01/07/2026, 15.26
VATICANO-ASIA
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Ordinati i vescovi lefebvriani: strappo che tocca anche l'Asia

Caduto nel vuoto l'appello di Leone XIV a non rompere l'unità: a Econe stamattina si sono svolte le quattro consacrazioni senza mandato che sono di fatto un atto scismatico. La Fraternità San Pio X ha un distretto anche per l'Asia con sede a Singapore e presenze nelle Filippine (dove esiste anche un noviziato per gli oblati), in India e in Giappone. Fuori luogo i paragoni con la Cina.

Milano (AsiaNews) – L’appello a “non lacerare la tunica di Cristo” lanciato ancora da papa Leone XIV appena due giorni fa, è rimasto inascoltato. Questa mattina a Ecône, in Svizzera, sede della Fraternità Sacerdotale San Pio X, i lefebvriani hanno consacrato quattro nuovi vescovi senza il mandato pontificio, con un gesto che il diritto canonico considera scismatico. Alla cerimonia hanno partecipato oltre mille sacerdoti, religiosi e religiose e circa 15mila fedeli. L’evento, organizzato con ampio risalto e trasmesso in streaming in sei lingue, si è svolto in una tensostruttura accanto al seminario di Ecône.

I nuovi vescovi sono lo svizzero Pascal Schreiber, l’americano Michael Goldade e i francesi Michel Poinsinet de Sivry e Marc Hanappier. Le consacrazioni sono state conferite da mons. Alfonso de Galarreta e mons. Bernard Fellay, due dei quattro vescovi ordinati nel 1988 dal fondatore della fraternità mons. Marcel Lefebvre, episodio che provocò allora la scomunica dei consacranti, poi revocata da papa Benedetto XVI nel 2009 nel tentativo di favorire la riconciliazione.

Nel suo intervento alla celebrazione, l’attuale superiore della Fraternità Sacerdotale San Pio X, don Davide Pagliarani, ha definito la situazione della Chiesa “del tutto eccezionale”, accusando le autorità ecclesiastiche di essersi allontanate dalla tradizione e dalla fede a partire dal Concilio Vaticano II. Per questo, ha sostenuto, la trasmissione dell’episcopato rappresenterebbe un “gravissimo dovere” e - secondo questa sua tesi - le eventuali sanzioni canoniche sarebbero prive di valore.

In realtà la Santa Sede, attraverso il prefetto del dicastero per la Dottrina della fede, il card. Victor Manuel Fernández, aveva già definito tali ordinazioni un atto scismatico. Per la Chiesa cattolica, dunque, il gesto riapre una profonda ferita nella comunione ecclesiale.

“La Chiesa - aveva scritto Leone XIV nell’ultimo appello a don Pagliarani reso noto ieri - riconosce l’attaccamento alla vita liturgica, l’impegno nella formazione sacerdotale, lo zelo apostolico e il desiderio di fedeltà alla Tradizione che caratterizzano molte persone e comunità legate a codesta Fraternità. Ciò ha motivato l’atteggiamento di attenzione e di benevolenza che i miei predecessori vi hanno costantemente manifestato”. Ma proprio per questo – aggiungeva il pontefice – “vi prego e vi chiedo con tutto il cuore: tornate sui vostri passi! Vi esorto a considerare attentamente il bene spirituale dei fedeli, perché l’atto scismatico che compireste li priverebbe della ricezione lecita e in taluni casi persino valida dei sacramenti che essi amano e cercano per la propria santificazione”.

Come le stesse parole di don Pagliarani mostrano, in gioco non c’è semplicemente la questione della celebrazione della liturgia secondo la Messa tridentina; a essere chiamato in causa è lo sguardo sulla comunione nella Chiesa e la mancata accettazione di quel Concilio Vaticano II che papa Leone XIV ritiene talmente importante da dedicare alla rilettura dei suoi documenti le sue catechesi nelle udienze generali del mercoledì.

Lo strappo di oggi coinvolge una realtà che – secondo i dati più recenti diffusi dalla stessa Fraternità San Pio X - conta 1.482 membri di una cinquantina di nazionalità, tra sacerdoti, seminaristi e consacrati. Ed è una realtà presente con piccole comunità anche in Asia: a Singapore presso la prioria di San Pio X in Upper Thomson Road ha sede uno dei 15 distretti in cui è strutturata nel mondo la comunità dei lefebvriani. A guidarlo come superiore dal 2018 è p. Patrick Summers, un sacerdote americano della Fraternità che ha la responsabilità su 52 cappelle sparse in tutto il continente.

In Asia la prima comunità a nascere fu nel 1986 quella di Palayamkottai, nello Stato indiano del Tamil Nadu, fortemente voluta da mons. Lefebvre stesso, in una delle regioni dove aveva vissuto il suo apostolato missionario san Francesco Saverio. Altre priorie oggi sono presenti nelle Filippine (a Manila, a Davao e a Iloilo, dove ha sede anche un noviziato per gli oblati della Fraternità di San Pio X) e in Giappone, l’ultima aperta in Asia nel 2021. Altre comunità più piccole e missioni lefebvriane sono attive in Corea del Sud, Sri Lanka, Malaysia, Indonesia e Hong Kong.

Riguardo alle ordinazioni di oggi ad Econe, va infine osservato che è del tutto fuori luogo il paragone che alcune voci tradizionaliste hanno avanzato con i vescovi cinesi ordinati senza mandato del papa e poi riammessi in piena comunione con Roma ai sensi dell'Accordo tra la Santa Sede e la Repubblica popolare cinese del 2018. Le circostanze sono infatti oggettivamente molto diverse: in Cina quelle ordinazioni sono state il frutto di un'imposizione politica da parte di un potere esterno alla Chiesa; quelle di oggi sono invece una rottura della comunione ecclesiale che avviene attraverso un gesto compiuto in piena libertà.

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