Thailandia: lavoro per le donne e aiuto ai bambini obiettivi della ricostruzione post tsunami
L'Organizzazione internazionale Commissione cattolica per le donne porta avanti progetti a favore di donne e bambini. Un capo villaggio: "Grazie all'aiuto della Commissione andiamo verso una vita normale".
Ranong (AsiaNews) Diverse organizzazioni, sia governative che non governative, continuano a lavorare in sei province del sud della Thailandia per la ricostruzione e lo sviluppo delle aree colpite dallo tsunami. Una di queste è la Commissione cattolica per le donne (Ccw), che con l'aiuto della Caritas svizzera focalizza la sua attenzione su donne e bambini di Baan Bangman, provincia di Ranong, e di Baan Paktriem, provincia di Pang-nga.
Saowanij Nich-Ananchai, segretario generale della Ccw, dichiara che "l'obiettivo del progetto è aiutare la comunità musulmana a tornare alle sue occupazioni tradizionali e ad una vita normale il prima possibile. I nostri progetti per la popolazione mirano a creare potenzialità professionali. Inoltre abbiamo istituito un Centro di sviluppo per i bambini in età prescolare, per aiutare i bambini tra i tre e i quattro anni e le loro famiglie".
"Siamo aiutati da Vichapa Luangjok continua - un funzionario del Centro per lo sviluppo sociale nella provincia di Ratchaburi. Ci suggerisce occupazioni per le donne che siano alternative alla pesca, la principale attività dei loro mariti".
Visanu Marnjitra, uno dei capi villaggio, racconta la sua esperienza. "Può sembrare che non abbiamo perso niente, ma i nostri banchi di pesce sono stati distrutti in pochi minuti. Il governo può compensare solo il 10% delle nostre perdite. Adesso grazie all'aiuto della Ccw andiamo verso una vita normale. Inoltre il Centro di sviluppo per i bambini in età prescolare è molto importante: i bambini imparano a stare insieme e a giocare insieme".
Chamaiporn Chalarddee, una delle responsabili del progetto spiega: "Le condizioni di vita delle comunità non sono buone. In modo particolare in qualche villaggio le condizioni degli immigrati sono critiche. Noi cerchiamo di offrire loro un'educazione di base, ed insegniamo la lingua thailandese ai loro figli".




