23/01/2026, 09.10
UZBEKISTAN
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Droga e corruzione: le minacce alla sicurezza di Tashkent

di Vladimir Rozanskij

La relazione del capo del Servizio della sicurezza dell'Uzbekistan: narcotraffico in costante crescita soprattutto sul fronte della diffusione delle droghe sintetiche tra i giovani. Nel 2025 sospesi 1083 collaboratori degli organismi statali per corruzione e altri reat legati all'abuso di potere. Nel mirino anche le "idee distruttive" diffuse attraverso le reti digitali. 

Tashkent (AsiaNews) - Il capo del Servizio di sicurezza dell’Uzbekistan, Bakhodir Kurbanov, ha diffuso dichiarazioni molto preoccupate alla seduta allargata del consiglio, alla presenza del presidente Šavkat Mirziyoyev, a riguardo della diffusione di “idee distruttive” e del narcotraffico, che costituiscono serie minacce per la sicurezza del Paese, rilevando la crescita del doppio nella confisca di narcotici, e le accuse di corruzione per centinaia di funzionari statali.

Il presidente aveva lanciato un appello davanti all’Olij Mažlis, il parlamento di Taškent, rivolgendosi a tutto il popolo uzbeko per affrontare queste sfide attuali non solo per l’Uzbekistan, ma per l’intera regione centrasiatica, e Kurbanov conferma che “le informazioni che riceviamo rendono sempre più urgente la capacità di rispondere a questi pericoli”. Tra le questioni più drammatiche egli ha indicato il terrorismo e la diffusione di ideologie distruttive, e anche le minacce transfrontaliere.

A suo parere “lo spazio virtuale e soprattutto le reti social si sono trasformate in fonti principali della diffusione di idee distruttive tra la popolazione, influendo molto negativamente sui sentimenti religiosi”. I problemi provenienti da oltre le frontiere continuano a preoccupare, soprattutto il traffico di stupefacenti, delle armi e altri materiali preziosi e commercialmente importanti. Nel 2025 è stata demarcata ufficialmente la frontiera con il Tagikistan e il Turkmenistan per 1.482 chilometri, con 790 posti di segnalazione di confine, disponendo reti di divisione per 453 chilometri tra i 287 chilometri di strade frontaliere, con 44 dispositivi di segnalazione elettronica.

Queste misure hanno permesso di ridurre di 1,5 volte le misure contro le violazioni delle frontiere, con una confisca dei materiali proibiti aumentata del 20%, informa Kurbanov, osservando la necessità di un ammodernamento delle infrastrutture nelle nove postazioni di passaggio dei confini. Ogni anno il numero di chi attraversa i confini, soprattutto i mezzi di trasporto commerciale, aumenta mediamente del 15% in sintonia con la crescita dell’economia, del commercio estero e del turismo.

Il narcotraffico è in costante crescita, con 3,6 tonnellate di stupefacenti confiscate nel 2025 rispetto alle 1,7 tonnellate del 2024, e i criminali arrestati sono aumentati da 2.600 a 4.500 nell’ultimo anno, con 15 laboratori segreti liquidati rispetto agli 8 dell’anno precedente. Una particolare apprensione deriva dalla diffusione di droghe sintetiche tra i giovani, con 180 chili di sostanze sequestrate e 1 milione di dosi di preparati psicotropici. Il problema è che “la dipendenza da questi preparati si forma nell’organismo in tempi molto brevi, dopo l’inizio del loro uso”, sottolinea il capo dei servizi.

Rispetto alle questioni legate alla corruzione, nella relazione si documenta che continuano gli episodi di abuso di potere da parte dei funzionari, la percezione di tangenti, la concussione e altri reati simili in tante strutture statali e delle forze dell’ordine. Nel 2025 sono stati sospesi dai loro incarichi 1.083 collaboratori dei vari organismi statali, ritenuti partecipi a casi di corruzione e altri reati, e 661 sono stati citati e condannati dai tribunali. Rimane comunque una situazione di “corruzione quotidiana” dipendente dal “fattore umano”, e dalla carenza nella digitalizzazione delle procedure.

Il 2026 è stato proclamato in Uzbekistan “anno della lotta contro la corruzione”, e proprio l’uso delle tecnologie più innovative dovrà servire a ridurre i rischi degli arbitri dei funzionari e delle vacanze giuridiche, formando una relazione di “insofferenza popolare” nei confronti della corruzione in tutta la società uzbeka. Un’attenzione particolare verrà posta nei confronti della responsabilità penale dell’insegnamento religioso illegale dei minorenni, per evitare la loro radicalizzazione.

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