15/04/2020, 15.46
CINA
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Leader mondiali: superare la ridicola 'cultura rossa' del Partito comunista cinese

Nella lotta al coronavirus bisogna ascoltare la Cina "non ufficiale". Il ricordo dei tanti attivisti che hanno chiesto la verità sulla crisi epidemica. La critica agli accademici di regime che difendono l’operato di Pechino. Molti in Cina non accettano più il governo del terrore del Pcc.

Pechino (AsiaNews) – Attivisti, intellettuali e comuni cittadini in Cina chiedono al popolo di smettere di sostenere in modo acritico il regime comunista. Sulle loro orme, un gruppo internazionale di accademici, parlamentari, leader politici e avvocati lancia un appello mondiale per unirsi ai veri eroi e martiri cinesi che rischiano la vita e la libertà per un Paese libero e aperto. La loro è una risposta a 100 accademici cinesi legati al Partito che criticano chi politicizza la crisi pandemica. Di seguito il testo della lettera (traduzione a cura di AsiaNews).

 

L’attuale crisi globale è stata causata dal regime che molti di voi hanno tollerato o sostenuto per decenni.

Lo scorso 2 aprile, un gruppo di 100 studiosi cinesi legati al governo ha scritto una lettera aperta denunciando “le molte voci critiche che politicizzano la pandemia di coronavirus”. Essi affermano che “a questo stadio della pandemia, la fonte e l’origine esatte del Covid-19 rimangono indeterminate. Ma questi interrogativi non sono importanti e puntarsi il dito contro è umiliante e dannoso per tutti”. Si sono espressi anche contro ciò che sostengono essere la “politicizzazione” dell’epidemia.

La lettera aperta [degli accademici cinesi] esemplifica ciò che l’intellettuale indipendente Xu Zhangrun ha definito la “ridicola” cultura rossa e “la nauseabonda adulazione che il sistema accumula grazie a spudorati scribacchini che cinguettano in ogni momento l’osanna al Partito”.

Il professor Xu, ora agli arresti domiciliari, ha invitato i suoi compatrioti a smettere di sostenere in modo acritico il Partito comunista cinese (Pcc), chiedendo loro invece di scagliarsi contro questa ingiustizia: “Lasciate che le vostre vite brucino con la fiamma della decenza; sfondate l’oscurità che instupidisce e date il benvenuto all'alba”.

Mentre la fonte e la diffusione esatta del virus non sono ancora chiare, la questione dell’origine è estremamente importante, per il popolo cinese e per tutta l’umanità: solo cercando di capire come si è arrivati a questo disastro globale possiamo impedire che si ripeta.

Le radici della pandemia sono state nascoste dalle autorità del Pcc a Wuhan (Hubei). Sotto l’influenza del Partito, l’Organizzazione mondiale della sanità (Oms) ha minimizzato la crisi. I funzionari sanitari di Taiwan affermano che a fine dicembre l’Oms ha ignorato i loro allarmi sulla trasmissione da uomo a uomo. Su pressione di Pechino, la democratica Taiwan – che ha affrontato la pandemia in modo esemplare – è esclusa dall’organizzazione.

Non dovremmo mai dimenticare che la Chernobyl cinese è una ferita autoinflitta. Il Pcc ha messo a tacere i medici cinesi che volevano avvertire i colleghi durante le prime fasi dell’epidemia: Ai Fen, dottoressa all’ospedale di Wuhan, non può più apparire in pubblico dopo aver accettato un’intervista con i media nazionali; il suo collega Li Wenliang è morto combattendo il virus. In punto di morte, il dottor Li ha dichiarato che “una società sana non dovrebbe avere una sola voce”.

L'imprenditore cinese Ren Zhiqiang ha scritto che “senza un’informazione che rappresenti gli interessi del popolo pubblicando fatti reali, le vite delle persone vengono devastate sia dal virus sia dalla principale malattia del sistema”. Ren è scomparso il 12 marzo.

Sono scomparsi anche Chen Qiushi, Fang Bin e Li Zehua, i coraggiosi “cittadini-giornalisti” che hanno cercato di raccontare in modo libero la situazione a Wuhan.

Il malessere politico della Cina va oltre il fallimento della leadership di Xi Jinping. In un recente videomessaggio, un giovane studente di nome Zhang Wenbin ha riflettuto sulla sua evoluzione da sostenitore acritico del Pcc a cittadino critico con una propria coscienza: “Da quando ho ridimensionato il ‘Grande Firewall’, sono arrivato gradualmente alla consapevolezza che il Partito ha allungato i suoi artigli di drago in ogni angolo del mondo, compresa l’agricoltura collettiva (1950), la Rivoluzione Culturale (1966-1976), la Grande Carestia (1958-1961), la politica del figlio unico, il massacro di Tiananmen (1989), nonché la persecuzione del movimento spirituale Falun Gong e dei popoli di Hong Kong, del Tibet e dello Xinjiang... Eppure, tutti continuano a chiudere un occhio cantando le lodi del Partito. Non riesco proprio a sopportarlo”.

Zhang è scomparso poco dopo aver registrato il suo messaggio. I suoi amici temono che dovrà affrontare interrogatori e torture da parte della polizia segreta.

La pandemia globale ci costringe a confrontarci con una verità scomoda: politicizzando tutti gli aspetti della vita, compresa la salute delle persone, il governo autocratico a partito unico nella Repubblica popolare cinese ha messo in pericolo tutti. Piuttosto che fidarsi delle intenzioni del Pcc e accettare l’approvazione acritica delle politiche del Partito-Stato da parte degli accademici di regime, dovremmo prestare maggiore attenzione alle voci di quella che può essere definita la Cina “non ufficiale”. Questi accademici, dottori, imprenditori, giornalisti cittadini, avvocati, sostenitori dell’interesse pubblico e giovani studenti di mentalità indipendente non accettano più il governo del terrore del Pcc. Nemmeno tu dovresti.

In quanto un gruppo internazionale di personaggi pubblici, analisti delle politiche di sicurezza e osservatori della Cina, siamo solidali con cittadini cinesi coraggiosi e coscienziosi come Xu Zhangrun, Ai Fen, Li Wenliang, Ren Zhiqiang, Chen Qiushi, Fang Bin, Li Zehua, Xu Zhiyong e Zhang Wenbin. Solo per citare alcuni dei veri eroi e martiri che rischiano la vita e la libertà per una Cina libera e aperta. Le loro voci individuali stanno già formando un coro. Esse non richiedono altro che una valutazione critica dell’impatto che hanno le politiche del Pcc sulla vita dei cittadini cinesi e degli abitanti di tutto il mondo. Ti invitiamo a unirti a loro.

 

(Per la lista completa v. qui)

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