01/02/2026, 14.14
VATICANO
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Papa: 'Ogni giorno vittime civili di azioni armate'. Appello per la tregua olimpica

Leone XIV all'Angelus sui Giochi Olimpici di Milano-Cortina: autorità compiano "gesti concreti di distensione e di dialogo". L'unione coi vescovi cubani sulle tensioni con gli Usa: "Evitare la violenza". Sulle Beatitudini: "Dio dona speranza a chi il mondo scarta come disperato".

Città del Vaticano (AsiaNews) - Venerdì iniziano i Giochi Olimpici Invernali di Milano-Cortina (Italia), cui faranno seguito i Giochi Paralimpici. Stamane, dopo l’Angelus, Leone XIV ha rivolto gli auguri a organizzatori e atleti, rimarcando il “forte messaggio di fratellanza” che l’evento porta con sé, insieme alla “speranza in un mondo di pace”. E, ricordata l’“antichissima usanza” della tregua olimpica, si è rivolto alle autorità: “Compiere in questa occasione gesti concreti di distensione e di dialogo”.

Oggi in Italia ricorre la Giornata nazionale delle vittime civili delle guerre e dei conflitti nel mondo. Il papa l’ha ricordata, sottolineando che l’iniziativa è “tragicamente attuale”. “Ogni giorno, infatti, si registrano vittime civili di azioni armate che violano apertamente la morale e il diritto”, ha rammentato Prevost dal Palazzo Apostolico Vaticano, davanti ai fedeli raccolti in San Pietro. “I morti e i feriti di ieri e di oggi saranno veramente onorati quando si metterà fine a questa intollerabile ingiustizia”, ha detto.

Lo sguardo del pontefice sulle ferite del mondo è orientato anche all’aumento di tensioni tra Stati Uniti e Cuba, “due Paesi vicini”. Con Trump che ha firmato un ordine esecutivo minacciando dazi a chi fornisce petrolio all’isola caraibica. “Mi unisco al messaggio dei Vescovi cubani, invitando tutti i responsabili a promuovere un dialogo sincero ed efficace, per evitare la violenza e ogni azione che possa aumentare le sofferenze del caro popolo cubano”, ha affermato. Ieri, proprio in un messaggio, i presuli avevano espresso preoccupazione per l’attuale situazione sociale ed economica.

Leone XIV ha assicurato la sua preghiera per le vittime della frana in una miniera nel Nord Kivu, nella Repubblica Democratica del Congo, a causa delle forti piogge. Il bilancio è di oltre 200 persone morte, nell’est del Paese, in un sito di estrazione di coltan. E la preghiera del papa è anche “per i defunti e per quanti soffrono a causa delle tempeste che nei giorni scorsi hanno colpito il Portogallo e l’Italia meridionale”. “E non dimentichiamo le popolazioni del Mozambico duramente provate dalle inondazioni”, ha aggiunto dopo la recita della preghiera mariana.

Prima dell’Angelus, Leone XIV ha commentato il Vangelo odierno (Mt 5,1-12a), ovvero il brano dell’evangelista Matteo dedicato alle Beatitudini. “Una pagina splendida della Buona Notizia che Gesù annuncia per tutta l’umanità”, ha detto il papa. Le Beatitudini “sono luci che il Signore accende nella penombra della storia, svelando il progetto di salvezza”, ha aggiunto. Da monte, Gesù consegna una “legge nuova”, non scritta “sulla pietra”, ma “nei cuori”. “Una legge che rinnova la nostra vita e la rende buona, anche quando al mondo sembra fallita e miserabile”. 

“Queste Beatitudini restano un paradosso solo per chi ritiene che Dio sia diverso da come Cristo lo rivela”, ha continuato. Difatti, di fronte ad esse può sorprendersi solo “chi si aspetta che i prepotenti saranno sempre padroni sulla terra”, oppure “chi si abitua a pensare che la felicità appartenga ai ricchi”, credendo che Gesù sia un illuso. “E invece l’illusione sta proprio nella mancanza di fede verso Cristo: Egli è il povero che condivide con tutti la sua vita, il mite che persevera nel dolore, l’operatore di pace perseguitato fino alla morte in croce”, ha detto papa Prevost.

Così, “Gesù illumina il senso della storia”: lo fa non guardando ai “vincitori”, ma agli “oppressi”. Infatti, Dio dona speranza soprattutto "a chi il mondo scarta come disperato”, ha aggiunto. Le Beatitudini sono, quindi, “una prova della felicità”. Esse “ci portano a chiederci se la consideriamo una conquista che si compra o un dono che si condivide; se la riponiamo in oggetti che si consumano o in relazioni che ci accompagnano”, ha aggiunto.

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