L'edizione 2026 del prestigioso Premio Ludovic Trarieux è stato assegnata a Imaan Mazari e Hadi Ali Chattha, due avvocati che dal gennaio scorso si trovano in carcere a Rawalpindi per aver pubblicato post che solidarizzavano con beluci e pashtun criticando l'esercito. Per le organizzazioni per i diritti umani è una caso simbolo delle restrizioni alla libertà di espressione.
Ieri il leader turco ha ricevuto nel palazzo presidenziale il patriarca ecumenico. Tra gli obiettivi la definizione delle modalità della riapertura dello storico seminario chiuso dal 1971, attesa per settembre. Anche Trump, atteso per il vertice Nato di luglio, si è mosso per ottenere il via libera dalle autorità di Ankara. Sullo sfondo le rinnovate tensioni con Atene sui confini marittimi.
Leone XIV all'udienza in piazza San Pietro: "gratitudine" per memorandum che sarà firmato venerdì. A fronte delle "notizie dolorose" dall'Ucraina invoca una "pace giusta e duratura". Sul viaggio apostolico in Spagna: Europa "realtà attuale, non superata". Intepellato ieri a Castel Gandolfo sulle ordinazioni episcopali che la Fraternità San Pio X vuole tenere autonomamente il 1 luglio: "Dispiace, però noi dobbiamo andare avanti".
Nei centri per le truffe online del sud-est asiatico migliaia di giovani sono ridotti a schiavi digitali in una delle forme di offesa alla dignità della persona ricordate anche dall'enciclica "Magnifica Humanitas". Al confine tra Thailandia e Birmania, l’ong Global Alms cura i traumi e restituisce nome, dignità e futuro ai sopravvissuti.
A otto anni dal disastro del 2018 una nuova scossa di grado 6,7 ha provocato almeno una vittima e danni a decine di abitazioni. Ricordando che l'area di Sulawesi Centrale, situata sull'Anello di fuoco del Pacifico, è tra quelle a più alto rischio terremoti dell'Indonesia. E sollevando domande sull'efficacia delle misure di mitigazione e i controlli sugli edifici.
Sulla Novaja Gazeta lo studioso di slavistica Jakov Klotz racconta il fiorire di pubblicazioni di autori dissidenti russi nel tempo della repressione a Mosca: “Non traduciamo libri per intrattenere i lettori occidentali con racconti sugli orrori di Putin, ma per salvare la cultura russa".