12/10/2005, 00.00
CINA
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L'11° piano quinquennale cinese riconosce che il boom ha creato nuovi poveri

I 20 anni di crescita economica beneficiano la minoranza urbana, a danno dei contadini. E' urgente migliorare "abitazioni, educazione, cultura, sanità e ambiente". Ma non viene detto come.

Pechino (AsiaNews/Agenzie) – La Cina entro il 2010 vuole raddoppiare il prodotto interno lordo (Pil) e portarlo a circa 1.700 dollari Usa pro capite (era pari a dollari 854 nel 2000), ma riconosce che nelle zone rurali c'è diffusa povertà. La crecita del Pil è uno degli obiettivi dell'11° piano quinquennale, approvato dal Plenum del Partito comunista.

Viene rilevato che l'attuale reddito annuale per i contadini è di circa 3 mila yuan (circa 330 dollari Usa) pro capite, mentre nelle grandi città il reddito medio supera i 1.000 dollari. Le tensioni per questa disparità, insieme al malcontento per corruzione, inquinamento e altre questioni sociali sono, secondo gli esperti, esplose nelle diffuse proteste e scontri della popolazione rurale con le autorità.

Secondo il Partito, il migliore standard di vita della popolazione potrà venire raggiunto con una maggiore efficienza nell'utilizzo dell'energia e delle altre risorse. Il piano prevede economie del 20% rispetto all'uso attuale.

Nel piano viene ripetuta la volontà di favorire la crescita di gruppi industriali competitivi nel mercato internazionale, migliorare le condizioni di vita della popolazione e combattere la povertà. Viene rilevato che si è verificata una "distanza esplosiva" tra gli agiati abitanti delle città (beneficiati da 20 anni di boom economico) e la popolazione contadina, che è la grande maggioranza del Paese e vive in condizioni di povertà.

"La spinta allo sviluppo economico e il miglioramento della vita della popolazione – viene dichiarato in un comunicato del Partito, secondo quanto riportano i media – sono sempre stati il principale obiettivo della Cina". Per questo l'obiettivo dei prossimi anni sarà "la crescita di redditi e condizioni di vita della popolazione", insieme a un "significativo miglioramento nel campo delle abitazioni, comunicazioni, educazione, cultura, salute pubblica e ambiente".

Anche se da anni la Cina ha una crescita del Pil superiore al 9%, secondo molti osservatori questo non ha significato un corrispondente miglioramento delle condizioni di vita dell'intera popolazione. Ne ha tratto beneficio soprattutto la minoranza che vive nelle grandi città, mentre le condizioni di vita nelle zone rurali sono persino peggiorate (grave inquinamento, mancanza di assistenza medica, lavoro scarso e poco retribuito, forzata emigrazione della forza lavoro verso le città con creazione di un sotto proletariato privo di diritti, sistema educativo carente). Il governo indica che nel 2004 c'erano 26 milioni di persone in condizione di povertà, con un reddito annuale inferiore a 668 yuan (circa 75 dollari Usa). Ma il numero dei poveri è molto maggiore secondo i criteri internazionali, che considerano povero chi ha meno  di 1 dollaro al giorno.

Lo sviluppo economico, inoltre, è stato ottenuto anche tagliando il finanziamento pubblico nel campo della sanità e dell'istruzione, servizi essenziali per il benessere e per l'effettivo sviluppo della Nazione. (PB)

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