"Cambiamento? Ma i problemi della gente restano"
Intervista a padre Witold Szulczynski, Direttore di Caritas Georgia.
Per cambiare la situazione sociopolitica della repubblica caucasica non è sufficiente cambiare un uomo. Deve cambiare il sistema e la mentalità, ancora troppo legati all'eredità sovietica, fatta di corruzione e statalismo.
Verona (AsiaNews) - È stato il primo straniero a ricevere la più alta onorificenza pubblica dal Governo georgiano, con una lettera personale dell'(ormai ex) presidente Shevardnadze. Padre Witold Szulczynski, sacerdote polacco fidei donum, in Georgia dal novembre 1993, è direttore di Caritas Georgia e segretario amministrativo della Nunziatura apostolica in Georgia. É stato "sorpreso" all'estero dagli sconvolgimenti avvenuti a Tbilisi. Si trova in questi giorni in Italia per alcuni incontri legati al suo incarico nella Caritas. AsiaNews lo ha intervistato.
Padre Szulczynski, come giudica il cambiamento politico avvenuto in questi giorni in Georgia?
Shevardnadze è andato via, e la gente canta e festeggia: ma io non sarei così allegro, perché non sappiamo cosa arriverà dopo Shevardnadze. Io ho paura già oggi che dopo le elezioni (indette fra 45 giorni, ndr) ci saranno nuovi problemi. Sia la Burdzhanadze, sia Saakashvili [i capi della rivolta anti- Shevardnadze, ndr] hanno un forte appetito per il potere .
Cosa pensa la gente di questa situazione?Prima di partire dalla Georgia, qualche giorno fa, sono stato davanti al Parlamento e ho parlato con la gente che lì si era radunata. Quella gente affermava che non voleva interessarsi di politica ma diceva chiaro e tondo: "Abbiamo i nostri figli, i nostri nipoti; vogliamo sfamarli: vogliamo lavoro, la luce, il gas, il riscaldamento". Secondo me è questo il problema principale della Georgia.
Ovvero?Quando sono arrivato a Tbilisi, nel 1993, c'era una povertà spaventosa: la gente moriva di freddo e di fame. A tutt'oggi , per la maggior parte della popolazione la situazione non è cambiata granché. Basta pensare alle pensioni - non pagate in modo regolare - che sono di 13 lari (5.5 euro); il salario medio di 18 euro: come si può vivere così? Con questi soldi si può comprare una pagnotta di 400 grammi, e niente più! Tenga presente che tutti i servizi sanitari (visite, analisi, consultazioni mediche) sono a pagamento. Chi può pagare può vivere, chi non può pagare deve morire. Io non credo che fra 50 giorni o fra 3 mesi la situazione in Georgia migliorerà.
Perché?Perché il sistema in Georgia è corrotto fino in fondo: e questo non dipende solo da Shevardnadze, o da una o due persone. Avevo un amico italiano che ha lavorato per molti anni con la Caritas in Georgia. Mi ripeteva spesso: "La cosa più difficile è cambiare la mentalità delle persone". Il problema è tutto qui. Per 70 anni la gente è stata abituata ad avere tutto dallo Stato: la scuola, il lavoro, le vacanze, la sanità, il gas, la luce, tutto. Questo sistema non funziona più. Un solo esempio: la gente non è abituata a pagare la corrente; e così cerca di rubarla alla ditta che la fornisce.
Per cambiare questa mentalità "sovietica" la comunità internazionale, e specialmente l'Europa, possono fare qualcosa?
L'Europa, e l'Italia in particolare, stanno facendo molto per la Georgia, come anche gli Stati Uniti. Ma bisogna controllare dove vanno a finire gli aiuti. I governi occidentali devono chiedersi: dove fanno a finire i soldi? Dove va la merce inviata? Molti governi aiutano la Georgia, ma non controllano dove vanno a finire questi stanziamenti.
Secondo lei dove vanno a finire?In Georgia c'è molta corruzione: la gente sa che sono arrivati molti aiuti negli ultimi anni, ma anche si domanda dove siano andati a finire questi soldi! Non si vedono i miglioramenti che ne dovrebbero conseguire. La gente nota che c'è un piccolo gruppo di persone che può permettersi di avere tutto e di fare quello che vuole: ma la maggior parte della popolazione soffre, e tanto.
Quindi, in conclusione, "tutto cambia perché nulla cambi"?
Andando via Shevardnadze, non credo che domani ci sarà la luce a Tbilisi, o il gas o il lavoro per la gente. Non è sufficiente cambiare una persona. È il sistema, è la mentalità della gente che va cambiata. Il sistema sovietico è caduto dieci anni fa, ma non è stato fatto nulla per sostituirlo. Sulla carta c'è il cambiamento con un nuovo sistema, ma finora non è stato attuato.25/07/2023 08:42
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