21 Febbraio 2018
AsiaNews.it Twitter AsiaNews.it Facebook
Aree geografiche




  • > Africa
  • > Asia Centrale
  • > Asia del Nord
  • > Asia del Sud
  •    - Afghanistan
  •    - Bangladesh
  •    - Bhutan
  •    - India
  •    - Nepal
  •    - Pakistan
  •    - Sri Lanka
  • > Asia Nord-Ovest
  • > Asia Sud-Est
  • > Europa
  • > Medio Oriente
  • > Nord America
  • > Sud America
  • > Asia dell'Est


  • » 13/02/2018, 14.49

    SRI LANKA

    Rajapaksa trionfa alle amministrative. Campanello d’allarme per il governo

    Melani Manel Perera

    Lo Sri Lanka People’s Front dell’ex presidente si aggiudica oltre 230 seggi su 341. Il partito del capo di Stato Sirisena guadagna appena l’8%. Chiesto lo scioglimento del Parlamento ed elezioni anticipate. La sconfitta “serva da lezione al governo, che deve mantenere le promesse”.

    Colombo (AsiaNews) – Il partito dell’ex presidente Mahinda Rajapaksa ha trionfato alle elezioni amministrative locali. Le votazioni si sono svolte lo scorso 10 febbraio. Si tratta della prima tornata elettorale dal gennaio 2015, quando è stato eletto l’attuale capo di Stato Maithripala Sirisena. Fonti di AsiaNews ritengono che la clamorosa sconfitta lanci un campanello d’allarme al governo e lo richiami a mantenere le promesse disattese della campagna elettorale: prime tra tutte, la lotta alla corruzione e la riconciliazione nazionale, che rimane il più grave problema sociale dopo 30 anni di guerra civile tra esercito e ribelli delle Tigri Tamil.

    Su un totale di 341 posti da rinnovare nei consigli municipali, urbani e provinciali, lo Sri Lanka Podujana Peramuna (“Sri Lanka People’s Front” nella dicitura inglese) di Rajapaksa si è aggiudicato oltre 230 posti (circa il 44,65%). Lo United National Party (Unp) del primo ministro Ranil Wickremesinghe si è piazzato al secondo posto con il 32,63% dei voti. Al terzo posto, lo Sri Lanka Freedom Party (Slfp) del presidente Sirisena con una percentuale dell’8,94.

    Ieri diversi membri del governo hanno chiesto al presidente di rimuovere il premier e di sostituirlo con un altro esponente dell’Unp. Da parte sua, visto l’inaspettato successo, l’ex presidente Rajapaksa ha cavalcato il momento favorevole chiedendo lo scioglimento immediato del Parlamento nazionale e nuove elezioni generali.

    Se dovesse arrivare a naturale scadenza, l’attuale legislatura terminerà nel 2020. Nel 2014 Sirisena si è distaccato dall’esecutivo di Rajapaksa, per il quale era ministro della Sanità e segretario generale della coalizione di governo United People's Freedom Alliance (Upfa). Nel 2015 egli ha vinto riuscendo a mettere in piedi una delicata allenza di centro-sinistra e centro-destra, con un unico denominatore: evitare il terzo mandato del dittatore vincitore della guerra contro i ribelli, ma accusato di corruzione e crimini di guerra.

    Partali Champika, ministro dello sviluppo di Megapolis e occidente, ha dichiarato che “il voto dello Sri Lanka dimostra che la coalizione al governo non mantiene le promesse [decentralizzazione, lotta alla corruzione e allo strapotere dei militari, pace sociale – ndr] e deve fare le riforme. Un governo democratico deve sempre tenere conto del parere del popolo”. Secondo Anura Kumara Dissanayake, leader del Janatha Vimukthi Peramuna (Jvp) “il governo ha fallito perché non è stato in grado di portare la nazione fuori dalla trappola del debito e dal tumulto economico”.

