28/05/2016, 09.00
IRAQ
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Patriarca di Baghdad: cristiani e musulmani in preghiera per la pace, fra Mese di Maggio e Ramadan

di Joseph Mahmoud

Il 30 maggio la chiesa della Regina del Rosario a Baghdad ospiterà una preghiera interreligiosa contro le violenze e il terrorismo. A lanciare l’iniziativa il patriarca caldeo: non le opzioni militari, ma la preghiera contro conflitti che colpiscono “la popolazione innocente”. Un invito anche ai musulmani a riflettere per formare una nuova mentalità, una nuova cultura.

 

Baghdad (AsiaNews) - La preghiera e non le opzioni militari possono “risolvere i conflitti”, in cui a pagare il prezzo più alto “è sempre la popolazione innocente”. E una preghiera sincera, dal cuore è la sola a innescare una “rivoluzione interiore” e a “garantire la pace”. Così il patriarca caldeo mar Louis Rapahel Sako lancia la preghiera di pace per l’Iraq, la Siria e l’intera regione mediorientale, che si terrà il prossimo 30 maggio a Baghdad. Il prelato riferisce che il testo dell’orazione è stato “studiato a lungo”, per essere “di aiuto e conforto a tutti”, cristiani e musulmani. La data, invece, coincide con le cerimonie “per la conclusione del mese mariano e per la vicinanza al mese sacro di digiuno” per i musulmani, il Ramadan.

Con una nota ufficiale sul sito del patriarcato, la Chiesa caldea invita cristiani, musulmani, sabei e yazidi a pregare insieme per la pace in Iraq, martoriato da oltre un decennio di guerra e violenze di matrice settaria e confessionale. L’evento è in programma nel pomeriggio di lunedì 30 maggio, nella chiesa dedicata alla Regina del Rosario a Baghdad. La cerimonia interreligiosa, che segna la chiusura del mese mariano, prevede preghiere e la lettura di salmi; a seguire il canto di inni sacri.

A guidare la preghiera interconfessionale saranno il patriarca caldeo mar Louis Raphael Sako, insieme a un capo religioso sunnita e uno sciita, per rafforzare il carattere interreligioso e di pace dell’appuntamento. Insieme ai leader e ai fedeli di tutte le confessioni vi sarà anche una rappresentanza di diplomatici.

Non è invece prevista la presenza di politici e personalità del governo perché, come spiega lo stesso patriarca caldeo, “sono sempre accompagnati da guardie e soldati”. La loro partecipazione verrebbe così a snaturare il carattere di pace e armonia che i promotori vogliono garantire a questa celebrazione, perché in quel giorno la sola, grande speranza di mar Sako è quella di “respirare un’atmosfera di pace, di preghiera, di raccoglimento”.

Presentando l’iniziativa, il capo della Chiesa caldea parla di un tentativo di muoversi in direzione “della pace per il nostro martoriato Paese”. “Onestamente - spiega a Baghdadhope - non ho trovato null’altro da proporre che la preghiera” da contrapporre alla “cultura del settarismo” che si è diffusa nel Paese dopo la caduta del regime di Saddam Hussein. Il compito dei cristiani, oltre che “dovere di tutti” è quello di “non cedere ad essa o cadere nella trappola”. Al contrario, bisogna “formare i cristiani e anche chi aspetta una testimonianza diversa”.

“Una preghiera in chiesa, con donne e uomini che ascoltano con attenzione i testi dei nostri inni e dei nostri salmi - conclude mar Sako - aiuterà anche i musulmani a riflettere. Abbiamo bisogno di una nuova mentalità, una nuova cultura, e i nostri fratelli musulmani devono aggiornare il loro pensiero perché il bene e la pace che invochiamo sono per tutti”.

Di seguito il testo della “Preghiera per la pace in Iraq, in Siria e nella regione”:

“Signore, ne abbiamo avuto abbastanza di guerre, conflitti e distruzioni che ci hanno fatto orrore, ci hanno fatto apparire orribili ed hanno distrutto il nostro mondo.

Uccidere non è altro che una deviazione dal Tuo piano divino perché l’uomo goda di una vita felice.

Ti preghiamo Signore di illuminare i nostri leader politici, rinnovare i loro cuori in modo che possano superare le loro dispute e i propri interessi, possano sostenere la bontà e l’amore ed essere strumenti di pace di cui abbiamo bisogno più di ogni altra cosa, specialmente in Iraq, in Siria e nella regione. Vogliamo vivere come fratelli e sorelle una vita felice e gioiosa dove non vi sia ingiustizia o guerra, morti o feriti, sfollati o migranti, senza casa o affamati.

Madre Maria, sommergi i nostri cuori di pace e amore”.

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