12/10/2018, 08.41
EGITTO
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Egitto, tribunale militare condanna a morte 17 persone per l’attacco alle chiese copte

Condannati altri 19 imputati all’ergastolo o a diversi anni di carcere. Per i giudici sono colpevoli di adesione allo Stato islamico. Attivisti e Ong contro il processo in un tribunale militare. Attacchi “orribili”, ma un “ingiusto” procedimento non garantisce giustizia. 

 

Il Cairo (AsiaNews/Agenzie) - Un tribunale militare in Egitto ha condannato a morte 17 persone, ritenute responsabili di una serie di attentati contro alcune chiese cristiane copte del Paese, che hanno causato decine fra vittime e feriti fra il 2016 e il 2017 al Cairo, Alessandria e Tanta. Secondo quanto riferisce l’agenzia di Stato Mena, nel contesto del procedimento penale altri 19 imputati sono stati condannati all’ergastolo o a pene fra i 10 e i 15 anni di galera. 

Lo Stato islamico (SI, ex Isis) aveva rivendicato gli attacchi, sottolineando che i kamikaze e gli assalitori che si sono fatti saltare in aria all’interno delle chiese erano propri militanti o affiliati al gruppo jihadista. I casi oggetto del processo hanno riguardato in particolare gli attentati contro tre luoghi di culto cristiani: la chiesa copto-ortodossa di San Pietro nel quartiere Abaseya al Cairo, che ha provocato 29 vittime; le bombe dell’aprile 2017 alle chiese copte di Tanta e Alessandria, in cui sono morte 45 persone. 

Fonti della magistratura egiziana, dietro anonimato, riferiscono che i condannati sono stati inoltre riconosciuti colpevoli di adesione allo Stato islamico; alcuni di essi anche per un attacco sferrato il 16 gennaio dello scorso anno contro un posto di blocco della polizia a a Naqab, area desertica nel sud-ovest dell’Egitto.

Durante le fasi iniziali del processo il ministro della Giustizia Nabil Sadeq aveva richiesto il deferimento dei 48 imputati alla Corte militare, con l’accusa di aver creato cellule terroristiche nei governatorati del Cairo e di Mena. Una scelta criticata da alcuni attivisti e ong, che giudicano l’intero processo “ingiusto”.

Non vi è dubbio che gli imputati abbiano compiuto “crimini orribili” afferma in una nota Amnesty International, ma la condanna a morte a conclusione di un “ingiusto processo militare” non rende giustizia. Essi meritavano un “procedimento in sede civile”.

In una nazione di quasi 95 milioni di persone a larga maggioranza musulmana, i cristiani copti sono minoranza consistente pari al 10% circa del totale della popolazione. Fra il 2016 e il 2017 il Paese dei faraoni ha registrato una serie di attentati sanguinosi, che hanno coinvolto la stessa comunità cristiana. 

L’escalation di violenze aveva fatto temere anche la cancellazione del viaggio apostolico di papa Francesco in Egitto, in programma nell’aprile dello scorso anno. Tuttavia, il pontefice ha rispettato il programma incontrando il presidente della Repubblica, il grande imam di al-Azhar e celebrato una messa davanti a decine di migliaia di fedeli.

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