A due pachistani incarcerati il premio degli avvocati per i diritti umani
L'edizione 2026 del prestigioso Premio Ludovic Trarieux è stato assegnata a Imaan Mazari e Hadi Ali Chattha, due avvocati che dal gennaio scorso si trovano in carcere a Rawalpindi per aver pubblicato post che solidarizzavano con beluci e pashtun criticando l'esercito. Per le organizzazioni per i diritti umani è una caso simbolo delle restrizioni alla libertà di espressione.
Karachi (AsiaNews) – Ali avvocati pakistani incarcerati Imaan Mazari e Hadi Ali Chattha è stata assegnata l’edizione 2026 del Premio internazionale per i diritti umani Ludovic Trarieux, uno dei più prestigiosi riconoscimenti al mondo per gli avvocati impegnati nella difesa dei diritti umani.
La scelta è stata annunciata dall’Unione Forense per la Difesa dei Diritti Umani (UFDU), che ha riconosciuto il lungo impegno dei due legali nella difesa delle libertà fondamentali, dell’accesso alla giustizia e dei diritti delle comunità vulnerabili in Pakistan. Il riconoscimento arriva mentre entrambi restano incarcerati e portano avanti i ricorsi contro le condanne emesse all’inizio di quest’anno ai sensi della legislazione pakistana sui crimini informatici.
Il 24 gennaio, un tribunale ha condannato Mazari e Chattha a dieci anni di reclusione con accuse legate al “terrorismo informatico” e alla diffusione di informazioni false attraverso post pubblicati sul social media X. Il caso ha avuto origine da messaggi che esprimevano solidarietà agli attivisti beluci e pashtun e criticavano l’esercito pakistano. I due si trovano nel penitenziario di Adiala, a Rawalpindi.
Secondo gli atti processuali citati nel caso, le autorità hanno accusato Mazari di promuovere narrazioni allineate con organizzazioni ostili e proibite, mentre Chattha è stato incriminato in parte per aver ripubblicato alcuni dei suoi contenuti. Organizzazioni per i diritti umani e osservatori legali hanno seguito da vicino il caso, considerandolo nel contesto più ampio delle preoccupazioni riguardanti la libertà di espressione e il trattamento riservato ad avvocati e attivisti in Pakistan.
Il Premio Ludovic Trarieux, istituito in onore dell’omonimo avvocato francese, è considerato il più antico premio internazionale per i diritti umani dedicato specificamente agli avvocati. Trarieux fondò nel 1898 la Lega per la Difesa dei Diritti dell’uomo e del cittadino e divenne noto per la sua difesa della giustizia e delle libertà civili.
Il primo destinatario del premio fu Nelson Mandela nel 1985, mentre era imprigionato sotto il regime dell’apartheid in Sudafrica. Da allora, il riconoscimento è stato assegnato ad avvocati di tutto il mondo che hanno subito persecuzioni o dimostrato eccezionale coraggio nella difesa dei diritti umani.
Nella cerimonia di assegnazione del premio svoltasi a Roma presso il Consiglio nazionale forense, alla presenza di professionisti del diritto e difensori dei diritti umani provenienti da diversi Paesi. l’UFDU ha evidenziato il lavoro legale di Chattha a favore di persone accusate di blasfemia, vittime di violenza sessuale, famiglie colpite da sparizioni forzate e detenuti condannati a morte. Mazari è stata riconosciuta per aver fornito assistenza legale alle vittime di violenza e persecuzione e per aver sostenuto comunità religiose ed etniche vulnerabili.
L’organizzazione ha osservato che entrambi gli avvocati hanno trascorso anni a rappresentare giornalisti, attivisti, vittime di sparizioni forzate e persone perseguite ai sensi delle leggi sulla blasfemia, spesso in casi politicamente sensibili.
L’annuncio del premio è stato accolto con favore da sostenitori e colleghi impegnati nella difesa dei diritti umani. La madre di Mazari, l’ex ministra federale Shireen Mazari, ha definito il riconoscimento un immenso onore professionale e ha ringraziato coloro che hanno partecipato alla selezione dei premiati. L’attivista per i diritti umani di Karachi, Zahid Farooq, ha affermato che il premio riconosce l’impegno degli avvocati nel sostenere le comunità marginalizzate e oppresse.
Anche l’avvocata per i diritti umani Sarah Malkani ha elogiato il lavoro di Mazari, descrivendola come una sostenitrice instancabile di alcune delle comunità più vulnerabili del Pakistan. “Il suo coraggio e la sua dedizione incrollabile sono fonte di ispirazione per tutti coloro che difendono i diritti umani”, ha commentato.
Il riconoscimento internazionale di Mazari e Chattha arriva in un momento in cui gruppi per i diritti umani continuano a esprimere preoccupazione per le libertà civiche, la libertà di espressione e la sicurezza dei difensori dei diritti umani in Pakistan. Per i sostenitori dei due avvocati, il premio rappresenta un promemoria del fatto che il loro lavoro e il loro impegno continuano a essere riconosciuti oltre i confini del Paese, anche mentre restano dietro le sbarre in attesa dell’esito dei loro ricorsi legali.
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