14/03/2011, 00.00
VATICANO-ASIA
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Ambasciatori asiatici in Vaticano: promuovere l’incontro fra le culture

di Nirmala Carvalho
Il Pontificio consiglio per la cultura ha promosso una giornata di studio sul continente, e i suoi problemi. Il prof. Thomas Hong-Soon Han ha lanciato una questione: “La felicità è la causa o l’effetto dello sviluppo?”. La mancanza di libertà religiosa è “un’altra forma di povertà”.

Città del Vaticano (AsiaNews) – Il 10 marzo a Roma ha avuto luogo un incontro organizzato dal Pontificio  consiglio per la cultura con gli ambasciatori dell’Asia accreditati presso la Santa Sede. P. Theodore Mascarenhas, responsabile nl dicastero per l’Asia, l’Africa e l’Oceania, ha dichiarato ad AsiaNews: “Scopo dell’incontro era quello di raggiungere ogni cultura asiatica attraverso i rappresentanti dei vari Paesi, per promuovere e rafforzare legami con i governi, così da approfondire la conoscenza delle culture e l’impatto della fede cristiana su di esse”.

L’idea, nata nel 2099 da un piccolo incontro natalizio, si è sviluppata in una giornata di studio con la discussione di vari temi. P. Mascarenhas ha moderato l’evento, che ha visto la partecipazione di mons. Savio Hon Tai Fai, segretario della Congregazione per l’evangelizzazione dei popoli, mons. Paul Tighe del Pontificio consiglio delle comunicazioni sociali , mons. Phan Paul Hien, di Giustizia e Pace, e mons. Anthony Figuereido di Cor Unum.

Una delle relazioni principali è stata svolta dal prof. Thomas Hong-Soon Han, nuovo ambasciatore sud coreano presso la Santa Sede. Han, già docente di economia, ha posto la questione: “La felicità è la causa o l’effetto dello sviluppo?”. Egli ha parlato del divario crescente fra Paesi sviluppati e in via di sviluppo. Il 20% ricco del mondo consuma il 76% delle risorse, mentre al 20% più povero tocca solo l’1%. L'ambasciatore coreano ha evidenziato il rispetto per la vita come un aspetto chiave di uno sviluppo globale, in particolare in Asia, dove avviene l’86% dei 46 milioni di aborti compiuti ogni anno nel mondo. E un altro aspetto centrale di questo sviluppo è la libertà religiosa: “La grande maggioranza della gente in Asia non gode del diritto alla libertà religiosa”, il che costituisce, secondo Han “un’altra forma di povertà”.

P. Mascarenhas ha sottolineato ad AsiaNews che “il compito fondamentale è quello di stabilire l’interculturalità, cioè un dialogo fra culture, evitando l’estremismo e la mescolanza indiscriminata delle religioni. Multiculturalità significa che le culture vivono per proprio conto, spesso in isolamento, spesso in conflitto. Così puoi avere il ghetto, o lo scontro. Interculturalità invece significa un’integrazione fra le persone”.

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