A quattro anni dall'invasione dell'Ucraina il veto di Ungheria e Slovacchia spacca l'Unione europea sul ventesimo pacchetto di misure economiche contro la Russia. Nuovo capitolo nella lunga storia delle sanzioni iniziata in era sovietica e che raggiunse l'apice negli anni Settanta e Ottanta. Il peso centrale dell’oleodotto Družba (“Amicizia”) inaugurato nel 1960.
Oltre 4,7 milioni di cittadini ieri hanno partecipato alle votazioni per il rinnovo dell’Assemblea nazionale del Partito Rivoluzionario del Popolo Lao. Nello stesso giorno è stata confermata la morte dell’attivista Bao Mo Khaen, noto per le sue denunce contro la corruzione e le restrizioni alla libertà di espressione. Prima delle consultazioni si era ritirata anche una delle poche parlamentari non appartenenti al Partito.
La Corte penale internazionale deve esprimersi sulle accuse di crimini contro l'umanità nei confronti dell'ex presidente filippino per le uccisioni ordinate nell'ambito della guerra alla droga. Oggi ottantenne da quasi un anno si trova agli arresti in Olanda, ma la sua figura continua a dividere a Manila. Intanto Alto Commissario Onu per i Diritti umani Turk ha chiesto alle Filippine di riaderire allo Statuto di Roma.
Nel Paese dei cedri si guarda con attenzione, e preoccupazione, alle tensioni regionali. La partita diplomatica fra Washington e Teheran, mentre si rafforzano le voci di un conflitto. Fonti libanesi: “Stanno giocando con il fuoco”. Per la Repubblica islamica ne va della “sopravvivenza” stessa del regime. Il rischio di un coinvolgimento di Hezbollah.
Centinaia di religiosi riunti dal Sangha hanno diffuso una dichiarazione in dieci punti e lanciato una petizione su cui stanno raccogliendo le firme dei fedeli. Sostengono che l'attuale governo stia perseguendo una separazione di fatto tra lo Stato e la religione nonostante il ruolo ad essa riservato dalla Costituzione. Chieste tutele per i templi, le statue, l'insegnamento religioso ma anche azioni contro chi denigra la fede buddhista sui social network.
Fransiska Imakulata è stata contattata da una donna reclusa in un nightclub a Maumere. Con la polizia di Sikka è passata all'azione, liberando le persone in ostaggio, trovate senza documenti. Le vittime sono state ospiti di una casa rifugio di TRUK-F, ong di cui è presidente, prima di tornare alle famiglie nel Giava Occidentale.