19/01/2006, 00.00
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Ahmadinejad arriva a Damasco e Brammertz a Beirut

Il "vertice dei proscritti" vuole dimostrare la solidarietà tra Iran e Siria ed il loro rifiuto di ingerenze esterne. Misure di sicurezza straordinarie per il successore di Mehlis.

Beirut (AsiaNews) – E' arrivato oggi a Damasco, per quello che è stato definito "il vertice dei proscritti", il presidente iraniano Mahmoud Ahmadinejad. Nello stesso giorno giunge a Beirut il nuovo capo della Commissione di inchiesta internazionale sull'uccisione dell'ex premier libanese  Rafik Hariri, Brammertz, e all'Onu la Siria protesta per le affermazioni del suo predecessore, Detlev Mehlis, che l'ha accusata. E' di ieri invece la decisione degli Stati Uniti di congelare i beni di Assef Chawkat, cognato del presidente Assad e capo dei servizi segreti, descritto dall'amministrazione Bush, come "uno degli architetti essenziali della dominazione siriana in Libano" e persona che ha "direttamente contribuito" al terrorismo in Iraq.

Damasco ha accolto col massimo onore Ahmadinejad, che compie in Siria la sua prima visita di Stato. L'agenzia ufficiale Sana ha precisato che ad accoglierlo al palazzo presidenziale, oltre ad Assad, c'erano il Primo ministro Mohammed Naji Otri ed i ministri di esteri, finanze, elettricità, trasporti, petrolio, costruzioni, scuola superiore, economia. I presidenti, secondo la stessa fone, hanno avuto un primo colloquio. Nessuna informazione è data sui temi trattati. Secondo un funzionario della presidenza iraniana, citato dal Lebanonwire, la visita, di due giorni, ha lo scopo di "manifestare solidarietà" ad Assad e di concludere alcuni accordi economici bilaterali. Parla genericamente di "questioni bilaterali, regionali e internazionali"  l'agenzia ufficiale Irna. Il "vertice dei proscritti", scrive invece L'Orient Le jour, "vuole dimostrare che i loro due Paesi non si lasceranno intimidire da pressioni esterne". "Noi – ha detto ieri Ahmadinejad - respingiamo ogni ingerenza straniera".

Riserbo e misure di sicurezza eccezionali, a Beirut, intorno all'arrivo, annunciato per oggi, di Serge Brammertz, il procuratore belga della Corte internazionale di giustizia che prende il posto di Detlev Mehlis alla guida della Commissione del'Onu. Contro Mehlis, che in un'intervista al giornale arabo Asharq al-Awsat si era detto sicuro del coinvolgimento ad alto livello del governo siriano nell'attentato contro Hariri, c'è stata una protesta formale di Damasco, che ha accusato il giudice tedesco "di utilizzare i media per esercitare pressioni di parte".

In questo via vai di spostamenti, indice di una situazione di tensione, c'è anche la visita che il primo ministro libanese Fouad Siniora compirà domenica ad Amman per discutere col suo parigrado giordano Marouf Bahkit questioni bilaterali e i problemi di sicurezza della zona.

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