13/05/2014, 00.00
SRI LANKA
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Lo Sri Lanka prepara la "Giornata della vittoria". Ma solo il sud potrà festeggiare

di Melani Manel Perera
Per il prossimo 18 maggio il governo ha organizzato delle celebrazioni per festeggiare la sconfitta dei ribelli tamil durante la guerra civile. Nel nord (a maggioranza tamil) sarà vietato ogni evento analogo. Il National Peace Council critica le autorità e invita a commemorare tutte le morti civili del conflitto.

Colombo (AsiaNews) - Il prossimo 18 maggio il governo dello Sri Lanka ha deciso di celebrare la "Giornata della vittoria" a Matara (Southern Province), in ricordo della sconfitta dei ribelli tamil per mano dell'esercito. Nello stesso giorno però sarà vietato per le comunità che vivono nel nord del Paese organizzare qualunque tipo di commemorazione, per evitare che "partiti politici e gruppi separatisti possano glorificare i ribelli". Il National Peace Council ha criticato la decisione del governo, chiedendo invece "una commemorazione religiosa su scala nazionale in memoria di tutti quelli che hanno perso la vita durante la guerra".

 Il 18 maggio 2009 il fondatore e leader delle Liberation Tigers of Tamil Eelam (Ltte, i ribelli delle Tigri Tamil) venne ucciso da un nucleo speciale delle forze armate. La sua morte sancì la fine immediata e definitiva del trentennale conflitto etnico. A pagare il prezzo più alto fu la comunità civile tamil nel nordest del Paese, che ancora oggi lamenta discriminazioni da parte delle autorità e l'assenza di un vero processo di riconciliazione.

In preparazione della Giornata della vittoria il governo ha ordinato la chiusura di oltre 40 scuole nell'area di Matara per oltre una settimana, al fine di organizzare al meglio le celebrazioni. Intanto dal 16 al 20 maggio verrà chiusa anche l'università di Jaffna, nel nord, "per evitare che gli studenti organizzino commemorazioni".

Il National Peace Council si è detto "addolorato per la continua enfasi posta sulle divisioni che esistono nella società srilankese, anziché sottolineare i fattori che potrebbero unificare in modo genuino. Tutto lo Sri Lanka ha attraversato 30 anni di guerra, che ha prodotto vittime civili su larga scala per colpa di esecuzioni, attentati e bombardamenti. Dovremmo ricordare tutti i morti, nella speranza che un simile bagno di sangue non accada mai più".

 

 

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