I cambiamenti nelle istituzioni di Astana secondo Tokaev
Intervenendo alla quinta assemblea nazionale di Kyzylorda il presidente ha presentato i parametri fondamentali delle modifiche costituzionali per far uscire il Paese dal dominio dei clan che lo hanno dominato per oltre un trentennio. Insistendo sulla necessità di mettere al primo posto la disciplina amministrativa, con la velocizzazione tecnologica al suo servizio.
Astana (AsiaNews) - Il presidente del Kazakistan, Kasym-Žomart Tokaev, è intervenuto al quinto Kurultaj (Assemblea) nazionale di Kyzylorda, annunciando la scelta di “un nuovo percorso storico” per il Paese dei nomadi delle steppe e presentando i parametri fondamentali delle modifiche costituzionali, che verranno quindi sottoposte a un referendum nazionale. Si tratta del tentativo di uscire definitivamente dal dominio dei clan di potere economico che hanno dominato per oltre un trentennio, da cui lo stesso presidente è sempre stato molto condizionato, e che ora intende eliminare in favore del popolo sovrano.
La motivazione principale della riforma rivolge in realtà lo sguardo allo scenario internazionale, con la “crescita incontrollata delle turbolenze globali”. Secondo il presidente, per affrontare questa sfida al Kazakistan non servono tanto le correzioni al sistema istituzionale, ma una “rifilatura morale della coscienza sociale”. In sintesi, il Paese deve muoversi verso una “modernizzazione in due dimensioni, quella strutturale e quella psicologica”, e se la prima si traduce nella lingua delle leggi e delle riforme, la seconda risulta una sfida a tutti gli effetti: “smettere di impersonare il ruolo di una nazione che non ha superato i suoi traumi storici, e imparare a guardare avanti senza per forza cercare i colpevoli dei tempi passati”.
L’intenzione di Tokaev è quella di “costruire integralmente il futuro”, offrendo un’immagine del Kazakistan come uno Stato forte nel carattere e nella mentalità, nella responsabilità e nella disciplina, nella “etica del lavoro” affrontando con coraggio i progressi tecnologici, in uno spirito di “patriottismo maturo”. Nel mondo di oggi spesso i politici cercano consensi con “slogan patriottici” che si radicano nel risentimento per le offese ricevute e la volontà di rivincita, nei rimproveri e nella lotta per la “giustizia storica”, mentre il leader kazaco propone una via diversa, superando tutti questi sentimenti negativi radicati solo nel passato. È una presa di posizione autorevole che cerca di affrontare gli aspetti più complicati della vita attuale della società, le emozioni collettive e le chiusure in sé stessi, non lasciandosi trascinare dalle “costruzioni narrative”.
Tutto questo insistendo sull’importanza di “non essere un Paese senza memoria”, ma facendo in modo che la memoria “non diventi un alibi per rimanere passivi”, perché “immergersi nelle discussioni infinite sul proprio triste destino vuol dire guardare solo le reliquie del passato”. Queste tesi presidenziali intendono esprimere una vera “filosofia del progresso”, in cui la storia è necessaria per “liberare le forze, agire e creare”, ribadendo più volte l’appello ad “andare avanti” con un carattere nazionale orientato sulla costruzione di un “Paese maturo”.
Un altro leitmotiv del discorso di Tokaev e di tanti suoi interventi negli ultimi tempi è che “il futuro non deve essere considerato soltanto come una bella metafora”, ma per quanto possa apparire paradossale, “il futuro è la realtà che sta iniziando”. Per questo motivo bisogna prestare grande attenzione alle nuove tecnologie e all’intelligenza artificiale, come strumenti di “superamento degli arcaismi” per rendere veramente attuali le dimensioni della politica, dell’economia e del progresso sociale. La digitalizzazione non deve comunque essere presa come una “panacea o un’azione magica” capace di risolvere automaticamente ogni problema, ma deve diventare uno stimolo a “migliorare la cultura amministrativa”, sviluppando le nuove pratiche e competenze, soprattutto elevando a qualità dei servizi statali.
Il rischio altrimenti è quello di “digitalizzare il caos della burocrazia”, mentre al Kazakistan si propone un’altra logica, mettendo al primo posto la disciplina amministrativa, con la velocizzazione tecnologica al suo servizio. Solo in questo modo il Paese potrà diventare veramente competitivo a livello nazionale e internazionale: le riforme, secondo Tokaev, “non devono essere cosmetiche, ma sistematiche”, non limitandosi a cambiare “l’arredamento”, ma la logica dell’assunzione delle responsabilità e delle decisioni. C’è una grande differenza tra “il patriottismo come pathos e il patriottismo come opera creativa”, conclude il presidente.
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