Pakistan, attentato nel nord-ovest: sei morti e otto feriti
L’esplosione si è verificata nei presso di una stazione di servizio, fra le vittime due bambini. Fonti di Islamabad confermano una serie di raid nel fine settimana, 24 morti fra i talebani e sei civili il bilancio delle vittime. I cristiani pakistani continuano la loro battaglia per l’abrogazione della legge sulla blasfemia.
Lahore (AsiaNews/Agenzie) – È di sei morti, fra cui due bambini, e otto feriti il bilancio di un’esplosione avvenuta oggi in una stazione di servizio a Charssada, nel nord-ovest del Pakistan. Fonti della polizia riferiscono che i feriti sono stati trasportati all’ospedale cittadino; al momento non vi sono conferme se si tratta di un’autobomba o di un veicolo carico di esplosivo, saltato in aria durante le operazioni di rifornimento del carburante.
La cittadina è situata a circa 60 km a nord-est di Peshawar, nei pressi del confine con l’area tribale di Mohmand, controllata dalle milizie talebane che hanno ingaggiato una dura lotta con le forze di sicurezza pakistane.
Fonti di Islamabad riferiscono della morte di 24 estremisti e sei civili in una serie di operazioni militari compiute nel fine settimana. Nella tarda serata di domenica a Kabal, villaggio 20 km a nord-ovest di Mingora, sette sospetti talebani sono caduti sotto il fuoco dell’esercito. Nella notte a Mingora un kamikaze si è fatto esplodere mentre i militari cercavano di arrestarlo; quattro i soldati feriti. Il 15 agosto una serie di attacchi dell’aviazione pakistana hanno ucciso 16 estremisti; nei raid sono rimasti feriti altri 30 combattenti, molti nascondigli nella zona del Sud Waziristan sono stati distrutti.
Intanto fonti dei talebani e dell’intelligence annunciano la morte di 17 fondamentalisti in una imboscata tesa da una fazione rivale, sempre nel Sud Waziristan. Un gruppo di militanti fedeli a Baitullah Mehsud, leader talebano ucciso di recente in un attacco di un drone amerciano, ha assaltato una fazione rivale guidata dal mullah Nazir Wazir.
Fra i morti vi sarebbe anche il leader, il mullah Nazir, ma non vi sono conferme ufficiali. La guerra intestina fra le varie fazioni combattenti sembra così confermare una frattura all’interno del fronte talebano pakistano.
Nei giorni scorsi, infine, la comunità cristiana ha organizzato una serie di iniziative per protestare contro l’attacco alla comunità di Gojra e chiedere l’abrogazione della legge sulla blasfemia. Diverse denominazioni cristiane si sono unite in preghiera a Lahore per ricordare i “martiri di Gojra”. Finora 169 persone hanno reso testimonianza presso l’Alta Corte di Lahore, mentre il governo del Punjab ha istituito una commissione composta da 12 membri per monitorare le operazioni di aiuto alla popolazione.
Centinaia di cristiani pakistani negli Stati Uniti hanno organizzato una manifestazione di protesta presso l’ambasciata di Islamabad, in occasione della festa di Indipendenza del Pakistan. E se da più parti giungono richieste al governo per abrogare la legge sulla blasfemia, la Commissione nazionale di giustizia e pace della Chiesa pakistana (Ncjp) riferisce che il 10 agosto scorso è stata avviata un’inchiesta a carico di Sufian Masih, 18enne di Gujranwala, nel Punjab, accusato di aver “profanato il Corano”.
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