Il 2025 non segna la fine delle guerre, ma la divisione tra le dittature d’Oriente e Occidente. Il nuovo Dizionario della lingua russo rilancia visioni di democrazia e autocrazia dell’ideologia ufficiale. La specialità di Witkoff e Dmitriev, artefici del “progetto” di tregua, è contare i soldi dividendosi la posta. Lo scontro sulla lingua e il tema della convivenza fra Chiese ortodosse.
Per i favorevoli le nuove norme semplificano il sistema e favoriscono aziende e lavoratori. Per i critici le leggi andranno “solo a vantaggio” dei proprietari, intaccando i diritti dei dipendenti. Definita la “più radicale” degli ultimi decenni riduce le precedenti 29 leggi federali in quattro codici semplificati, passando da 1400 a 350 norme complessive.
Il papa e Bartolomeo I a Iznik per celebrare il Concilio del 325, coi rappresentanti delle Chiese nel mondo. Là dove sorgeva la basilica di San Neofito: "confessione di fede" fondamento della "piena comunione". La sete di riconciliazione "proviene dall’intera umanità afflitta da conflitti e violenze". Stamane a Istanbul ai cristiani in Turchia: "Logica della piccolezza vera forza della Chiesa".
Bandita dalla Rivoluzione islamica nel 1979, la coltivazione potrebbe di nuovo tornare legale con provvedimento parlamentare. I sostenitori affermano che è necessaria per la produzione di medicinali in una fase critica, mentre i contrari accusano il governo di voler guadagnare. L’obiettivo è passare da 450 tonnellate a circa 1000 all’anno.
Al vertice di settimana scorsa di Johannesburg il primo ministro Narendra Modi ha presentato un’agenda in sei punti: dal coordinamento contro traffici e terrorismo al nuovo framework sui minerali critici, fino alle normative sull’intelligenza artificiale. Rafforzati i rapporti con Giappone, Italia e Canada. Ma mentre Delhi rivendica un ruolo centrale per le economie emergenti, riemergono tensioni con Pechino dopo l’ennesimo caso legato al territorio conteso dell'Arunachal Pradesh.
La giunta militare del Myanmar ha liberato più di 3.000 detenuti politici e ritirato le accuse contro altre 5.500 persone. Amici e parenti dei prigionieri ieri hanno gioito, ma è anche una minaccia nei confronti della popolazione, che si ritrova costretta a votare per non essere arrestata. A confermarlo sono gli stessi militari: oltre 700 prigionieri saranno liberi solo condizionatamente e rischiano di tornare in cella al primo segno di dissenso.