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  • » 19/09/2005, 00.00

    PAKISTAN

    Pakistan: legge sulla blasfemia "un mandato di morte" per i non musulmani

    Qaiser Felix

    Minoranze pakistane non islamiche decise a portare la legge davanti alla Corte Suprema per dichiararla incostituzionale.

    Islamabad (AsiaNews) – Le minoranze del Pakistan porteranno l'articolo 295 del Codice Penale, la "legge sulla blasfemia", davanti alla Corte Suprema "il più presto possibile, perché questa legge viene usata troppo spesso per intimidire o punire le minoranze religiose e crea per tutti un'atmosfera di insicurezza e paura".

    E' quanto ha detto ad AsiaNews Shahbaz Bhatti, presidente dell'All Parties Minorities Alliance (Apma), gruppo che riunisce e tutela le minoranze etniche e religiose del Paese. "Questa legge fin troppo conosciuta – continua Bhatti – è divenuta un mandato di morte per tutti i cittadini non musulmani del Pakistan: questo è il motivo per cui abbiamo deciso di lanciare una campagna nazionale per portare davanti alla Corte Suprema la legge".

    La data precisa della presentazione della petizione non è sicura perché l'Apma ha chiesto un parere a tutti i maggiori avvocati Costituzionalisti del Paese ed attende una risposta. "Nella stesura dell'articolo – spiega ancora l'attivista - la parola blasfemia non viene definita e molto spesso viene interpretata in maniera personale da chi ha il potere di attuare la legge". "Le statistiche – sottolinea – mostrano che l'uso della legge è strumentale. Dopo l'aggiunta delle sezioni B e C (che prevedono la pena di morte per chi parla contro il profeta Maometto ndr) vi è stato un incremento irrazionale delle sentenze". La sezione A, più "mite", prevede l'ergastolo per "offese al Corano".

    Bhatti dice che l'emendamento procedurale deciso lo scorso anno dal governo – grazie al quale chi investiga sui casi di blasfemia deve avere prove prima di eseguire punizioni o sentenze – non serve a nulla. Gli ultimi 3 casi (Yousaf Masih da Noshera, una coppia indù di Swabi e Younis Masih da Lahore) sono stati portati avanti senza alcuna evidenza di colpa. "Il governo – conclude – è sotto pressione da parte degli estremisti".

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