08/04/2016, 13.29
VATICANO
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Accompagnare, discernere e integrare: la proposta di papa Francesco per i matrimoni “irregolari”

Il capitolo ottavo dell’Amoris Laetitia è dedicato alle situazioni familiari che non vivono il matrimonio secondo la dottrina della Chiesa. Non è possibile, scrive Francesco, “determinare regole canoniche generali, valide per tutti: la via da seguire non è quella della casuistica ma è quella del discernimento caso per caso”. L’ammissione ai sacramenti citata soltanto in una nota; porte aperte all’accoglimento nei diversi servizi ecclesiali. I pastori invitati ad ascoltare “con il desiderio sincero di entrare nel cuore del dramma delle persone”.

Città del Vaticano (AsiaNews) – Le leggi morali “non sono pietre”, ma questo non vuol dire che la Chiesa debba o possa oscurare la grandezza dell’insegnamento di Cristo sul matrimonio, sacramento indissolubile. Tuttavia è necessaria una maggiore misericordia nei confronti delle situazioni “irregolari”, che può essere applicata attraverso tre verbi chiave: accompagnare, discernere e integrare. Nell’accompagnare, però, “non deve passare il grave rischio di messaggi sbagliati, come l’idea che qualche sacerdote possa concedere rapidamente ‘eccezioni’, o che esistano persone che possano ottenere privilegi sacramentali in cambio di favori” (n. 300).

È il senso dell’ottavo capitolo dell’Esortazione apostolica post-sinodale “Amoris laetitia”, resa pubblica oggi. Il testo si apre con una notazione generale che in qualche modo risponde alle miriadi di polemiche che hanno accompagnato i due Sinodi dedicati alla famiglia (ottobre 2014 e 2015). Al paragrafo 2, il papa scrive infatti: “I dibattiti che si trovano nei mezzi di comunicazione o nelle pubblicazioni e perfino tra i ministri della Chiesa vanno da un desiderio sfrenato di cambiare tutto senza sufficiente riflessione o fondamento, all’atteggiamento che pretende di risolvere tutto applicando normative generali o traendo conclusioni eccessive da alcune riflessioni teologiche”.

Questo tuttavia non cambia il senso della ricchezza “poliedrica” del dibatto in seno alla Chiesa: “Devo dire che il cammino sinodale ha portato in sé una grande bellezza e ha offerto molta luce. Ringrazio per i tanti contributi che mi hanno aiutato a considerare i problemi delle famiglie del mondo in tutta la loro ampiezza. L’insieme degli interventi dei Padri, che ho ascoltato con costante attenzione, mi è parso un prezioso poliedro, costituito da molte legittime preoccupazioni e da domande oneste e sincere” (n. 4).

Alle situazioni “irregolari” sono dedicati i paragrafi 296-312. Non viene mai nominata l'ammissione all'Eucaristia nel testo, se non in una nota. Scrive il pontefice nel paragrafo 305: “A causa dei condizionamenti o dei fattori attenuanti, è possibile che, entro una situazione oggettiva di peccato – che non sia soggettivamente colpevole o che non lo sia in modo pieno – si possa vivere in grazia di Dio, si possa amare, e si possa anche crescere nella vita di grazia e di carità, ricevendo a tale scopo l’aiuto della Chiesa”. Questo aiuto, aggiunge nella nota 351, “in certi casi, potrebbe essere anche l’aiuto dei Sacramenti. Per questo, «ai sacerdoti ricordo che il confessionale non dev’essere una sala di tortura bensì il luogo della misericordia del Signore » (Esort. ap. Evangelii gaudium). Ugualmente segnalo che l’Eucaristia «non è un premio per i perfetti, ma un generoso rimedio e un alimento per i deboli» (ibid.)”.

In proposito, il cardinale Cristoph Schonborn, arcivescovo di Vienna, presentando il documento ai giornalisti ha affermato che verso i divorziati risposati la dottrina non è stata cambiata da Francesco, visto che l’ammissibilità ai sacramenti, a detrminate condizioni, c’era già nella Familiarsi Consortio di Giovanni Paolo II. “Qualcosa – ha detto - è cambiato nel linguaggio e si era già capito nel percorso sinodale. Il tono è divenuto più ricco di stima, si sono accolte le diverse situazioni di vita senza giudicare". “Francesco – ha aggiunto - ha parlato di tutte le situazioni senza catalogarle e questo ha qualcosa a che fare con gli occhi di Gesù che non escludono nessuno. La lettura di Amoris laetitia è così confortante, nessuno deve sentirsi disprezzato. L’esortazione è in primo luogo un avvenimento linguistico come lo fu la Evangelii gaudium”.

