22 Ottobre 2017
AsiaNews.it Twitter AsiaNews.it Facebook
Aree geografiche




  • > Africa
  • > Asia Centrale
  • > Asia del Nord
  • > Asia del Sud
  • > Asia Nord-Ovest
  • > Asia Sud-Est
  • > Europa
  • > Medio Oriente
  •    - Arabia Saudita
  •    - Bahrain
  •    - Emirati Arabi Uniti
  •    - Giordania
  •    - Iran
  •    - Iraq
  •    - Israele
  •    - Kuwait
  •    - Libano
  •    - Oman
  •    - Palestina
  •    - Qatar
  •    - Siria
  •    - Turchia
  •    - Yemen
  • > Nord America
  • > Sud America
  • > Asia dell'Est


  • » 18/07/2017, 08.57

    TURCHIA

    Turchia: nuovi arresti di attivisti pro diritti umani, anche la direttrice di Amnesty



    Un tribunale turco ha confermato il carcere per sei militanti, fra cui Idil Eser. AI parla di  “simulacro di giustizia” in atto nel Paese. In cella anche due formatori, uno svedese e un tedesco. Essi avrebbero commesso “un crimine” in nome di una “organizzazione terrorista” (il movimento di Gulen) “senza farne parte”.

     

    Istanbul (AsiaNews/Agenzie) - Un tribunale turco ha confermato la detenzione in carcere per sei militanti dei diritti umani, fra i quali la direttrice della sezione locale di Amnesty International (AI) Idil Eser. A confermarlo sono gli stessi vertici dell’organizzazione internazionale, secondo cui nel Paese è in atto un “simulacro di giustizia”.

    La Eser era stata fermata il 5 luglio scorso assieme ad altri otto arrivisti e due formatori, uno svedese e uno tedesco. Andrew Gardner, esperto di Amnesty responsabile della Turchia, precisa che “sei di loro sono attualmente in carcere e altri quattro rilasciati in libertà vigilata”. “Essi sono accusati - prosegue  l’attivista - di aver commesso un crimine in nome di una organizzazione terrorista, senza farne parte”. L’espressione “organizzazione terrorista” indica il più delle volte l’appartenenza al movimento che fa capo al predicatore islamico Fethullah Gülen, in esilio in Pennsylvania (Stati Uniti) [o ai separatisti curdi del Pkk].

    Secondo Erdogan e i vertici di governo, egli sarebbe la mente del (fallito) colpo di Stato in Turchia del 15 luglio 2106 in cui sono morte 270 persone, migliaia i feriti. Il leader islamico, un tempo alleato del presidente, ha sempre negato con forza ogni responsabilità e ha invocato una inchiesta internazionale per fare piena luce sul golpe e le forze che lo hanno ispirato.

    Fra le persone tuttora in carcere vi sono anche i due formatori stranieri, giunti in Turchia per promuovere un laboratorio digitale sui diritti umani. “Quello che emerge oggi - sottolinea Andrew Gardner - è che difendere i diritti umani è diventato un crimine in Turchia […] e nessuno è più al sicuro”.

    Ieri, per la prima volta, i 10 attivisti pro diritti umani sono comparsi davanti a un giudice. In precedenza le autorità turche avevano arrestato anche il presidente di Amnesty International, anch’egli con l’accusa di “essere gulenista”.

    Ad un anno dal fallito golpe in Turchia, che nella notte fra il 14 e il 15 luglio 2016 ha visto vacillare, per alcune ore, il dominio del presidente Recep Tayyip Erdogan, prosegue la campagna di repressione lanciata dalle autorità contro presunti complici o sostenitori. Secondo l’ultimo bilancio ufficiale fornito dal ministero turco degli Interni, in 12 mesi sono state arrestate 50.510 persone, altre 120mila poste in stato di fermo per un periodo di tempo variabile e 169.013 sono state oggetto di indagine. Oltre 130mila persone hanno perso il lavoro. A questi si aggiungono i mandati di arresto pendenti per 8.087 cittadini, dei quali almeno 152 sono ufficiali dell’esercito, 392 agenti di polizia e tre governatori o alti funzionari amministrativi. Fra le persone finite in prigione vi sono 169 generali, 7.089 colonnelli e 24 governatori. (DS)

     

    invia ad un amico Visualizza per la stampa










    Vedi anche

    07/06/2017 08:50:00 TURCHIA
    Arrestato il presidente di Amnesty International, sospettato di essere guelenista

    Fermati Taner Kilic e altri 22 attivisti e avvocati. Nel mirino anche Birol Erdem, primo consigliere del premier Yildirim, e il genero dell’ex vice-premier Bülent Arınc. Oltre 120mila persone fermate nel contesto delle purghe promosse dal governo. 

