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  • » 05/04/2017, 16.22

    VIETNAM

    Formosa Group, la Chiesa sostiene le vittime del disastro ambientale



    Dichiarazioni e iniziative per sostenere la popolazione a distanza di un anno dalla catastrofe. P. Anton Đặng Hữu Nam: “Molte vittime non sono state compensate per i danni fisici e mentali”. Mons. Hoàng Đức Oanh: “la compagnia continua a scaricare rifiuti tossici nel mare”. Mons. Paul Nguyễn Thái Hợp: “Il nostro impegno per la nazione e le generazioni future”.

    Hanoi (AsiaNews) – Ad un anno esatto dal disastro ambientale che ha devastato le quattro province centrali del Vietnam (6 aprile 2016 – 6 aprile 2017), decine di migliaia di vittime sono ancora in attesa di risarcimenti e compensazioni. Nella popolazione cresce il senso di ingiustizia ed il risentimento nei confronti del governo, accusato di corruzione e politiche fallimentari.

    Lo scorso anno, la peggiore fuoriuscita di sostanze chimiche da un’acciaieria straniera nella storia del Vietnam aveva sconvolto il Paese. Una tubatura appartenente alla compagnia taiwanese Formosa Plastic Group aveva riversato ogni giorno 12 mila metri cubi di liquido tossico nelle acque del mare. Il disastro ecologico ha causato la morte di 70 tonnellate di pesce e messo in ginocchio la popolazione delle province centrali. 250 km di costa hanno subito gravissimi danni ambientali e oltre 40 mila pescatori vietnamiti hanno perso il lavoro.

    In un accordo siglato tra la Formosa e funzionari governativi senza udienza pubblica, Hanoi aveva accettato un risarcimento di 500 milioni di dollari americani dalla società per conto delle vittime. Quei fondi non sono mai stati distribuiti. La Chiesa cattolica sostiene le rimostranze dei cittadini e prende posizione nei confronti delle mancanze delle autorità.

    P. Anton Đặng Hữu Nam, della parrocchia Phú Yên a Quỳnh Lưu (provincia di Nghe An), ha dichiarato alla stampa: “La compensazione di 500 milioni di dollari della società Formosa è molto piccola rispetto alla portata del disastro. So che il governo ha speso solo 150 milioni per le vittime”. “Molte delle vittime – ha continuato il sacerdote – non sono state compensate per i danni fisici e mentali riportati. Inoltre, le autorità locali non sono giuste nella compensazione. I risarcimenti vengono distribuiti a piacimento”.

    L'arcivescovo Joseph Ngo Quang Kiệt, ha detto: “La morte delle acque, così come del pesce, è soltanto l’aspetto più immediato del problema. La principale causa di questa devastazione è la morte dell’anima umana della struttura sociale [...]. La struttura sociale deve risvegliare la coscienza degli esseri umani. Abbiamo bisogno di avere razionalità, moralità, e un sistema politico corretto, in modo che possiamo salvare questa situazione [...]. Tutte le persone devono essere consapevoli dei ‘problemi’ in modo che prendiamo coscienza del nostro diritto alla vita”.

    La Commissione della diocesi di Vinh per il sostegno alle vittime dell’inquinamento ambientale marino e alcune organizzazioni hanno lanciato un appello. Esse chiedono che “il governo di Taiwan usi la sua autorità per spingere la Formosa Plastics Group ad assumersi la responsabilità per il suo modo di condurre gli affari in Vietnam”.

    P. Peter Marie Hoàng Anh Ngợi, della parrocchia Cồn Sẻ, ha condannato la contaminazione ambientale causata dalla Formosa e le autorità che ne hanno aiutato e protetto le pericolose produzioni. P. Peter ha anche criticato la repressione del regime. Riferendosi ai funzionari del governo, egli ha affermato: “Non hanno ascoltato la voce della verità. Non appartengono alla gente”.

    Mons. Hoàng Đức Oanh ha detto: “Abbiamo fatto causa alla Formosa Group non solo per noi, ma anche per i nostri nipoti e le generazioni future. Questa è una situazione favorevole per la nazione e per la gente. Il governo continua a permettere che la Formosa Ha Tinh Steel Corporation esista. Hanno coperto e protetto il pericoloso gruppo, in modo che la compagnia continui a scaricare rifiuti tossici nel mare di alcune aree nelle province centrali, come avvenuto di recente. Non hanno alcuna intenzione di bonificare le acque. Questo è un problema che l’opinione pubblica vuole chiarire”.

    Mons. Paul Nguyễn Thái Hợp, parlando con i religiosi e i fedeli della diocesi di Vinh, ha ribadito: “Come cattolici e cittadini, abbiamo la responsabilità per la nostra nazione e le generazioni più giovani e siamo determinati a costruire una società più giusta e più umana, proteggere l'ambiente ed esprimere la nostra solidarietà con le vittime del disastro ambientale”.

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