16/06/2017, 12.12
INDIA
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Madhya Pradesh: incriminata per rapimento di minori la suora arrestata con false accuse

di Nirmala Carvalho

Suor Bina Joseph indagata secondo la sezione 363 del Codice penale indiano. Il padre della ragazza minorenne con cui viaggiava è stato “costretto a sporgere denuncia” dai fondamentalisti indù. Sajan K George: “La Costituzione garantisce uguale riconoscimento a tutte le religioni. Purtroppo alcuni sono più uguali di altri”.

Bhopal (AsiaNews) – Suor Bina Joseph, la suora arrestata alcuni giorni fa in Madhya Pradesh con la falsa accusa di aver tentato di convertire quattro ragazze tribali, è stata incriminata per rapimento di minori. La denuncia è stata depositata ieri dal padre di una delle ragazze, quella che è stata identificata come minorenne e accompagnata dalle autorità presso il centro per minori ChildLine. P. Maria Stephen, portavoce della Chiesa cattolica del Madhya Pradesh, lamenta ad AsiaNews: “Sono stati i fondamentalisti del gruppo giovanile Bajrang Dal e quelli dell’Rss [Rashtriya Swayamsevak Sangh] a forzare il genitore della ragazza a scrivere una falsa testimonianza. La polizia non ha potuto fare altro che raccogliere la denuncia”.

Sajan K George, presidente del Global Council of Indian Christians (Gcic), riporta che la religiosa è indagata in base alla sezione 363 (rapimento) del Codice penale indiano. Poi denuncia una “crescente intolleranza nei confronti della fede cristiana in Madhya Pradesh, governato dal Bjp [Bharatiya Janata Party]” ed evidenzia che “la minuscola comunità cristiana si sente insicura nella laica India”.

P. Maria Stephen riferisce che suor Bina e le altre tre tribali con cui è stata arrestata hanno lasciato la città di Bhopal ieri. Il 13 giugno le donne sono state bloccate alla stazione di Satna mentre erano a bordo del treno Shipra Express proveniente dal Jharkhand. La polizia ferroviaria le ha obbligate a scendere dal convoglio e tenute rinchiuse nella stazione di Satna per almeno 12 ore, prima di trasportarle al commissariato dove sono state sottoposte ad interrogatorio. Il giorno successivo sono state rilasciate dal magistrato Balbeer Raman, che contro di loro non ha rinvenuto prove significative. Contro suor Bina, della congregazione delle Carmelitane di santa Teresa (Csst), i fondamentalisti indù del Bajrang Dal [ala giovanile militante del Vishwa Hindu Parishad (Vhp), ndr] e Matrushakti (ramo femminile del Vhp) avevano presentato una denuncia di conversioni forzate ai danni delle ragazze.

Il portavoce, che nei giorni scorsi riportava quanto la suora fosse “traumatizzata” per tutta questa vicenda, oggi denuncia che l’incriminazione è frutto di un capriccio degli estremisti indù. “Non soddisfatti delle decisioni dell’amministrazione – afferma – gli attivisti del Bajrang Dal hanno protestato per due giorni chiedendo azioni contro la suora”.

Sajan K George è preoccupato per “i fatti ostili ai danni dei missionari cristiani, persino contro le religiose che sono sottoposte ad intimidazione, molestie e umiliazioni. Questo va contro lo spirito laico della Costituzione che garantisce uguale riconoscimento a tutte le religioni e [stabilisce che esse] possono convivere in maniera pacifica”. “Purtroppo – conclude – alcuni sono più uguali di altri. In Madhya Pradesh, lo Stato con 50 anni di Legge anti-conversione alle spalle, di sicuro la maggioranza [indù] e i suoi scagnozzi hanno il loro manuale di regole”.

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