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  • » 18/02/2017, 09.10

    IRAN

    Iran, scoperti enormi giacimenti di petrolio e gas. Obiettivo 50 miliardi di utili per il 2018



    Secondo il responsabile Nioc sarebbero emersi una dozzina di nuovi giacimenti con una riserva complessiva di 30 miliardi di barili. Rinvenuti 128mila miliardi di metri cubi di gas naturale. Ministro del Petrolio: export giornaliero di 2,8 milioni di barili, equivalente al periodo pre-sanzioni.

    Teheran (AsiaNews) - Nuovi pozzi petroliferi e giacimenti di gas potrebbero dare un nuovo slancio all’economia iraniana, che registra nell’ultimo periodo una timida ripresa dopo anni di crisi, grazie anche alla parziale cancellazione delle sanzioni in seguito all’accordo sul nucleare. Per la Repubblica islamica il settore energetico riveste un importanza strategica, grazie anche ai recenti accordi commerciali (miliardari) chiusi con giganti del settore cinesi e russi.

    Secondo quanto riferisce Seyyed Saleh Hendi, responsabile del settore esplorazioni della Compagnia petrolifera statale iraniana (Nioc), sarebbero emersi una dozzina di nuovi giacimenti con una riserva complessiva di 30 miliardi di barili. Di questi, almeno 4,7 miliardi di barili sono recuperabili con facilità.

    I nuovi giacimenti - emersi negli ultimi anni di studi e ricerche - non si limitano al petrolio ma riguardano anche il gas naturale: per l’alto funzionario iraniano vi sarebbero fino a 128mila miliardi di metri cubi di gas di recente scoperta. “In futuro non sarà possibile scoprire grandi giacimenti come Yadavaran e Azadegan - ha aggiunto Hendi - ma dovremo abituarci a scoprire campi più piccoli” ma pur sempre capaci di generare introiti.

    Con 157 miliardi di barili, la Repubblica islamica è il terzo Paese al mondo per riserve di petrolio e il più importante per quanto concerne il gas naturale. Se unite, l’Iran diventa la più importante riserva mondiale nel settore degli idrocarburi. La produzione giornaliera si attesta attorno ai quattro milioni di barili al giorno, di cui 1,5 utilizzati per uso interno.

    Intanto il ministero iraniano del Petrolio ha annunciato che per il prossimo anno [seguendo il calendario locale, che va dal 21 marzo 2017 al 20 marzo 2018] le esportazioni di gas e petrolio toccheranno quota 50 miliardi di dollari. Un dato calcolato in base a un prezzo medio giornaliero del greggio di 55 dollari a barile.

    In una nota il ministro Bijan Namdar Zanganeh riferisce che l’export giornaliero (di gas e petrolio) si aggira attorno ai 2,8 milioni di barili; un volume, aggiunge, equivalente al periodo precedente le sanzioni occidentali. Entro fine anno (secondo il calendario iraniano) l’obiettivo è toccare quota 40 miliardi come cifra complessiva degli introiti derivanti dalle esportazioni. “Eravamo abituati a vendere il greggio a quattro o cinque Paesi - ha aggiunto il ministro - mentre ora il nostro mercato si è ampliato e il numero è cresciuto in modo significativo”.

    L’Iran in questi ultimi mesi ha aperto agli investitori stranieri, i quali hanno potuto partecipare alla prima asta relativa agli ultimi giacimenti scoperti. Il bando si è svolto lo scorso 15 febbraio.

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