28/09/2006, 00.00
CINA
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E' "rigoglioso" il mercato di organi prelevati dai detenuti cinesi

Un corrispondente della Bbc ha visitato sotto copertura un ospedale di Tianjin, che gli ha assicurato un fegato nuovo in tre settimane per poco meno di 95mila dollari. Il primario di chirurgia conferma che il "donatore" è uno dei tanti condannati a morte nel Paese: questi forniscono i loro organi "come dono alla società".

Tianjin (AsiaNews/Bbc) – La fiorente vendita di organi prelevati dai prigionieri cinesi condannati a morte in Cina, è confermata da un'indagine  sotto copertura condotta da un corrispondente dalla Bbc. Gli organi, prelevati dai corpi dei detenuti giustiziati, vengono venduti per la maggior parte a stranieri che hanno bisogno di trapianti.

La pratica nel Paese non è illegale, ma il ministero della Salute ha emanato all'inizio dell'anno una serie di nuove regole per "fermare gli abusi" correlati al giro di trapianti. Il giornalista inglese ha tuttavia trovato un ospedale di Tianjin che si è detto pronto a fornire un fegato per poco meno di 95mila dollari: il primario di chirurgia ha confermato che i "donatori" sono i condannati a morte.

Anche su diversi siti web di centri di trapianto cinesi viene garantito il rapido reperimento di organi. Per un rene occorre da una settimana a un mese. "Fornitori di visceri – promette un sito – possono essere trovati subito!" Il costo per un trapianto di rene è di 62 mila dollari, per uno di cuore è di 140 mila.

Rupert Wingfield-Hayes, corrispondente della Bbc, ha visitato l'Ospedale centrale n° 1 di Tianijn ufficialmente in cerca di un fegato per il padre malato. I dirigenti della struttura sanitaria lo hanno rassicurato: un fegato compatibile sarebbe stato disponibile in tre settimane.

Secondo un dirigente dell'ospedale, i prigionieri "donano volontariamente" i loro organi in una sorta di "dono alla società", ed ha aggiunto che al momento vi è un grande quantitativo di organi: le esecuzioni sono infatti aumentate in vista del 1° ottobre, festa nazionale per il Paese.

In Cina avvengono più esecuzioni che in qualunque altro Paese del mondo. Nel 2005, almeno 1770 persone sono state giustiziate, ma un rapporto di Amnesty International definisce questi dati "molto più bassi del reale".

Il marzo scorso, il ministero cinese degli Esteri ha ammesso l'uso di organi prelevati dai condannati a morte ma ha sottolineato che la pratica veniva usata "in pochissimi casi". Per Qin Gang, portavoce del dicastero, gli organi non sono prelevati con la forza, ma solo dopo espresso consenso del detenuto. Ma se questo sia vero, dice il corrispondente inglese, non è ben chiaro. Nell'aprile del 2006, i maggiori chirurghi inglesi hanno condannato la pratica, definita "inaccettabile in quanto una chiara violazione dei diritti umani".

L'Ospedale centrale n° 1 di Tianijn ha effettuato l'anno scorso 600 trapianti di fegato e l'industria dei trapianti d'organi è divenuta un grande affare: la Cina è ormai il secondo paese al mondo per numero di trapianti di organi. Ogni anno i medici compiono da 7 a 8 mila operazioni, soprattutto per persone ricche provenienti da Hong Kong, Giappone, e Corea.

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