20/08/2015, 00.00
RUSSIA
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Estremisti ortodossi distruggono opere in mostra a Mosca: offendono il sentimento religioso

di Nina Achmatova
Il gruppo è capeggiato dal sedicente “missionario” Enteo, già implicato in questo tipo di azioni. Gli attivisti hanno giustificato il raid con la legge contro l’offesa del sentimento dei credenti, varata dopo lo scandalo Pussy Riot. Commentatori cristiani: “Va cancellata, ha portato solo teppismo”.

Mosca (AsiaNews) – Una delle sale espositive più famose e prestigiose di Mosca, il Maneggio (a due passi dal Cremlino) è stata attaccata da un gruppo di fanatici ortodossi che hanno distrutto alcune opere in mostra, perché ritenute “offensive del sentimento religioso”. L’episodio sta sollevando un polverone di polemiche e critiche sui media e nell’opinione pubblica russa, dove alcuni autorevoli commentatori hanno chiesto la cancellazione della controversa legge per la difesa del sentimento dei credenti, invocata dagli estremisti per giustificare l’aggressione.

La vicenda risale alla sera del 14 agosto quando alcuni attivisti del gruppo “Volontà di Dio” – un movimento di destra ultraconservatore, guidato dal sedicente “missionario” Dmitri Tsorionov, conosciuto da tutti come ‘Enteo’ – ha distrutto alcune opere d’arte, perché a loro dire illegali.

L’esibizione era stata inaugurata il giorno prima col titolo “Le sculture che non vediamo”: raccoglie diverse artisti, membri del gruppo LeSS, attivo tra gli anni ’50 e i ’60 del secolo scorso, e i cui lavori “sono dovuti rimanere nascosti negli scantinati per anni”, a causa delle restrizioni imposte dal regime sovietico, secondo quanto spiega il comunicato stampa dell’evento.

Gli attivisti ortodossi se la sono presa con le opere del famoso sculture Vadim Sidur, di cui una ritrae un Cristo nudo, e con quelle di Megasoma Mars (una si intitolava “Decapitazione di San Giovanni Battista #2” e comprendeva una serie di teste fatte di diversi materiali).

“Qui la legge russa è stata violata”, ha gridato Enteo a uno degli uomini della sicurezza al museo dopo il raid. “Gesù Cristo e la Vergine Maria sono stati derisi e questo è perseguibile dal codice penale”, ha aggiunto.

In tutto sono state danneggiate cinque opere, ha fatto sapere al Moscow Times Elena Karneyeva, portavoce del Maneggio, la quale ha assicurato che la mostra sta procedendo con normale orario di lavoro: i pezzi danneggiati sono stati sostituiti dalla scritta “A causa di azioni illegali, questa opera è stata danneggiata. Ci scusiamo per questo”.

Il museo ha sporto denuncia e il dipartimento di Mosca del ministero degli Interni ha aperto un’inchiesta sull’incidente; pochi, però, credono che i responsabili dell’aggressione saranno davvero puniti. Tutti gli attivisti coinvolti nel raid alla mostra sono stati fermati subito dalla polizia e rilasciati poco dopo e probabilmente saranno punti solo per banale teppismo.  

La legge contro l’offesa al sentimento religioso prevede fino a un anno di reclusione, ma non definisce esattamente cosa può essere ritenuto offensivo. Il documento è stato approvato dal Cremlino tra mille polemiche, nel 2013, dopo che il gruppo Pussy Riot aveva inscenato una performance critica dei rapporti tra Stato e Chiesa nella cattedrale di Cristo Salvatore a Mosca.

Il portavoce del Patriarcato di Mosca, Vladimir Legoida, ha sconfessato l’operato di Enteo dicendo che “non ha nulla a che fare con la religione”, e ha sottolineato il valore delle opere di Sidur. Il capo della Commissione esteri del Senato, Konstantin Kosachyov, ha definito “disgustosa” l’aggressione, mentre il capo del consiglio presidenziale per i diritti umani, Mikhail Fedotov, ha paragonato le azioni di Enteo a quelle dei “barbari terroristi dello Stato islamico”.

“Si è giocato abbastanza. E’ giunto il momento di rimuovere dalla legge l’articolo sull’offesa al sentimento dei credenti - ha scritto su Facebook Serghei Chapnin, direttore della ‘Rivista del Patriarcato di Mosca’ - Da questo articolo non è arrivato niente di buono o qualcuno ancora ha dei dubbi? Sotto l’ombrello di questa legge è solo fiorito in tutto il Paese il ‘teppismo ortodosso’”. 

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