La Striscia resta sospesa in un limbo in cui la guerra non è ancora davvero finita tra timidi tentativi di riattivare una normalità politica e contraddizioni irrisolte. Il voto amministrativo del 25 aprile tenuto da Fatah a Deir el Balah, mentre Hamas conserva reti locali. Al Board gli unici soldi sono arrivati da Emirati e Marocco e sono stati spesi per la futura polizia locale. Mentre l'80% delle famiglie dipende ancora dall'acqua distribuita con le autobotti.
Teheran accusa il primo ministro incaricato al-Zaidi di essere troppo allineato su posizioni americane. Funzionari parlano di “veto” della Repubblica islamica e pressioni sul fronte sciita. Attesa la visita di rappresentanti di Washington per vigilare sulla formazione dell’esecutivo. Voci di una base segreta israeliana nell’ovest del Paese.
Secondo Human Rights Watch almeno 65 detenuti etiopi sarebbero in “imminente pericolo” dopo alcune recenti esecuzioni. Molti dei condannati sono migranti fuggiti dalla guerra nel Tigray. Anche la Chiesa etiope chiede un intervento diplomatico urgente per fermare le esecuzioni e garantire assistenza legale ai detenuti.
Teheran guarda a rotte alternative di trasporto merci che vanno dal Pakistan alla Cina. Allo studio lo sfruttamento di un corridoio su rotaia che punta a Pechino, prezioso soprattutto per il trasporto di petrolio. Una quarta nave sud-coreana ha attraversato con successo il Mar Rosso. Il tema dell’energia al centro anche del Summit Asean a Cedu.
Attivisti malaysiani criticano un approccio che definiscono “selettivo” del Paese di fronte a questioni umanitarie. Al sostegno dei musulmani in Medio oriente fa da contraltare il silenzio sulle violazioni commesse in Myanmar e dalla Cina. La richiesta di mantenere una “coerenza morale” nella lotta per le cause e le libertà.
L’aggressione alla suora, gli sputi alla porta della cattedrale armena, le profanazioni dei simboli della fede. L'abate Schnabel ad AsiaNews: alcune zone come il Monte Sion più a rischio perché in un'area che estremisti e radicali considerano “propria ed esclusiva”. "L'avvocato che difendeva i piromani nell'incendio della chiesa di Tabga era Itamar Ben-Gvir. Ora è responsabile della mia sicurezza".