L'Ungheria di Magyar e l'Asia Centrale
Tra i primi appuntamenti che attendono il nuovo premier di Budapest c'è il summit dell'Organizzazione dei Paesi turanici in programma in Kazakistan a maggio. In quell'occasione si capirà se la garnde attenzione riservata a questa regione era un’iniziativa personale di Orban o una tendenza profondamente radicata nel popolo ungherese a partire da radici storiche che affondano nella tradizione degli Unni.
Astana (AsiaNews) - Il nuovo leader dell’Ungheria, Peter Magyar, è atteso a maggio a Turkestan in Kazakistan, per il summit dell’Organizzazione dei Paesi turanici Otg, un rapporto molto sviluppato dal predecessore Viktor Orban, da lui sconfitto alle ultime elezioni. Il suo trionfo e quello del suo partito Tisza impone, tra i tanti cambiamenti annunciati, anche una revisione delle relazioni con il “vettore turanico” di Budapest. I primi a congratularsi con Magyar sono stati i presidenti della Turchia e del Kazakistan, Recep Tayyip Erdogan e Kasym-Žomart Tokaev, dichiarandosi pronti a proseguire il dialogo sulle questioni bilaterali e regionali.
Non si sono invece affrettati a congratularsi i presidenti di Azerbaigian, Uzbekistan e Kirghizistan, in attesa di capire gli orientamenti di Magyar rispetto alle aperture ad Oriente. Negli ultimi anni l’avvicinamento dell’Ungheria all’Otg è stato molto intenso, passando dallo status di osservatore nel 2018 all’apertura della rappresentanza dell’Otg a Budapest nel 2019, con un summit informale tenuto nella capitale ungherese nel 2025. La partecipazione al summit di Turkestan, e il livello della delegazione che verrà inviata da Budapest, diventerà uno dei segnali più importanti del nuovo corso politico dopo 16 anni di dominio di Orban.
Secondo il politologo kazaco Dosym Satpaev, il chiarimento definitivo sul rapporto tra gli eredi degli Unni e i popoli turanici asiatici e mediorientali avverrà soltanto a fine 2026, con il summit dei capi di Stato Otg in Turchia. “L’apertura orientale era diventato il biglietto da visita di Viktor Orban” – osserva Satpaev – “ora bisogna capire se si preferirà la piena integrazione con Bruxelles, anche se le due direzioni non si escludono reciprocamente”. L’anno scorso si era tenuto a Samarcanda anche il summit “Asia centrale + Ue”, in cui l’Europa mostrava grande interesse ad ampliare le relazioni economiche con tutta la regione.
Tra gli esperti ci sono pareri diversi sulla possibilità di mantenere l’entusiasmo di Budapest verso i “parenti turanici”; il dottore di scienze politiche Darkhan Kaletaev, già ambasciatore di Astana in Ucraina e ministro per gli affari religiosi e sociali del Kazakistan, ritiene che Magyar dovrà inevitabilmente spingersi di più verso Bruxelles, “le priorità della politica estera ungherese cambiano completamente, e Orban usava il rapporto con i turanici proprio per compensare la sua emarginazione nell’ambito dell’Unione europea”. A suo parere neanche il simbolismo del nome (Magyar significa “ungherese”) e le relazioni storiche con il Kazakistan compenseranno il necessario pragmatismo, che porta il nuovo leader verso l’Europa.
Ci sono però punti di vista caratterizzati da maggiore ottimismo “turanico”, secondo cui l’avvicinamento di Budapest verso gli orientali non era un’iniziativa personale di Orban, ma una tendenza profondamente radicata nel popolo ungherese, che il premier eletto non potrà ignorare. In questo senso si esprime il direttore del centro di ricerche Ma’no di Taškent, Bakhtier Ergašev, secondo cui “l’Ungheria si rivolge con grande attenzione alle proprie radici storiche, mantenendo il concetto di eredità degli Unni, avi di tutti i popoli turanici”. Il pragmatismo di Magyar, in questo senso, dovrà tener conto anche degli interessi nazionali nelle relazioni con l’Otg, e inoltre “Bruxelles potrà vedere nell’Ungheria un ponte molto speciale per aprire agli europei nuove strade verso l’Asia centrale, con investimenti e scambi accademici”, aggiunge Ergašev.
Gli interessi economici non sono meno importanti di quelli storico-culturali, considerando che l’Ungheria è stato il primo Paese della Ue che ha stretto un accordo di collaborazione strategica con l’Uzbekistan, e secondo l’esperto “si tratta di un fondamento solido, che non deve essere distrutto con gesti politici dimostrativi”. Le aziende ungheresi sono già piuttosto attive sui mercati della regione, anche con progetti comuni ed esportazioni ungheresi di attrezzature per la produzione agricola, molto importanti per i centrasiatici. La nuova Ungheria si dovrà costruire nel rapporto tra Oriente e Occidente, diventando più attraente da entrambe le direzioni della geopolitica eurasiatica.
26/10/2023 08:24