Il capitolo è comunque molto chiaro nello spiegare che non sono possibili regole generali, valide per tutti: la via da seguire non è quella della casuistica ma è quella del discernimento caso per caso. Osserva il papa: “Sono da evitare giudizi che non tengono conto della complessità delle diverse situazioni, ed è necessario essere attenti al modo in cui le persone vivono e soffrono a motivo della loro condizione” (n. 296). E aggiunge: “Si tratta di integrare tutti, si deve aiutare ciascuno a trovare il proprio modo di partecipare alla comunità ecclesiale, perché si senta oggetto di una misericordia ‘immeritata, incondizionata e gratuita’”(n. 297). Ancora: “I divorziati che vivono una nuova unione, per esempio, possono trovarsi in situazioni molto diverse, che non devono essere catalogate o rinchiuse in affermazioni troppo rigide senza lasciare spazio a un adeguato discernimento personale e pastorale” (n. 298).

In questa linea, richiamando quanto detto all’inizio della “Amoris laetitia”, il pontefice aggiunge: “Riguardo al modo di trattare le diverse situazioni dette ‘irregolari’, i Padri sinodali hanno raggiunto un consenso generale, che sostengo: «In ordine ad un approccio pastorale verso le persone che hanno contratto matrimonio civile, che sono divorziati e risposati, o che semplicemente convivono, compete alla Chiesa rivelare loro la divina pedagogia della grazia nella loro vita e aiutarle a raggiungere la pienezza del piano di Dio in loro, sempre possibile con la forza dello Spirito Santo” (n. 297).

La loro partecipazione “può esprimersi in diversi servizi ecclesiali: occorre perciò discernere quali delle diverse forme di esclusione attualmente praticate in ambito liturgico, pastorale, educativo e istituzionale possano essere superate. Essi non solo non devono sentirsi scomunicati, ma possono vivere e maturare come membra vive della Chiesa, sentendola come una madre che li accoglie sempre, si prende cura di loro con affetto e li incoraggia nel cammino della vita e del Vangelo. Questa integrazione è necessaria pure per la cura e l’educazione cristiana dei loro figli, che debbono essere considerati i più importanti” (n. 299).

L’orientamento e il senso dell’Esortazione si trovano al paragrafo 300: “Se si tiene conto dell’innumerevole varietà di situazioni concrete (…) è comprensibile che non ci si dovesse aspettare dal Sinodo o da questa Esortazione una nuova normativa generale di tipo canonico, applicabile a tutti i casi. È possibile soltanto un nuovo incoraggiamento ad un responsabile discernimento personale e pastorale dei casi particolari, che dovrebbe riconoscere che, poiché il ‘grado di responsabilità non è uguale in tutti i casi’, le conseguenze o gli effetti di una norma non necessariamente devono essere sempre gli stessi”.

Esigenze e caratteristiche del cammino di accompagnamento e discernimento sono spiegate con il dialogo approfondito fra i fedeli e i pastori. Per questo, Francesco richiama la riflessione della Chiesa “su condizionamenti e circostanze attenuanti” per quanto riguarda la imputabilità e la responsabilità delle azioni: “È vero che le norme generali presentano un bene che non si deve mai disattendere né trascurare, ma nella loro formulazione non possono abbracciare assolutamente tutte le situazioni particolari. Nello stesso tempo occorre dire che, proprio per questa ragione, ciò che fa parte di un discernimento pratico davanti a una situazione particolare non può essere elevato al livello di una norma” (304).

Prima di chiudere il capitolo, Francesco sottolinea con forza: “Comprendere le situazioni eccezionali non implica mai nascondere la luce dell’ideale più pieno né proporre meno di quanto Gesù offre all’essere umano. Oggi, più importante di una pastorale dei fallimenti è lo sforzo pastorale per consolidare i matrimoni e così prevenire le rotture” (n. 307).

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