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  • » 17/09/2016, 09.00

    IRAN - CINA - RUSSIA

    Teheran sigla accordi miliardari con Cina e Russia per lo sviluppo del settore energetico



    Il ministero iraniano del petrolio e il gigante cinese Sinopec cureranno i lavori di ammodernamento della raffineria di Abadan. Un’opera dal valore complessivo di 1,2 miliardi di dollari. Insieme a Mosca verranno realizzati due impianti nucleari sulle coste del Golfo Persico. Per gli esperti si tratta di progetti di grande impatto economico e ambientale nel lungo periodo.

    Teheran (AsiaNews/Agenzie) - Il ministero iraniano del petrolio e il gigante cinese del petrolchimico Sinopec hanno raggiunto un accordo per lo sviluppo della più grande raffineria di greggio del Paese. I lavori di costruzione del mega-impianto di Abadan, da 1,2 miliardi di dollari, inizieranno a breve. Al contempo i vertici della Repubblica islamica chiedono aiuto alla Russia per la realizzazione di due impianti di energia nucleare, che si vanno a sommare ai rapporti già intensi fra Teheran e Mosca nella lotta al terrorismo.

    I rapporti fra Iran e Occidente restano ancora distanti a dispetto del parziale alleggerimento delle sanzioni economiche, in cambio dell’accordo sul controverso programma atomico. Gli Stati Uniti hanno mantenuto in vigore una serie di sanzioni e il blocco sull’uso del dollaro nelle transazioni bancarie; una decisione che ha influito anche sulla politica europea.

    A dispetto della crescita nella cooperazione commerciale fra Iran e Ue, con un più 43% nel primo semestre 2016, Teheran sembra orientarsi verso il mercato dell’America Latina e l’Oriente (Cina e Russia) per rilanciare la propria economia.

    Secondo quanto riferisce Abbas Kazemi, viceministro iraniano per il Petrolio, lo sviluppo della raffineria di Abadan prevede miglioramenti “nei processi di produzione”. Al gigante cinese del petrolio Sinopec la responsabilità di sviluppare la prima fase del progetto, con il potenziamento della capacità produttiva di “gasolio e diesel basati sullo standard Euro4”.

    Al momento sono in atto degli incontri serrati con i responsabili della Banca centrale cinese per l’apertura di una linea di credito; i tempi di inizio dei lavori sono fissati fra novembre e dicembre (nel nono mese di Azar del calendario lunare iraniano).

    Nel complesso serviranno almeno quattro anni per completare l’intera struttura e il suo sistema produttivo. L’Iran persegue con forza l’obiettivo di aumentare il volume delle esportazioni di gasolio di ultima generazione - e più pulito - nei prossimi anni. Da qui il via libera ai lavori di ammodernamento di molte dei più importanti impianti.

    Oltre ai combustibili fossili, Teheran conferma il proprio interesse per lo sviluppo dell’energia atomica per scopi civili e si avvale della collaborazione di Mosca per la costruzione di due nuovi impianti nucleari. Le centrali nasceranno sulle coste del Golfo Persico, con il contributo del gigante dell’atomica russo Rosatom.

    A favorire il via libera definitivo a un progetto di 10 miliardi di dollari su cui Mosca, ma soprattutto Teheran, puntavano da tempo, l’accordo sul nucleare sottoscritto fra Iran e potenze mondiali nel luglio dello scorso anno. Secondo gli esperti l’energia nucleare darà grandi benefici al Paese nel lungo periodo sia sul piano economico che a livello ambientale.

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