14/05/2026, 14.44
CAMBOGIA - THAILANDIA
Invia ad un amico

Bangkok registra come suoi i templi contesi, protesta di Phnom Penh

La Cambogia respinge la decisione unilaterale della Thailandia di annoverare nel proprio patrimonio siti dislocati alla frontiera fra i due Paesi. L’area è stata più volte teatro di conflitti armati fra i due eserciti, l'ultimo dei quali pochi mesi fa che ha colpito anche uno dei templi. Per Phnom Penh l’azione viola l’integrità territoriale e manca di validità legale internazionale.

Phnom Penh (AsiaNews) - Fra Phnom Penh e Bangkok si apre un nuovo fronte di tensione, stavolta in ambito culturale dopo gli scontri armati fra eserciti ai confini, con la Cambogia che critica, respingendola, la decisione “unilaterale” del governo thai di inserire siti e templi alla frontiera come patrimonio nazionale. Per il governo cambogiano, infatti, l’iniziativa del vicino costituisce una violazione dell’integrità territoriale del Paese e manca al tempo stesso di legittimità legale sul piano internazionale. Nei giorni scorsi il Dipartimento thai delle Belle arti ha pubblicato l’elenco aggiornato dei beni, inserendo il tempio di Ta Krabey e il complesso del tempio di Ta Moan nella Gazzetta reale. Per giustificare la decisione cita l’Ancient Monuments Act del 1961 ed elenchi storici per parti del complesso risalenti al 1935.

L’area, fra l’altro, è teatro da anni di scontri armati fra gli eserciti delle due parti che hanno fatto temere a più riprese lo scoppio di una guerra aperta. In una nota diffusa ieri il ministero cambogiano della Cultura e delle Belle arti ha espresso disapprovazione per l’iscrizione nel registro nazionale di entrambi i complessi templari, insieme al tempio di Knar e ad altri siti archeologici lungo il confine e sotto la sovranità di Phnom Penh. “Questa azione - ha sostenuto il ministero - unilaterale è illegale, nulla e priva di efficacia giuridica”. “Tale iscrizione è infondata e non può, in alcun modo, servire come prova della sovranità territoriale o strumento per la delimitazione dei confini”.

Il ministero ha proseguito affermando che tutte le questioni relative alla disputa sui confini terrestri tra Cambogia e Thailandia devono essere risolte esclusivamente in conformità con il diritto internazionale e altri accordi e meccanismi vincolanti esistenti. Fra questi ricorda in particolare il Trattato franco-siamese del 1907, il Memorandum d’intesa del 2000 (MoU 2000), i Termini di Riferimento del 2003 (Tor 2003) e il mandato della Commissione Congiunta per i Confini (Jbc). Il ministero della Cultura cambogiano ha invitato il governo thai a rimuovere immediatamente i siti sopra menzionati dall’elenco e ad “astenersi da qualsiasi azione unilaterale che minacci gli sforzi della Cambogia verso una soluzione pacifica attraverso meccanismi bilaterali”.

Gli antichi templi khmer di Ta Krabey e il complesso di Ta Moan figurano tra i numerosi siti storici situati lungo il confine (conteso a livello militare) da Phnom Penh e Bangkok, nella regione montuosa del Dangrek. Sebbene meno noti a livello internazionale rispetto al tempio di Preah Vihear, questi siti rivestono un'importanza storica, archeologica e geopolitica data la loro ubicazione in una zona di confine da tempo delicata. Costruito durante il periodo angkoriano, probabilmente tra l’XI e il XII secolo, Ta Krabey è un tempio khmer antico, modesto ma significativo.

Il tempio di Ta Moan era parte di un complesso più ampio che fungeva da tappa fondamentale lungo l’antica strada khmer, importante via di comunicazione che collegava Angkor, la capitale dell'Impero Khmer, al suo centro amministrativo a Phimai (oggi in Thailandia). Il tempio, costruito in laterite e arenaria durante l’XI secolo, presenta una pianta rettangolare con un ingresso rivolto a sud. Il recinto misura 46 metri per 38, incentrato attorno a un santuario principale in arenaria grigio-rosata, preceduto da una lunga sala a campate (mandapa) e da un antarala. Sia Ta Moan che Ta Krabey sono stati gravemente danneggiati nella guerra lampo dello scorso anno.

I rapporti delle autorità cambogiane hanno affermato che il tempio di Ta Krabey è stato colpito più volte anche durante gli scontri divampati fra l’8 e il 10 dicembre 2025. La struttura è stata descritta come gravemente danneggiata, con parti dell’antica architettura in arenaria distrutte o crollate. La Cambogia ha accusato le forze thai di aver preso di mira il sito, definendolo una violazione delle leggi internazionali sulla protezione del patrimonio. Prima degli scontri Phnom Penh aveva formalmente invitato Bangkok a perseguire un accordo territoriale giuridicamente vincolante sui templi attraverso la Corte internazionale di giustizia (Icj) in caso di fallimento dei colloqui. Kin Phea, direttore generale dell’Istituto per le relazioni internazionali della Cambogia, ha detto di essere d’accordo con la forte protesta del governo. Egli ha spiegato che tale registrazione non può essere utilizzata dalla Thailandia per rivendicare la validità legale o la proprietà legale, poiché tutti questi templi e siti archeologici si trovano all’interno del territorio sovrano della Cambogia.

TAGs
Invia ad un amico
Visualizza per la stampa
CLOSE X
Vedi anche
Chong Bok: scontro a fuoco al confine caldo tra Bangkok e Phnom Penh
28/05/2025 11:59
Nuovi scontri con Phnom Penh: Bangkok usa l'escalation in chiave elettorale
09/12/2025 12:43
Bangkok sospesa fra timori per le armi cinesi a Phnom Penh e rischi di escalation
03/10/2025 13:21
Scontri e raid aerei tra Bangkok e Phnom Penh: 12 thailandesi morti
24/07/2025 12:48
Soldati Thai e truppe cambogiane si ritirano dal tempio conteso di Preah Vihear
19/07/2012


Iscriviti alle newsletter

Iscriviti alle newsletter di Asia News o modifica le tue preferenze

ISCRIVITI ORA
“L’Asia: ecco il nostro comune compito per il terzo millennio!” - Giovanni Paolo II, da “Alzatevi, andiamo”