13/11/2015, 00.00
SIRIA

Nunzio a Damasco: La parola vinca sulle armi. Colpito uno scuolabus pieno di bambini

di Elie Younan
As AsiaNews mons. Zenari parla di una situazione di tensione, con granate e colpi di mortaio. Uno di quesi ha centrato un gruppo di studenti del patriarcato greco-melchita. In mattinata il nunzio visita l’ospedale in cui sono ricoverati. A Vienna le diplomazie internazionali si riuniscono per discutere della crisi. Raid Usa avrebbe ucciso Jihadi John.

Damasco (AsiaNews) - A Vienna le diplomazie internazionali si riuniscono attorno a un tavolo per cercare di trovare una soluzione che metta fine al conflitto siriano. Domani la capitale austriaca ospiterà un summit che vede coinvolti 20 Paesi e organismi internazionali, con l’obiettivo di raggiungere un cessate il fuoco fra governo e la galassia delle opposizioni. Tuttavia, nel Paese si continua a morire e le violenze non risparmiano nemmeno i bambini. La conferma arriva dal nunzio apostolico a Damasco, mons. Mario Zenari, il quale racconta ad AsiaNews che ieri “un colpo di mortaio a Damasco ha centrato un pullman carico di bambini che stavano andando a scuola”. Si sono registrati diversi feriti, riferisce il prelato, che in queste ore si sta recando di persona a visitare gli studenti ricoverati in ospedale. 

Raggiunto da AsiaNews alla nunziatura, mons. Zenari racconta: “In mattinata andrò all’ospedale cattolico di San Louis, gestito dalle suore della Carità, per visitare un gruppo di bambini ricoverati da ieri”. L’autobus che li stava portando a scuola, prosegue il prelato, “è stato colpito da un mortaio, causando diversi feriti”. Al momento non si hanno ulteriori dettagli sulle loro condizioni, anche se finora non si sono registrate vittime. 

“La giornata di ieri - racconta mons. Zenari - è stata molto pesante, si sono susseguiti combattimenti intensi e sono caduti numerosi colpi di mortaio, granate, bombe. I bambini stavano andando alla scuola patriarcale greco-melchita, quando uno di questi colpi di mortaio ha investito il loro mezzo”. La tensione è alta, avverte il diplomatico vaticano, e anche nella capitale come nel resto del Paese “si respira un clima di violenze”.  

In queste ore rimbalza la notizia dalla Siria dell’uccisione del terrorista Jihadi John, presunto boia di diversi ostaggi occidentali nei mesi scorsi; tuttavia, non è chiaro al momento se la missione compiuta da un drone abbia centrato l’obiettivo. Per la Bbc vi è un “elevato grado di certezza” che egli sia deceduto nel raid. 

A Vienna intanto le diplomazie internazionali si riuniscono intorno a un tavolo per trovare una soluzione alla crisi siriana, nel tentativo di appianare - o ridurre - le differenze in tema di terrorismo, il ruolo dell’opposizione e crisi umanitaria sul campo. Il conflitto ha già causato la morte di 250mila persone e milioni di sfollati. Il dibattito servirà a stabilire quali saranno gli attori titolati ad avere un ruolo nel processo politico e l’eventuale ruolo politico del presidente Bashar al Assad.

Nei giorni scorsi la Russia ha elaborato un “piano di pace” che prevede riforme costituzionali che andranno completate nell’arco di 18 mesi, cui seguiranno elezioni presidenziali anticipate. E il rappresentante speciale Onu Staffan de Mistura ha parlato di occasione “da non perdere” in riferimento agli incontri in programma nella capitale austriaca. 

“Tutti ci auguriamo e preghiamo - conclude mons. Zenari - che arrivi il momento tanto atteso in cui hanno fine le violenze e inizino sul serio le trattative di pace. Auspichiamo confronti con le parole e non con le armi, vogliamo che la forza della parola e della diplomazia abbiano la meglio sulla logica del conflitto”. 

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