Hanoi: caffè contraffatto nel mercato interno, mentre cresce l'export
Avviata un'indagine su magazzino accusato di produzione di polvere mischiata con con soia, nella provincia di Lam Dong. Il prodotto è destinato al mercato interno. Il Vietnam è leader nelle esportazioni della varietà Robusta che sta facendo registrare un boom di vendite sui mercati internazionali: nei soli primi 15 giorni del 2026 un incremento di oltre il 20% nei volumi delle vendite.
Hanoi (AsiaNews/Agenzie) - La polizia vietnamita ha avviato un'indagine su un magazzino accusato di produrre caffè contraffatto a base di soia. A inizio settimana 4,1 tonnellate di caffè alterato e 3 tonnellate di materie prime sono state confiscate in un blitz, nella provincia di Lam Dong. Proprio negli altopiani centrali, cuore della coltivazione in Vietnam, dove è in corso la raccolta. Il Paese è il più grande produttore al mondo della varietà Robusta, dal sapore amaro, usata principalmente nelle bevande istantanee.
Kiem, proprietario del magazzino, ha dichiarato alla polizia che la sua azienda mescolava soia e aromi ai chicchi di caffè, per produrre caffè macinato destinato al mercato locale. Il blitz ha seguito la perquisizione di un camion che trasportava oltre mille sacchi di macinato senza documentazione. Il fenomeno sarebbe più diffuso di quanto si pensi, con il caffè che viene contraffatto con l’aggiunta di soia e mais, che costano un terzo del prezzo del caffè, mentre le esportazioni hanno raggiunto il record nel 2025, con 8,92 miliardi di dollari, registrando un aumento del 58,8%.
La destinazione del caffè contraffatto al mercato interno è anche conseguenza degli incredibili dati dell’export, che continua a crescere, e solo nei primi 15 giorni del 2026 ha portato a un incasso 433,3 milioni di dollari. Sono 89mila le tonnellate di caffè esportato da inizio anno, stando ai dati del Dipartimento Generale delle Dogane. Rispetto allo stesso periodo dell’anno scorso, il volume delle esportazioni è aumentato del 20,6%, mentre il valore è aumentato dell’8,6%. Una situazione che spinge i produttori a prediligere l’export, e che favorisce le truffe nel mercato locale.
Il caffè ha superato le esportazioni di prodotti ittici (417 milioni di dollari) diventando il secondo prodotto agricolo più redditizio del Vietnam all’inizio del 2026, secondo solo al legno e ai prodotti a base di legno (657 milioni di dollari). Con il Paese che mantiene la sua leadership nelle esportazioni di Robusta, rappresentando il 43% delle spedizioni globali, generando ingenti profitti, che si aggirano intorno a 2-2,5 dollari per chilogrammo di caffè venduto.
Secondo l’Associazione vietnamita del caffè e del cacao (VICOFA), la produzione di caffè del Vietnam nel biennio 2025-2026 dovrebbe aumentare del 5-10% rispetto agli 1,8 milioni di tonnellate (circa 30 milioni di sacchi) registrati nel 2024-2025. Anche la produzione mondiale di caffè sta registrando una ripresa. Con previsioni di crescita della produzione globale da 175,4 milioni di sacchi nel 2024-2025 a 179 nella stagione successiva.
Mentre i mercati globali passano dai recenti aumenti dei prezzi a una fase di aggiustamento e riequilibrio, il settore del caffè vietnamita rimane resiliente. Con la produzione che non è esente da truffe, spinte dall’aumento di guadagno. E che non si limitano all’aggiunta di soia o mais. Nel 2018, la polizia aveva arrestato cinque persone sospettate di utilizzare sostanze chimiche per tingere i chicchi di caffè di scarto e vendere la miscela come pepe nero.



