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    » 21/06/2006, 00.00

    Corea del Sud

    Seoul, approvato patto sociale a favore delle nascite

    Theresa Kim Hwa-young

    Per contrastare il bassissimo tasso di natalità del Paese, il governo – insieme agli industriali ed ai sindacati – ha promesso nuovi posti di lavoro per le donne incinte e maggiori strutture pubbliche per l'infanzia.

    Seoul (AsiaNews) – Il governo sudcoreano ha approvato ieri un "accordo sociale" che mira a risolvere i problemi derivanti dalla sempre più bassa natalità nel Paese ed il conseguente invecchiamento della popolazione. Fra le proposte - approvate dopo cinque mesi di discussioni fra gruppi religiosi, d'affari e civici - la costruzione di nuove strutture pubbliche per l'infanzia (più 30 % entro il 2010) e la creazione di posti di lavoro per donne incinte.

    Il tasso di fertilità sudcoreano è sceso lo scorso anno al livello più basso della sua storia: 1,08 neonati ogni donna fertile. Il dato, secondo i sociologi, riflette l'aumento dell'attività economica delle donne e la loro tendenza al matrimonio in tarda età.

    La Commissione che ha approvato i nuovi patti sociali è presieduta da Han Myeong-sook, primo ministro di Seoul, Lee Yong-deuk, presidente della Federazione sindacati coreana, Kang Shin-ho, presidente degli industriali e da Park Young-sook, che dirige la Fondazione coreana per le donne.

    "La crisi della nascite – si legge nel documento che accompagna la decisione – è ad un livello che non ha precedenti. Questo ci porterà ad una seria riduzione della forza produttiva nazionale e ad un peso statale sempre maggiore a sostegno degli anziani: questi fattori non faranno altro che creare crisi". I firmatari riconoscono tuttavia che "la situazione è nata dal fatto che abbiamo ceduto alle donne tutto il peso della maternità, oltre a non aver combattuto l'instabilità economica che ferma le giovani coppie dal procreare".

    Il governo ha poi annunciato di essere pronto a continuare la discussione sull'argomento per cercare di alzare l'età della pensione, mentre i sindacati e gli industriali si sono accordati per studiare un sistema comune che migliori la previdenza sociale ed i salari.

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