Migliaia di taxisti over 60: l'altra faccia della crisi di Hong Kong
Secondo le statistiche ufficiali sulle licenze ben 30mila hanno addirittura tra i 70 e i 79 anni. Specchio dell'invecchiamento della popolazione ma anche delle difficioltà economiche di chi ha perso il lavoro nella stagione del Covid. E con le pensioni insufficienti a coprire le spese in tanti sbarcano il lunario facendo gli autisti.
Milano (AsiaNews) - “A Hong Kong finché sei disposto a lavorare non soffrirai la fame”. È la frase che ripete spesso Zheng Jinhui, uno dei tanti tassisti ultrasettantenni residenti nell’ex colonia britannica, oggi regione amministrativa speciale della Repubblica popolare cinese.
Secondo le statistiche del Dipartimento dei trasporti e della logistica di Hong Kong, infatti, l'età media dei tassisti nell’isola è di 58 anni, con oltre 110.000 autisti con licenza di età superiore ai 60 anni e circa 30.000 di età compresa tra i 70 e i 79 anni.
D’altronde nel 2021 Hong Kong è entrata a far parte della categoria di “società super-anziana”, con la popolazione di età pari o superiore a 65 anni che rappresenta oltre il 20% della popolazione. In base al rapporto del Dipartimento di censimento e statistica di Hong Kong, questa percentuale salirà al 36% entro il 2046, il che significa che un terzo degli abitanti dell’ex colonia britannica sarà anziano.
Nato nel 1953, Zheng Jinhui è originario di Chaoyang distretto situato nella provincia meridionale del Guangdong e ha un’esperienza alla guida di oltre cinquant’anni. La sua giornata lavorativa inizia tra le sei e le sette del mattino e finisce intorno alle quattro o alle cinque del pomeriggio, dopo un turno estenuante di circa dieci ore.
Non può fare altrimenti, Zheng, visto che dal suo stipendio dipende il sostentamento dell’intera famiglia, composta dall’anziana moglie malata e dalla madre ultranovantenne in sedia a rotelle. Fino a qualche anno fa erano a suo carico anche i tre figli, che si sono trasferiti all’estero dopo la laurea e raramente tornano a casa.
Le spese mensili per le necessità quotidiane della famiglia Zheng superano i 10.000 dollari di Hong Kong (poco più di 1100 euro ndr), cui si aggiungono i costi fissi giornalieri di circa 600 HKD, comprensivi dell’affitto dell’auto con la quale lavora e del carburante. Quando gli affari vanno bene, riesce a guadagnare 500 HKD netti, altrimenti potrebbe non arrivare nemmeno a coprire il costo del noleggio.
Pur beneficiando di un assegno mensile per anziani di 4.250 HKD (circa 470 euro ndr), elargito dal governo della Regione amministrativa speciale di Hong Kong, metà di questa somma viene utilizzata per sostenere le cure che servono alla madre, che assiste insieme ai fratelli.
Come si evince da un reportage del settimanale cinese Nanfang Zhoumo, la situazione di Zheng è comune a quella della maggior parte dei suoi colleghi.
Secondo Wang Xiaohu, vicedecano della Facoltà di Scienze umanistiche e sociali della City University di Hong Kong, molti anziani preferiscono non andare in pensione, perché temono di annoiarsi restando a casa e ritengono che la flessibilità di un impiego nel settore dei taxi possa fare al caso loro. Ma la ragione più profonda di questa scelta è che, senza un lavoro, rischierebbero di cadere in povertà.
Dalle ricerche di Wang è emerso che a Hong Kong esiste un forte divario di ricchezza, con un'ampia parte della popolazione impoverita composta da anziani. Anche se coloro che appartengono alle fasce di reddito più basse beneficiano di alloggi pubblici e assistenza sanitaria pubblica gratuita, garantendo così il soddisfacimento dei bisogni primari, faticano comunque a coprire le spese quotidiane.
"Non è che non voglia andare in pensione, è che non posso", dice Huang Jianqiang, 62 anni, un "nuovo arrivato" nella flotta di tassisti dai capelli argentati.
Huang ha iniziato a lavorare nel settore dei taxi solo due anni fa. Prima di allora era responsabile di sala in una nota catena di ristoranti di Hong Kong, guadagnava uno stipendio mensile stabile di oltre 30.000 HKD (3.350 euro ndr) e conduceva una vita agiata e rispettabile.
Licenziato a causa della crisi economica seguita alla pandemia di COVID-19, ha faticato a lungo per trovare un altro impiego. "Ho inviato decine di curriculum, ma o i datori di lavoro mi consideravano troppo vecchio, oppure mi tagliavano lo stipendio di oltre la metà. Semplicemente non riuscivo a mantenere la mia famiglia", ha dichiarato.
Come conferma un'indagine della Federazione dei sindacati di Hong Kong, i disoccupati di età superiore ai 50 anni vedono generalmente i loro stipendi di ricollocamento diminuire di oltre il 30%.
Dopo molte riflessioni, Huang ha quindi deciso di ottenere la licenza per diventare un tassista.
La storia di Chen Jinhui, 70 anni, è simile a quella del collega. Vent'anni fa, Chen lavorava come impiegato in una banca estera a Hong Kong; agli occhi degli altri era un rispettabile e stabile "colletto bianco". Nel 2014, però, la banca ha avviato un completo aggiornamento digitale e, sentendosi inadeguato di fronte alle molte novità, ha deciso di firmare le proprie dimissioni. Tuttavia, avendo già quasi sessant’anni, certe professioni non erano ormai più disponibili. Ha provato a lavorare come cameriere, ma un vecchio infortunio al ginocchio gli rendeva impossibile camminare e stare in piedi per tante ore. Dopo molte ricerche, Chen Jinhui ha scoperto che guidare un taxi era la sua unica opzione rimasta.
"A Hong Kong, la pensione non si basa sull'età, ma sull'avere soldi", ha affermato Liu Zhiqiang, 63 anni, che lavora di notte come tassista da oltre un decennio. Anche se riceve l'indennità di vecchiaia del governo della Regione amministrativa speciale di Hong Kong, pari a 1.570 HKD, per sua ammissione “quei pochi soldi spariscono dopo pochi pasti”. Liu vive in un alloggio popolare a Hong Kong, per cui paga 2.000 HKD al mese di affitto, e i suoi risparmi si stanno esaurendo. Per questo, sta pensando di trasferirsi nella Cina continentale, dove le case di riposo sono molto più convenienti rispetto a quelle di Hong Kong.
Fang Haisheng, tassista di 72 anni, non avrebbe nemmeno i requisiti per accedere a una casa di riposo. Con un mutuo da pagare di oltre 10.000 HKD al mese cui provvedere per i prossimi dieci anni, l'affitto del mezzo che usa per lavorare e varie spese quotidiane, fatica ad arrivare a fine mese. Il figlio, impiegato, riesce a malapena a mantenersi per sé, sarebbe impensabile per lui provvedere ai propri genitori.
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