30/10/2004, 00.00
IRAQ - vaticano
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Chiesa Caldea incontra al-Sistani per costruire la pace nel paese

di Dario Salvi
Intervista al Patriarca Emmanuel Delly: "Entrambi sappiamo che l'Iraq è ammalato, ma vogliamo trovare assieme le medicine per guarirlo".

Baghdad (AsiaNews) – "E' stato un incontro molto cordiale, fra due fratelli che si amano", in cui si è parlato delle strade da percorrere "per poter guarire un paese ammalato". Il Patriarca Cattolico Caldeo Emmanuel Delly conferma per telefono ad AsiaNews l'avvenuto incontro fra una delegazione della Chiesa caldea e l'ayatollah al-Sistani: "Ieri siamo stati a casa sua, a Najaf. Al-Sistani ci ha accolto con calore e abbiamo parlato della situazione dell'Iraq. Insieme cerchiamo una via per poter raggiungere la pace nel paese".

Come giudica l'incontro?

Sono molto soddisfatto e anche lui era molto contento: speriamo che questo episodio porti i frutti desiderati. Noi lavoriamo insieme per la pace: con le opere e con la preghiera, come ha ricordato in settimana il Santo Padre che non smette mai di pensare all'Iraq.

Chi ha voluto questo incontro?

Abbiamo chiesto di poterlo incontrare e lui ha subito risposto di sì. Ci ha accolto con un caloroso "benvenuti"; ci ha ricevuto per un'ora e alla fine non ha nascosto la sua soddisfazione per il colloquio.

Qual è stato il tema del colloquio?

Il nostro desiderio comune è quello di trovare una via per portare la pace e la tranquillità nel paese. Entrambi sappiamo che l'Iraq è ammalato, ma vogliamo trovare assieme le medicine per guarirlo. Abbiamo parlato come parlano due fratelli che si amano.

Come vede il futuro?

L'unica cosa che possiamo fare è continuare a pregare perché il Signore ci mostri le vie per arrivare alla pace; poi dobbiamo incoraggiare l'opera di quanti si battono per riportare la sicurezza e la stabilità del paese.

Può confermare l'incontro fra il Papa e primo ministro iracheno Allawi?

La prossima settimana ci dovrebbe essere l'incontro, speriamo. Tutto è fatto per il bene e per la pace del paese: per questo voglio ringraziare quanti, a partire dal Santo Padre, lavorano per la pace e la sicurezza dell'Iraq.

 

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