20/08/2007, 00.00
KAZAKISTAN
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Elezioni, partito del presidente prende tutti i seggi

Il partito Nur-Otan vince tutti i seggi della Camera bassa, mentre gli altri partiti non superano lo sbarramento del 7%. Nazarbayev annuncia riforme costituzionali, che gli consentiranno di restare presidente a vita. Ma l’Osce denuncia: diffusa “mancanza di trasparenza".

Astana (AsiaNews/Agenzie) –  Il partito Nur-Otan del presidente Nursultan Nazarbayev ha riportato una schiacciante vittoria elle elezioni parlamentari dello scorso 18 agosto. Il voto, però, è stato contestato dall’Organizzazione per la sicurezza e cooperazione in Europa (Osce), che ha denunciato la mancanza di “trasparenza” in oltre il 40% dei seggi monitorati.

Secondo i primi dati ufficiali, il partito Nur-Otan ha ottenuto circa l’88% dei voti e dovrebbe avere vinto tutti i 107 seggi del Mazhilis, la Camera bassa del parlamento. Protestano gli altri partiti. Ualikhan Kaisarov, leader del Partito nazionale sociale democratico, principale forza d’opposizione, lamenta che le elezioni sono state “del tutto violate” e che non gli è stato consentito un adeguato spazio nei programmi elettorali televisivi. Burikhan Nurmukhamedov, leader del partito Ak Zhol, parla di veri brogli elettorali e insiste di avere ricevuto circa il 12% dei voti, anziché il dato ufficiale di 3,25%.

Nazarbayev - che guida il Paese dal 1989 - ha dichiarato, davanti a migliaia di sostenitori acclamanti, che ora si aprirà “un nuovo sistema politico”; il riferimento è agli annunicati cambiamenti nella Costituzione che per il 2008 dovrebbero assicurare maggiore potere al parlamento, ma anche eliminare il limite alla sua rielezione come capo di Stato, attualmente impossibile secondo la legge.

Più significativo dei risultati, ampiamente previsti, appare il giudizio dell’Osce. Nazarbayev proclama la piena libertà e democrazia del Paese e ambisce alla presidenza dell’Osce per il 2009. Dal canto suo l'Organizzazione per la sicurezza e cooperazione in Europa da una parte nota “il clima tranquillo” durante il voto e vede in queste elezioni “un passo verso l’evoluzione democratica del Paese”; dall'altra sostiene  che in oltre il 40% dei seggi monitorati è “negativo” il giudizio sul sistema di scrutinio, “soprattutto per questioni procedurali e mancanza di trasparenza”. Critica l’elevato sbarramento del 7% necessario per andare in parlamento e denuncia che i media statali hanno favorito il partito del presidente.

 

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