertilizzante a un prezzo più alto, compreso tra 15mila e 20mila rupie”.
“In totale, solo per la coltivazione del riso sarà necessario importare quasi un milione di tonnellate di fertilizzante, ma finora non è stata intrapresa alcuna azione per avviare gli acquisti. A causa delle condizioni del mercato globale, il prezzo del fertilizzante è salito a circa 650 dollari per tonnellata, il che potrebbe far aumentare il prezzo di un sacco da 50 kg a oltre 20mila rupie, se importato ai tassi attuali. Le importazioni di fertilizzanti, che arrivano principalmente via mare dai Paesi del Medio Oriente, tra cui l’Oman, potrebbero subire gravi interruzioni - conclude l’esperto - a causa del conflitto in corso nella regione, aumentando il rischio di una grave carenza”.
Gli studiosi Samadhi Alagiyawanna e Rajiv Samarasinghe raccontano ad AsiaNews che “per la coltivazione di riso, tè, ortaggi e mais sono necessarie circa 550mila tonnellate di urea all’anno. Tuttavia, attualmente sono disponibili solo 60mila tonnellate di scorte. Il fabbisogno complessivo annuo di fertilizzanti è di circa 650mila tonnellate. L’attuale situazione di conflitto in Medio oriente ha inoltre un grave impatto sulle importazioni di fertilizzanti” i quali, data la loro composizione chimica, non è possibile “conservarli per un lungo periodo, ad esempio di due anni”.
“Sebbene il governo e le autorità agricole abbiano affermato che sono disponibili scorte sufficienti e abbiano esortato gli agricoltori a continuare la coltivazione, questi ultimi sono preoccupati poiché i prezzi del riso” sono aumentati in maniera considerevole. “Il governo - proseguono gli esperti - non è riuscito a utilizzare il giacimento di fosfato di Eppawala per produrre fertilizzanti a livello locale, una grave lacuna in un momento in cui il Paese sta affrontando una potenziale crisi agricola”. Secondo gli agronomi Amanda Mendis e Nilantha Illeperuma “il settore agricolo sta affrontando una rinnovata instabilità a causa dell’impennata dei prezzi dei fertilizzanti a livello globale e delle tensioni che gravano sulle catene di approvvigionamento per l’escalation del conflitto”. “A causa delle recenti interruzioni delle importazioni, tra cui l’annullamento di un ordine di fertilizzanti da parte di un fornitore mediorientale, crescono le preoccupazioni - avvertono - sia riguardo alla disponibilità che all’accessibilità economica dei fattori di produzione essenziali”.
Per gli operatori “la crisi va oltre gli aumenti di prezzo a breve termine e riflette una vulnerabilità strutturale più profonda nel modello agricolo del Paese, poiché i sistemi di determinazione dei costi tradizionali non sono più adeguati in un contesto caratterizzato da shock geopolitici, mercati volatili e concorrenza nell'offerta”. Attualmente, i prezzi globali dei fertilizzanti hanno subito un forte aumento, passando da circa 450 dollari a tonnellata a oltre 800 dollari in un breve periodo. “Questo drastico aumento, determinato in gran parte dalle interruzioni dell’approvvigionamento legate alla crisi del Golfo, si sta già ripercuotendo sui costi di produzione interni. Tuttavia, il prezzo è solo una parte del problema. Anche la disponibilità stessa è incerta, poiché le nazioni più ricche si assicurano le forniture - concludono Amanda Mendis e Nilantha Illeperuma - prima delle economie più piccole dipendenti dalle importazioni, come lo Sri Lanka”.
02/02/2022 11:55
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