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  • » 31/08/2017, 13.02

    CINA-VATICANO

    Ancora veglie dei fedeli per la chiesa di Changzhi. Blackout sui social e sul sito della diocesi



    Il vescovo in dialogo con il capo dell’Ufficio affari religiosi. Ancora nessuna soluzione soddisfacente per la comunità cristiana. I fedeli hanno programmato turni notturni di vigilanza e preghiera.

    Changzhi (AsiaNews) - Continua giorno e notte il sit-in dei fedeli della diocesi di Changzhi (Shanxi) per difendere la chiesa di Wangcun e il terreno circostante dalla requisizione e dalla demolizione. Nel tentativo di fermare le comunicazioni fra i fedeli, quest’oggi è stato bloccato l’uso dell’app Wechat, una specie di Whatsapp cinese. Anche il sito della diocesi è stato oscurato.  Fino a ieri presentava dati sulla situazione con immagini e filmati del sit-in e delle violenze subite da fedeli e sacerdoti ad opera di teppisti all’ordine del governo locale.Oscurate anche in internet tutte le notizie collegate alla vicenda.

    La chiesa di Wangcun, dedicata a santo Stefano, e il terreno circostante, dopo decenni è stata riconsegnata nel 2012 alla diocesi in obbedienza alle leggi cinesi. I fedeli hanno cominciato il restauro, ma pochi mesi fa il governo locale ha deciso di espropriare il terreno per costruire una piazza. Alcuni fedeli temono che oltre al terreno, sarà sequestrata (e distrutta) anche la chiesa per far posto a progetti edilizi molto remunerativi.

    Due giorni fa il governo ha cominciato la demolizione di un muro di cinta, ma è stato fermato dalla pressione di almeno 1000 fedeli e sacerdoti. Teppisti, soldati e poliziotti hanno picchiato con severità alcuni preti e laici. Dopo le violenze, il capo del villaggio ha fermato le demolizioni, ma i bulldozer sono rimasti nelle vicinanze.

    I fedeli hanno deciso di mantenere il sit-in giorno e notte. La notte scorsa vi erano ancora centinaia di fedeli a pregare e cantare il rosario. Per le prossime notti essi hanno programmato turni di almeno 10 persone.

    Il vescovo della diocesi, mons. Pietro Ding Lingbin, tiene il dialogo con le autorità, ma finora non si è giunti ad alcuna conclusione soddisfacente per i fedeli.  Stamane il vescovo ha incontrato il capo dell’Ufficio affari religiosi della zona.

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