22/06/2021, 14.50
ISRAELE - PALESTINA
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Sheikh Jarrah, ancora violenze nel quartiere conteso: feriti 20 palestinesi

Nella notte si sono verificati pesanti scontri fra coloni ebraici (sostenuti dalla polizia) e palestinesi residenti nella zona. Una donna colpita con una pietra alla schiena. Le forze dell’ordine hanno compiuto alcuni arresti. B’Tselem: “La violenza ed il vandalismo dei coloni avvengono con il pieno appoggio delle autorità”. 

Gerusalemme (AsiaNews/Agenzie) - Torna a salire la tensione nel quartiere conteso di Sheikh Jarrah, a Gerusalemme est, fra coloni ebraici - sostenuti dai poliziotti israeliani - e palestinesi residenti nella zona; negli scontri avvenuti nella notte fra i due fronti si sono registrati diversi feriti fra le fila dei palestinesi, investiti da una raffica di granate stordenti e acqua maleodorante contro i quali hanno risposto lanciando sassi e pietre. La proprietà di alcune case nell’area è fra le cause che hanno innescato la recente guerra-lampo a Gaza fra Israele e Hamas, sostenuta dalla Jihad islamica.

Secondo un primo bilancio della Mezzaluna rossa palestinese almeno 20 persone sono dovute ricorrere alle cure dei sanitari. Le forze dell’ordine israeliane avrebbero compiuto anche diversi arresti fra i palestinesi. Testimoni riferiscono che gli agenti hanno fatto irruzione all’interno di una casa e lanciato granate stordenti contro i civili. 

Da tempo gruppi di coloni ebraici cercano di espropriare le famiglie palestinesi. Sulla vicenda è in corso anche una battaglia legale in tribunale, con l’intervento della procura generale che ha sospeso l’iter giudiziario per scongiurare un'ulteriore recrudescenza delle violenze. Attivisti e ong pro diritti umani avvertono però che è solo questione di tempo e presto le case verranno sottratte ai palestinesi, innescando un nuovo bagno di sangue. 

Negli scontri della notte, la cui dinamica resta ancora oscura, una donna è stata colpita alla schiena da una grossa pietra. Fra i feriti vi sarebbe anche una persona anziana, centrata con un sasso alla testa. Per Israele la controversia è riconducibile a una vertenza legale “sul diritto di proprietà”, mentre per i palestinesi è il segno delle politiche discriminatorie promosse dallo Stato ebraico per cacciarli da Gerusalemme. Una opinione condivisa anche dal movimento israeliano pro diritti umani B’Tselem, secondo cui “la violenza e il vandalismo dei coloni avvengono con il pieno appoggio delle autorità israeliane. A volte i soldati prendono parte all’aggressione, altre volte stanno a guardare. La polizia non fa alcuno sforzo sostanziale per indagare sugli incidenti, né adotta misure per prevenirli o fermarli in tempo reale”. 

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