     



    23/05/2017 08:57:00 TURCHIA
    Ankara, al via il processo contro 220 alti ufficiali dell’esercito

    Alla sbarra anche 26 generali. Fra questi Akin Ozturk, ex comandante dell’aeronautica e un tempo fedelissimo del presidente. Il pubblico ministero chiede il carcere a vita. All’esterno gruppi di manifestanti invocano la pena di morte. Erdogan rieletto nel fine settimana alla guida del partito Akp.

     



    22/09/2017 08:59:00 TURCHIA
    Istanbul, arrestati 14 avvocati: difendevano due insegnanti incarcerati e in sciopero della fame

    I legali appartengono al Dipartimento per i diritti del popolo (Hhb) e sono stati incriminati con l’accusa di terrorismo. Essi sarebbero legati al Fronte Rivoluzionario della liberazione popolare (Dhkp-C), gruppo marxista fuorilegge. L’arresto è avvenuto alla vigilia del processo a carico dei due insegnanti, con un tempismo “sospetto”. 

     



    31/08/2017 08:55:00 TURCHIA
    Le purghe di Erdogan hanno affollato le carceri: oltre 22mila detenuti dormono per terra

    Per la prima volta il totale della popolazione carceraria supera quota 224mila. Ad oggi le galere turche possono ospitare un massimo di circa 200mila detenuti. Il governo libera i detenuti comuni per richiudere i presunti “golpisti”. I fondi stanziati per le carceri superano il budget di molti ministeri. Entro la fine del 2017 pronte 76 nuove prigioni. 

     



    14/07/2017 11:39:00 TURCHIA
    A un anno dal "golpe" arresti e purghe nel regno del “sultano” Erdogan

    Prosegue la campagna di repressione avviata all’indomani del colpo di Stato del 15 luglio 2016. Oltre 50mila arresti, 120mila fermi, 170mila persone indagate. Licenziato anche il pilota che ha portato in salvo il presidente nella notte del golpe. Iniziate le celebrazioni ufficiali volute dal governo, all’impronta del nazionalismo e del culto di Erdogan.

     





    In evidenza

    MYANMAR
    Non solo Rohingya: la persecuzione delle minoranze cristiane in Myanmar



    La sofferenza di Kachin, Chin e Naga. La discriminazione su basi religiose è in certi casi addirittura istituzionalizzata. I cristiani sono visti come espressione di una fede straniera ed in contrasto con la visione nazionalista. Per anni il regime militare ha introdotto feroci misure discriminatorie.


    VATICANO - ASIA
    Il mondo ha urgenza della missione della Chiesa

    Bernardo Cervellera

    Ottobre è un mese consacrato al risveglio della missione fra i cristiani. Nel mondo c’è indifferenza o inimicizia verso Dio e la Chiesa. Le religioni sono considerate la fonte di tutte le guerre. Il cristianesimo è l’incontro con una Persona, che cambia la vita del fedele e lo mette al servizio delle ferite del mondo, lacerato da frustrazioni e guerre fratricide. L’esempio del patriarca di Baghdad e del presidente della Corea del Sud.


    AsiaNews E' ANCHE UN MENSILE!

    L’abbonamento al mensile di AsiaNews non costa nulla: viene dato gratis a chiunque ne faccia richiesta.
     

    ABBONATEVI

    News feed

    Canale RSScanale RSS 

    Add to Google









     

    IRAN 2016 Banner

    2003 © All rights reserved - AsiaNews C.F. e P.Iva: 00889190153 - GLACOM®