    Abitanti di Colombo ritengono che la disfatta rappresenti “una bella lezione per il governo, che non ha mantenuto le promesse della campagna elettorale. Oggi semina quel che ha raccolto. Il presidente e il premier devono imparare da questa sconfitta e lavorare sodo per i prossimi due anni, se vogliono un’altra vittoria nel 2020”.

    invia ad un amico Visualizza per la stampa










    Vedi anche

    15/02/2018 16:12:00 SRI LANKA
    Colombo: prevenire il ritorno di Rajapaksa per evitare un’altra guerra civile

    Il risultato delle elezioni amministrative rischia di invertire il processo di riconciliazione nazionale. Con il presidente Sirisena è migliorato il rapporto tra governo e minoranze etniche. Il pericolo è “un circolo vizioso in cui il nazionalismo singalese nel sud alimenti e sostenga il riemergere del nazionalismo tamil nel nord”.



    29/06/2016 11:35:00 SRI LANKA
    Sri Lanka, l’esercito ammette vi sia una lista di ribelli tamil arresi e scomparsi

    I nomi – alcune centinaia - non sono stati resi noti ancora, ma un alto funzionario ha ammesso che la lista esiste. Nelle fasi finali della guerra civile migliaia di giovani tamil hanno consegnato le armi. Di molti di loro si è persa ogni traccia e si teme siano stati uccisi in omicidi extra-giudiziali.



    04/03/2015 SRI LANKA
    Sri Lanka, il presidente visita il nord dilaniato dalla guerra civile
    Sanità, agricoltura, istruzione, terreni e pesca sono stati i temi principali dell'incontro con l'amministrazione della provincia. "Per riunificare la popolazione non basta lo sviluppo fisico, servono amicizia e comprensione".

    14/03/2016 12:30:00 SRI LANKA
    Presidente Sirisena: Ridare terre ai tamil, riconciliare il sud con il nord

    Il presidente ha riconsegnato 701 acri di terreni ai legittimi proprietari, cioè 650 famiglie tamil di Thelippalei e altre 50 di Kopai. Kopai diventa il primo villaggio in cui sono stati ridati tutti i terreni confiscati durante la guerra civile. A Thelippalei riconsegnata dopo 25 anni la scuola pubblica del villaggio; un progetto abitativo di 65mila case per accogliere gli sfollati.



    06/02/2017 12:59:00 SRI LANKA
    Presidente Sirisena: nel Giorno dell’Indipendenza sosteniamo la riconciliazione

    Quest’anno lo Sri Lanka festeggia il 69mo anniversario dell’indipendenza dal dominio britannico. Il capo del governo spinge a lavorare per creare una nazione prospera. Invita tutta la popolazione ad adempiere le proprie responsabilità. Punta il dito contro politici e funzionari corrotti.





    In evidenza

    CINA-VATICANO
    Le lacrime dei vescovi cinesi. Un ritratto di mons. Zhuang, vescovo di Shantou

    Padre Pietro

    Un sacerdote della Chiesa ufficiale, ricorda il vescovo 88enne che il Vaticano vuole sostituire con un vescovo illecito, gradito al regime. Mons. Zhuang Jianjian è diventato vescovo sotterraneo per volere del Vaticano nel 2006. Il card. Zen e mons. Zhuang, immagine della Chiesa fedele, “che fa provare un’immensa tristezza e un senso di impotenza”. Le speranze del card. Parolin di consolare “le sofferenze passate e presenti dei cattolici cinesi”.


    CINA-VATICANO-HONG KONG
    Il card. Zen sui vescovi di Shantou e Mindong

    Card. Joseph Zen

    Il vescovo emerito di Hong Kong conferma le informazioni pubblicate nei giorni scorsi da AsiaNews e rivela particolari del suo colloquio con papa Francesco su questi argomenti: “Non creare un altro caso Mindszenty”, il primate d’Ungheria che il Vaticano obbligò a lasciare il Paese, nominando un successore a Budapest, a piacimento del governo comunista del tempo.


    AsiaNews E' ANCHE UN MENSILE!

    L’abbonamento al mensile di AsiaNews non costa nulla: viene dato gratis a chiunque ne faccia richiesta.
     

    ABBONATEVI

    News feed

    Canale RSScanale RSS 

     









     

    IRAN 2016 Banner

    2003 © All rights reserved - AsiaNews C.F. e P.Iva: 00889190153 - GLACOM®