20 Settembre 2017
AsiaNews.it Twitter AsiaNews.it Facebook
Aree geografiche




  • > Africa
  • > Asia Centrale
  • > Asia del Nord
  • > Asia del Sud
  •    - Afghanistan
  •    - Bangladesh
  •    - Bhutan
  •    - India
  •    - Nepal
  •    - Pakistan
  •    - Sri Lanka
  • > Asia Nord-Ovest
  • > Asia Sud-Est
  • > Europa
  • > Medio Oriente
  • > Nord America
  • > Sud America
  • > Asia dell'Est


  • » 17/03/2017, 08.57

    PAKISTAN

    Islamabad chiede aiuto a Facebook per bloccare la blasfemia sui social network



    Il governo chiede l’invio di esperti per tracciare i commenti degli utenti. Il colosso dei social media però vuole tutelare i diritti e la privacy dei suoi consumatori. L’obiettivo non dichiarato è controllare le attività in rete dei dissidenti, compresi i cinque intellettuali e blogger rapiti lo scorso mese.

    Islamabad (AsiaNews/Agenzie) – Il governo di Islamabad ha chiesto a Facebook di collaborare nella lotta contro i commenti blasfemi pubblicati sulle sue pagine. Ieri il portavoce del ministero dell’Interno ha riferito che il colosso dei social media ha acconsentito ad inviare una squadra di esperti per indagare sui commenti offensivi nei confronti di Maometto. Ma mentre le autorità pakistane danno per certa la collaborazione, la dirigenza di Facebook frena e non conferma l’invio di esperti. Anzi, alla France Press Facebook dichiara che prenderà in considerazione le richieste di Islamabad, ma tenendo sempre a mente “l’obiettivo di proteggere la privacy e i diritti dei nostri utenti”.

    Il tema è venuto alla ribalta questa settimana, quando l’Alta corte delle capitale ha avviato un’indagine sui contenuti pubblicati sui social network che potrebbero risultare offensivi del sentimento religioso dei fedeli islamici. Nello specifico, sotto esame vi sono le attività in rete dei cinque intellettuali e blogger rapiti a gennaio e riapparsi dopo un mese di prigionia e torture

    Fin da quando è iniziata la vicenda degli intellettuali dissidenti, con ogni probabilità fatti sparire per mettere a tacere le loro critiche nei confronti degli ambienti estremisti del governo e delle forze armate, i critici lamentano un abuso del controllo da parte delle autorità. Non solo, essi ritengono che spesso l’accusa di blasfemia, che in Pakistan viene punita con la pena di morte, venga utilizzata per reprimere le minoranze.

    Lo stesso premier Nawaz Sharif si è schierato accanto alle indagini dei giudici, affermando che chiunque insulti Maometto “commette una imperdonabile offesa”. In precedenza però aveva dichiarato che a breve il Pakistan sarà “amico delle minoranze”, esaltando il dialogo e l’armonia interreligiosa tra le comunità.

    invia ad un amico Visualizza per la stampa










    Vedi anche

    05/01/2017 11:46:00 PAKISTAN
    Lahore, cristiano evangelico accusato di blasfemia, avrebbe strappato pagine del Corano

    Shahbaz Babu rischia la pena capitale. È incolpato di aver scritto il suo nome sulle pagine del libro sacro dell’islam, ma il cristiano è del tutto analfabeta. La denuncia sarebbe una ritorsione per questioni economiche. L’arrestato è popolare anche tra alcuni musulmani perché organizza incontri di preghiera.



    31/05/2010 PAKISTAN
    La Corte di Lahore toglie il controverso oscuramento a Facebook
    Oggi ha tolto il bando al sito Facebook, previo il suo impegno a non trasmettere in Pakistan i contenuti ritenuti blasfemi. Ma continua il dibattito sulla legittimità dell’oscuramento, che divide personalità e popolazione.

    05/07/2016 15:51:00 PAKISTAN – A. SAUDITA
    Cristiani e musulmani del Pakistan: Dolore per gli attentati in Arabia Saudita

    Le due comunità hanno condannato gli attentatori che ieri si sono fatti esplodere in tre località del Paese, compresa la moschea di Medina, luogo sacro dell’islam. I cristiani: “Per luogo e tempismo somiglia alla strage di Pasqua avvenuta a Lahore”.  Leader musulmano: “Bisogna essere più vigili nei confronti del terrorismo globale condotto in nome dell’islam”.

     



    16/09/2017 09:29:00 PAKISTAN
    Lahore, cristiano condannato a morte per ‘blasfemia su Whatsapp’

    La sentenza è stata emessa il 14 settembre. Nadeem James era detenuto da luglio 2016. Un amico lo ha accusato di aver inviato un poema che offende l’islam. L’avvocato farà appello all’Alta corte. Ha ricevuto minacce di morte e rimane in carcere.



    20/05/2010 PAKISTAN – ISLAM
    Pakistan: dopo Facebook, la legge sulla blasfemia blocca anche YouTube
    L’Autorità per le telecomunicazioni ha stabilito la chiusura del sito web che consente la condivisione di file video. Alla base della decisione, il trasferimento da Facebook a YouTube di materiale che offende il profeta Maometto. Oscurate anche alcune pagine di Wikipedia.



    In evidenza

    CINA-VATICANO
    I nuovi regolamenti religiosi: annientare le comunità sotterranee, soffocare le comunità ufficiali

    Bernardo Cervellera

    Pochi articoli aggiunti rispetto alle bozze. Le religioni viste non come “l’oppio”, ma “la peste” dei popoli. Controllo spasmodico di tutti i livelli del potere politico verso le religioni ufficiali. Multe elevatissime per i membri delle comunità non ufficiali. Sequestro e incameramento dei “siti illegali” da parte dello Stato. Espulsione dalle scuole per attività di “proselitismo”.


    CINA-VATICANO
    Mons. Pietro Shao Zhumin sotto controllo in un ospedale di Pechino

    Bernardo Cervellera

    È stato sottoposto a un’operazione a un orecchio. Gli è stato vietato di partecipare ai funerali di un anziano testimone della fede, p. Giovanni Wang, che ha subito 12 anni di lager. Anche il segretario dl vescovo è stato sequestrato per impedirgli di partecipare ai funerali di p. Wang.


    AsiaNews E' ANCHE UN MENSILE!

    L’abbonamento al mensile di AsiaNews non costa nulla: viene dato gratis a chiunque ne faccia richiesta.
     

    ABBONATEVI

    News feed

    Canale RSScanale RSS 

    Add to Google









     

    IRAN 2016 Banner

    2003 © All rights reserved - AsiaNews C.F. e P.Iva: 00889190153 - GLACOM®